Commentaria

Giugno 27, 2008

Immagine Italia

Archiviato in: Estero, Italia, idee, società — commentaria @ 7:40 pm
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Una proposta: perchè non prendiamo le impronte digitali di tutti, adulti e bambini, italiani e stranieri?
Senza troppe cerimonie, una volta che si prendessero le impronte digitali di tutti, non ci sarebbe più alcuna discriminazione. Così si creerebbe una banca dati che consentirebbe alle forze dell’ordine di poter dare con molta più facilità un volto a chi commette un crimine.
In fondo cosa ci sarebbe di male?
Saremmo schedati?
Perchè, ora che succede?
Di ciascuno di noi si sa di tutto e di più, e la maggior parte dei dati sensibili sono ormai pressocchè pubblici e facilmente reperibili, in barba alla tutela della privacy.
Che le impronte digitali siano dunque a corredo dei nostri dati personali e nessuno avrebbe più nulla da eccepire!

A proposito di obiezioni… Ma avete fatto caso che da qualche tempo in qua, sempre più spesso e con maggior veemenza, leggiamo i commenti di uomini politici esteri o di organizzazioni internazionali che fanno la voce grossa e stigmatizzano le faccende di casa nostra?
Il figlio di Gheddafi protesta per la ventilata ipotesi di Calderoli quale Ministro degli Esteri. A momenti non sapeva neanche Berlusconi dove piazzarlo nel nuovo ordinamento governativo, e già qualcuno si faceva sentire…
Poi ci si è messa la Spagna che con l’accusa di razzismo esplicitamente indirizzato al nostro Paese, rischiava di far scoppiare un incidente diplomatico.
Non occorre avere lunga memoria, per ricordare come solo qualche settimana fa, Bush davanti alle telecamere italiane affermava che in linea di massima non avrebbe avuto nulla da ridire nel far entrare l’Italia nel gruppo dei 5+1 per condurre le trattative per lo stop al nucleare con l’ostico Iran. Alcuni giorni dopo l’Italia si è vista esclusa dal tavolo delle negoziazioni (in questo modo ci hanno evitato il sonoro: No, grazie! ricevuto dai negoziatori sulla faccia come uno sganassone dal portavoce di quel simpaticone di Ahmadinejad, ma certo questa esclusione è il segno della considerazione di cui godiamo all’estero).
Forse Bush non aveva nulla da ridire, ma gli altri 5 sì!
Ora ci si mettono l’UNICEF, la Commissione Europea che puntano irati e scandalizzati il dito contro l’Italia per la questione delle impronte dei bambini rom..
C’è ancora qualcuno che chiede la parola per sindacare sui fatti nostri?
Avanti, c’è ancora posto!

Albania: vergini per giuramento d’onore

from NYTime- Per i secoli, nella società chiusa e conservatrice dell’Albania del Nord, lo scambio di genere è stata considerata una soluzione pratica quando una famiglia si trovava a corto di uomini. Questa usanza di origine medioevale nacque come una necessità sociale, in una regione prevalentemente agricola infestata da guerre e morte. In una famiglia il cui patriarca moriva senza lasciare figli maschi, le donne non sposate della famiglia si trovavano sole e povere. Solo facendo un giuramento di verginità per onore della famiglia, le donne potevano assumere il ruolo di capo famiglia, portare armi, avere delle proprietà e muoversi liberamente. Esse vestivano esattamente come gli uomini e trascorrevano la loro vita in compagnia di altri uomini, sebbene parecchie di loro conservavano il loro nome femminile. Non erano affatto derise, ma accettate nella vita pubblica, perfino apprezzate e rispettate. Alcune sceglievano la verginità per onore della famiglia, per affermare una propria autonomia o per evitare matrimioni combinati.

Ecco alcune storie in breve…

Keqi ricorda il giorno di quasi 60 anni fa quando decise di diventare un uomo. Tagliò i suoi lunghi riccioli neri, scambiò il suo vestito con i larghi pantaloni di suo padre, si munì di fucile da caccia e fece voto di verginità d’onore, rinunciando al matrimonio, ad avere dei figli e al sesso.
Il padre di Keqi era stato ucciso in un litigio e in famiglia non c’era un erede maschio.
Così, Keqi, che ora ha 78 anni, fece voto di verginità per il resto della sua vita e da allora ha vissuto come un uomo, un nuovo patriarca, con tutta la tracotanza e gli oneri dell’autorità maschile – compreso l’obbligo di vendicare la morte del padre. Nella sua famiglia la chiamano “il pasha„
Keqi decise di diventare l’uomo della casa a 20 anni. I suoi quattro fratelli, oppositori di Enver Hoxha, dittatore dell’Albania per 40 anni fino alla sua morte, avvenuta nel 1985, erano stati incarcerati o uccisi. Trasformarsi in un uomo, per quei tempi, era l’unica alternativa per sostentare sua madre, le sue quattro cognate ed i suoi cinque nipoti.
Ha lavorato come carpentiere nei cantieri edili ed ha pregato nella moschea assieme agli altri uomini. Neppure oggi, i suoi nipoti e le sue nipoti oserebbero sposarsi senza il consenso del loro “zio„.
Essere l’uomo della casa, però, significava anche vendicare la morte del padre. Perciò, quando assassino di suo padre, ormai ottantenne, è uscito di prigione cinque anni fa, Keqi, applicando la legge del Kanun, ha ordinato a un suo nipote di 15 anni di ammazzarlo. Per vendetta la famiglia dell’uomo ha ucciso a sua volta il ragazzo. “Ho sempre sognato di vendicare la morte di mio padre,„ ha detto Keqi. “Naturalmente, mi rincresce che mio nipote sia stato ammazzato. Ma se tu uccidi me, io devo uccidere te.„
Recentemente è stata in ospedale per un intervento chirurgico, e l’altra malata con la quale condivideva la stanza era sconvolta credendola un uomo.

Diana Rakipi, 54, guardia giurata nella città di Durres, nell’Albania occidentale, divenuta anche lei vergine per giuramento d’onore per sostentare le sue nove sorelle, rimpiange con nostalgia l’era di Hoxha. Durante il periodo comunista lei era un maggiore e si occupava dell’addestramento delle donne come soldati da combattimento. “Oggi le donne escono mezze nude per andare in discoteca,„ ha detto la signora Rakipi, che porta un berretto da militare. “ Nella mia vita sono stato trattato sempre come un uomo, sempre con rispetto. Non pulisco, non stiro, non cucino. Quello è lavoro da donna.„

“Le donne e gli uomini ora sono quasi uguali,„ afferma Caca Fiqiri, la cui zia, Qamile Stema di 88 anni, è l’ultima vergine per giuramento d’onore del suo villaggio. “Rispettiamo molto le vergini per giuramento; le consideriamo come uomini a causa del loro grande sacrificio. Ma oggi non è più un marchio di infamia non avere l’uomo di casa.„
Qamile Stema afferma che trasformarsi in una vergine per giuramento era una necessità e un sacrificio. “Mi sento solo qualche volta, tutte le mie sorelle sono morte e vivo da solo,„ ha detto. “Ma non ho mai voluto sposarmi. Alcuni nella mia famiglia hanno provato a convincermi a cambiare abbigliamento, ma quando hanno capito che ero diventato un uomo, mi hanno lasciato stare.„
“Immagino che potreste dire che io sia parzialmente donna e parzialmente uomo,„ dice Stema. “Ma mi è piaciuta la mia vita come uomo. Non ho rimpianti.„

Fonte: http://www.nytimes.com/2008/06/25/world/europe/25virgins.html?scp=2&sq=albania&st=nyt

Cos’è il Kanun? http://it.wikipedia.org/wiki/Kanun

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