L’attentato di Istambul di Domenica 17 è ancora alla ricerca di autore. Secondo la Tribune de Genève il potere (traballante) dell’AKP di Erdogan e Gul (la cui permanenza al potere è letteralmente sub iudice, questi giorni ) aveva lanciato l’accusa contro il PKK..
Ma il PKK ha immediatamente respinto al mittente l’accusa. Oltre a ciò anche ambienti giornalistici turchi ricordano che questo è un momento di difficoltà per l’AKP, la cui legittimità all’esistenza rischia di essere messa in discussione di fronte alla Corte Suprema per” avere attentato alla laicità dello stato turco” con le conseguenze che si dovrebbe procedere non solo a nuove elezioni legislative ma anche presidenziali. Le coincidenze non si fermano qui perchè nelle stesse ore in cui avveniva l’attentato era iniziato il processo alla rete ultranazionalista ERGENEKON accusata di aver pianificato un colpo di stato contro l’attuale governo;
Gli 86 imputati fra cui giornalisti, generali in pensione e parlamentari nonchè alcuni ex membri dei servizi d’informazione, e il fatto che gli esperti definiscano l’attentato come “professionale” ci fa giungere alla conclusione che questo attentato aveva intezione di ricompattare più che disgregare, di stabilizzare più che destabilizzare…Ma il PKK si è chiamato fuori, e ora la faccenda si complica notevolmente.




