Era nell’aria; ma ciò che riporta il sito del Daily Telegraph ha in qualche modo il sapore dell’inevitabile. Iraq come Libano; lo avevamo sentito dire tante volte, ora è più che mai vero, poichè nello sforzo di evitare che altre violenze avvengano contro la martoriata comunità cristiana nei dintorni di Niniveh i cristiani hanno deciso con il beneplacito sia delle autorità militari irachene e di Coalizione (americani) che della Chiesa (il Cardinale Deilly in persona) di formare una loro milizia di sicurezza tutt’altro che male armata.
“Stiamo affrontando il pericolo di essere cancellati” dice Padre Yusuf Yohannes il quale si divide fra le funzioni di parroco e quelle di capo della sicurezza nel villaggio di Karamlis nei dintorni di Niniveh, “Non ho mai lasciato questa città in tre anni per ragioni di sicurezza. La situazione era come una casa pericolante per i cristiani, eravamo solo dispersi. Con lo stabilire le nostre forze di sicurezza abbiamo ancora la possibilità di restare e resistere.”




