Commentaria

23/05/2013

n.031 – I limiti evidenti della teoria del rigore e dell’austerità

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Nessuno conosce realmente gli scopi della politica europea del rigore e dei limiti ferrei posti alla economia sul presupposto che i problemi dell’Umanità sarebbero costituiti dai debiti pubblici troppo alti.
Questa è una tesi che i fatti hanno ampiamente smentito poiché i provvedimenti presi in Europa, giustificandoli con il predetto problema dei debiti pubblici considerati “troppo elevati”, hanno ottenuto solo conseguenze negative su tutti gli aspetti socio-economici e l’effetto sul debito di farlo accrescere più rapidamente. Si deve concludere dunque che chi sta dando la linea alle economie europee ha qualche problema di coerenza tra ciò che vuole, quel che si fa, e ciò che sarebbe necessario fare. In pratica, ciò che si ottiene è il contrario di quanto si dichiara di voler realizzare.
Ci dicono che occorra far fare grandi sacrifici ai cittadini, i quali già non avendo lavoro, vedendo in pericolo il loro patrimonio, azzerato del tutto i risparmi e la propensione a crearne non hanno alcuna possibilità di avere un reddito sufficiente per dare alcunché a chiunque. Sapendo sin dal principio che questo sarebbe stato il risultato della politica del rigore, non ottengono dai cittadini contribuenti quel flusso di danaro che dicono di voler ottenere per sanare il debito pubblico, non ottengono alcun risparmio, fanno crescere il debito per diminuzione delle entrate e creano solo sofferenza e nessuna azione che aiuti a riavviare il ciclo economico positivo.
Con questo metodo, la gente che non può (ovviamente) stampare denaro, e non avendo alcun possibile aiuto economico o di lavoro disponibile ed offerti, può solo diminuire le spese, o quando non ne può più, morire, ma più di questo non può fare.
Questa situazione alimenta la riduzione delle entrate dello Stato e non riduce il debito che non potrà che crescere ulteriormente, e questo certo non è quello che ci serve per uscire dalla crisi.

Potremmo anche chiedere alla politica e agli economisti come e dove pensano di trovare denaro da dare ai consumatori per rimettere in equilibrio l’economia, ma a questa domanda nessuno sa rispondere.

La politica che si sta seguendo oggi quindi:

1. riduce pesantemente tutti i tipi di entrate fiscali mentre si afferma che le entrate fiscali devono necessariamente aumentare,
2. fa crescere il debito pubblico ma si promette pubblicamente che si fanno tagli sostanziosi per ridurlo;
3. i sacrifici accrescono i debiti pubblici, ma si continua a sostenere che si deve continuare su questa rotta anche se è ormai evidente che non è la via giusta;
4. si sa che tutto quanto l’Europa fa in economia impedisce il raggiungimento degli scopi dichiarati, ma non si cambia rotta;

Resta quindi aperta la domanda: per quale scopo si fa il contrario di quanto è necessario per difendere le nostre economie e per ridurre i nostri debiti, e perché si sostiene che sono necessari sacrifici ulteriori anche se così facendo ormai tutti sanno che i debiti pubblici aumenteranno inevitabilmente?

Personalmente non so rispondere a tutte queste domande e se vi è qualcuno che ha le idee più chiare delle mie, gli sarei grato se rispondesse a questo mio post per dimostrarmi che la mia analisi è sbagliata e per spiegarmi in che modo, continuando con rigore e tagli, risolveremo l’attuale situazione di crisi

23/04/2013

art. 030 – Quando lo Stato è debitore, tutti diventano vittime

Da un po’ di tempo non scrivo su questo Blog, ma ora desidero affrontare il tema dei debiti dello Stato verso le imprese che non vengono pagati, perché mi pare sia molto urgente. Di fronte ai  molti suicidi di gente che non ce la fa ad onorare i suoi debiti il tema mi pare importante ed urgente.

Se lo Stato non paga un suo debito, il suo creditore non è solo un creditore non pagato, ma mi pare che sia anche un cittadino discriminato . Discriminato da un atto di potere illegittimo, quale è per lo Stato o per il suo potere delegato, la scelta di non pagare e/o di non adempire.

Sovente chi è vittima di mancati pagamenti di questo tipo  può infatti, non essere a sua volta in grado di poter fare i suoi pagamenti.

Quando questo accade, chi subisce il mancato pagamento della P.A. se a sua volta non paga i suoi terzi creditori, può anche subire atti esecutivi che possono mandarlo in rovina.

Quando questo accade, se la vittima dice che non ha colpa in quanto è creditrice dello Stato, dicendo questo non ottiene alcun tipo di tutela e la esecuzione contro di lei va avanti sino al suo ingiusto e quasi sempre nefasto epilogo di distruzione, giuridicamente però, immotivata per assenza totale della colpa..

Si dice che ciò sarebbe insuperabile per il motivo giuridico che il creditore sarebbe un terzo in buona fede e che come tale va risarcito e pagato indipendentemente dai motivi per i quali il debitore non può a sua volta pagarlo.

Avendo vissuto situazioni di questo tipo, ho pensato molto spesso a questo problema e mi sono con il tempo domandato se  il giudice della esecuzione non potrebbe proseguire la sua attività esecutiva, non già contro la vittima del mancato pagamento dello Stato, ma direttamente contro il vero colpevole e cioè contro lo  Stato stesso che, in qualità di  debitore, doveva pagare e che non ha invece ancora pagato il suo debito. Mi sono poi dato anche una mia risposta che qui propongo alla attenzione di chi la volesse valutare. Mi sono detto che anche il creditore dello Stato, fintanto che lo Stato non lo abbia pagato, è anche lui un terzo in buona fede.

Sì, mi pare proprio che lo sia a tutti gli effetti esattamente come lo è il suo creditore. Infatti, nessuna impresa o cittadino ha “mai” il dovere di subire errori od omissioni da parte dello Stato, e non avendo tale dovere non ha neppure il dovere di  dover affrontare a suo onere e spesa le conseguenze di errori od omissioni dello Stato verso di lui.

Di recente vi è stata una importante sentenza, che viene ad avvalorare la tesi qui espressa. Si tratta di un giudizio dove la impresa  era accusata di sanzioni per non aver pagato l’IVA nei termini e dove il giudice ha liberato tale impresa da tale accusa ed onere in quanto quest’ultima vantava da lungo tempo un grosso credito dallo Stato che non gli era stato ancora pagato.

Tutto ciò considerato mi è venuta una idea che partendo da quanto sopra detto  espongo qui di seguito.

Leggendo la normativa esistente mi è parso che il Giudice della esecuzione non abbia alcun divieto espresso e cogente e diretto che gli ponga un perentorio divieto di legge a proseguire la esecuzione  direttamente verso l’ente di stato che non ha pagato invece di fermarsi alla vittima che intanto non può pagare e che verrebbe solo distrutta, causando così un grave danno sociale ed all’economia e proteggendo così di fatto il colpevole che invece è giusto sia subito punito e che è giusto che sappia che se continuerà anche in futuro a non pagare, non solo dovrà pagare forzosamente, ma anche dovrà pagare i danni ingenerati dalle procedure resesi necessaria per costringerlo a pagare, nonostante sapesse di non avere alcuna delega che lo autorizzasse ad abusare dei pubblico poteri per non pagare i propri debiti verso innocenti cittadini.

Il principio sottostante a questo ragionamento è molto lineare e semplice: la legge ha un fine legittimo che è unicamente quello del ripristino delle cose giuste non ancora realizzate od adempiute.

Non esiste una legge che vieti al giudice della esecuzione di far pagare il vero responsabile, se sa chi è.

Non ci sono ostacoli a rendere questo percorso realizzabile anche se dovessero esservi aspetti formali pratici da dover aggirare e superare.

Quando si vuol seguire vie innovative vi possono sempre essere piccole formalità da dover superare, ma sono tutte cose certamente superabili, ciò che serve è quindi solo la volontà di agire in tal senso.

Circa la possibilità di seguire un simile percorso, ritengo di aver dimostrato che questa possibilità esiste, esiste sia dal profilo morale sia da quello giuridico, sia dal profilo procedurale, e ad esame appare evidente subito come nessuna legge si opporrebbe a tale percorso che appare un percorso a dir poco doveroso. Notare che questo percorso non va contro gli interessi del creditore finale, ma anzi gli facilità le cose dandogli un debitore solvibile che può pagare subito e che deve pagare subito per fortissimi motivi morali e di legge.

Circa la volontà, mi pare anche che questa, oggi, non possa certo più mancare vista la grande quantità di suicidi, di fallimenti e  di famiglie e di persone distrutte da circostanze di tal genere, ridotte alla disperazione solo per l’effetto indebito e mai legittimo di vicende di obbligo di pagare e di obbligo di fare delle P.A. stesse che sono rimaste troppo a lungo irrisolte senza ragione alcuna.

Concludo qui con la considerazione che, ovviamente, ciò che precede vale anche per chi è creditore di correzioni di errori amministrativi, la cui mancata correzione abbia inevitabilmente creato disuguaglianza e danno in re-ipsa..

Mi pare sia materia come minimo interessante e mi piacerebbe sentire qualche intervento di avvocati che si occupano della materia in quanto credo che i tempi siano oggi maturi per provare ad ottenere un passo avanti nella applicazione delle leggi esistenti che consenta una più veloce e giusta tutela delle vittime di errori amministrativi, e ciò con il grande vantaggio di ridurre i costi della giustizia in quanto una cosa risolta rapidamente produce costi e danni assai minori di una cosa che doveva essere risolta oggi e che invece sarà risolta con costi e danni enormemente più alti in tempi biblici, senza considerare l’inattività indotta in danno delle vittime che è tutto PIL in meno e introiti fiscali in meno che lo Stato perde e non recupera più.

Lo Stato dal lavoro non svolto dai cittadini non trae ovviamente alcuna entrata..

12/04/2013

“Nessuna paura che mi calpestino. Calpestata, l’erba diventa un sentiero”

Archiviato in: idee,Italia,riflessioni,società — Paolo Porsia @ 6:24 PM

dal sito di Primocanale
Genova – Tutto esaurito ieri alla libreria Feltrinelli di Genova per un incontro con lo scrittore Roberto Saviano.
Roberto Saviano

L’incontro era stato organizzato per la presentazione del suo ultimo romanzo, ‘Zero Zero Zero’, dedicato al potere della cocaina nel mondo. Saviano vi ha lavorato per 7 anni. Per l’occasione centinaia di persone hanno voluto essere presenti, tra cui don Andrea Gallo. Moltissime le persone rimaste fuori dalla libreria. Adottate particolari misure di sicurezza. Saviano da anni vive sotto scorta.

Credo che comprerò il libro di Roberto Saviano “Zero Zero Zero”. Saviano ha reso questo giovedì sera sebbene per me scomodo (stare in piedi un ora fuori mentre i VIP dentro erano accomodati nel salottino di Feltrinelli) come una delle cose da ricordare di questa settimana.
Quando parla non lo senti, lo ascolti. E questa la differenza fra un cantastorie ed un Profeta. E Saviano è UN PROFETA DISARMATO ma…Molto più pericoloso di quanto si voglia far credere.
Non storcano il naso i miei amici di centro destra, alla fine dopo le polemiche l’affare Belsito e il “Cerchio Magico” della Azienda Familiare Bossi ha dimostrato una cosa: che Saviano diceva la verità e la diceva da AMICO.
Ma al di là delle miserie nostrane il racconto che fa Saviano è da fare rizzare i capelli e da rovesciare tutte le nostre categorie: NON sono i MAFIOSI a essere i REGGICODA dei CAPITALISTI ma sono i CAPITALISTI ad esser il REGGICODA DEL MOLOCH del NARCOTRAFFICO…Think About it…
Basta solo pensare al paragone che Saviano stesso fa ” se l’anno scorso avessi investito 1000 euro in Apple alla fine dell’anno mi sarei trovato con 1600 euro; gli stessi 1000 euro investiti nella Coca rendono alla fine dell’anno 182.000 euro

10/04/2013

Corea la paura fa….

Archiviato in: riflessioni — Paolo Porsia @ 7:29 PM


Bluffa dicono…Vuol far vedere che è un “grande” mentre tutti lo considerano “ragazzino”…
Così in Italia si considera tutto sommato più importante Grillo, Berlusconi, Bersani, le “larghe intese” e magari RUBY…
sicuri?
Crozza colle risate ci fa pensare…

01/03/2013

NOTIZIE IRAN: NUCLEARE, ATTIVATO L'IMPIANTO DI ARAK. VI SPIEGHIAMO COSA SIGNIFICA

Archiviato in: riflessioni — Paolo Porsia @ 11:09 AM

Ribloggato da NO PASDARAN:

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Allora, facciamo il punto delle notizie che arrivano dall'Iran in merito al programma nucleare: l'ultimo report dell'AIEA, diffuso nel mese di febbraio 2013, ha rilevato che:

1- il regime iraniano sta usando il reattore di Teheran (TRR) per testare il carburante necessario per il sito nucleare di Arak;

2- il regime iraniano ha installato altre 2,255 centrifughe IR-1 presso l'impianto nucleare di Natanz, raggiungendo il numero di 12,699 centrifughe installate;

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Beh, detesto i vecchi proverbi ma “tanto tuonò che piovve” qui è appropriato….Per anni ho detto che il problema dell’”Arricchimento dell’Uranio” era un FALSO PROBLEMA…..Ora i sapientoni si accorgono che la stalla è VUOTA….E i BUOI sono GIA’ SCAPPATI…Da mò (come direbbe mia moglie, Caprese purosangue)
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