Commentaria

14/02/2012

Grecia: quando la cura è peggiore del male!

Filed under: riflessioni — Piero Riccardo Pavia @ 12:30 AM
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Grecia ed opinioni contrastanti non entrano nel merito di chi è contro o chi è a favore dei provvedimenti punitivi o correttivi che dir si voglia o di chi in precedenza ha commesso gli esuberi di spesa che hanno condotto a ciò che sta accadendo. Non entro nel merito perchè ad entrarci, al massimo si potrebbero cercare colpe da attribuire, e poi cosa mai avremmo ottenuto ad attribuire tali colpe? Nulla! Giusta la restrizione in Grecia perchè sono colpevoli e hanno dilapidato o imbrogliato! Giusta la non punizione dei greci ma giusta la punizione delle banche  per tutto quello che viene loro attribuito e poi?….. Tempo perso!

Adesso che abbiamo fato il punto della situazione sarebbe il caso di trovare una soluzione. Forse sarebbe meglio! Le colpe del passato non si sono mai risolte con le punizioni del futuro e così nemmeno i loro effetti. La soluzione di questa crisi è facile ed immediata: che il sistema finanziario, le banche, gli Stati paghino pure per gli errori ma con un limite insuperabile che fa la differenza fra stati democratici e quelli totalitari: questo limite è una garanzia al minimo per tutti i cittadini, banchieri, governanti e opportunisti inclusi. I mezzi per garantire al minimo tutti i cittadini europei ci sono, quindi è solo una questione di scelta politica, anzi, per meglio dire di obbligo politico se vogliamo continuare a chiamarci democrazie. Inoltre garantire al minimo i cittadini significa garantire la ripresa dell’economia e quindi anche la possibilità di pagare i debiti, che senza crescita non li ripagheranno né il rigore né la fame. Oltre questo non c’è niente altro da dire. Solo da fare. Inoltre trovo che non abbia alcun senso ridurre i consumi per punire i cittadini sia perchè si puniscono quelli che non c’entrano niente sia perchè punendoli, come detto, si aggrava la crisi invece di risolverla..

08/01/2012

Cortina d’Ampezzo: ma i polveroni servono veramente?

Su Cortina d’Ampezzo dal giorno del “bliz fiscale” è scesa una cortina di fumose polemiche, che stanno lacerando le più profonde corde  degli opposti schieramenti, quelli stessi schieramenti che il prof. Monti, in un primo momento, sembrava avesse  accordato. Ma le fumose polemiche,  i polveroni servono veramente al bene dell’Italia o servono piuttosto a coprire un sistema che non funziona in quanto mal concepito e  perché da come agisce si mostra sempre come fondato su ideologia autoritaria piuttosto che su una giusta ideologia autorevole e seria?

Alcuni giorni or sono,  ero in procinto di  preparato un piccolo dossier   sullo scambio di battute tra Beppe Grillo e il Direttore delle Entrate, Dr. Befera ed altri personaggi pubblici che si erano espressi in merito, integrandolo con alcuni dei tanti commenti di gente comune che avevo letto nel web e che mi erano sembrati interessanti. Però non ho fatto in tempo a pubblicare perchè, con l’effetto di un grosso petardo di fine anno,  è stata diffusa la notizia del bliz di Cortina.

I fatti sono noti, le versioni differiscono un po’ da giornale a giornale, ma per grosse lineee tutti gli italiani  sanno cosa è accaduto, e ora  sanno che gli agenti del Fisco in Italia vigilano ed effettuano controlli sulle persone ricche. Niente da dire: un effetto tranquillizzante per tutti coloro che stanno facendo conti su conti per capire se riusciranno a sopravvivere alla valanga di aumenti e tasse che si stanno abbattendo sulle famiglie “normali”.  Quindi ho rimandato la pubblicazione e ho preferito  buttare giù due righe di riflessione  sul fatto accaduto a  Cortina e poi replicato (pare) in altre pregiate località di villeggiatura.

IL FATTO

Il fatto di Cortina  penso sia un modo pericolosamente plateale di compiere un dovere normalissimo come se invece si trattasse di fare una cosa estrema ed eccezionale,  presentandola come una guerra agli “Untori” di buona memoria manzoniana.

Nessuno dice che non si debbano pagare le giuste imposte purché, però, per pagarle non si debba attingere ai risparmi o ai denari necessari alla casa ed alla vita della famiglia.

Il nodo del problema, a quel che ho visto io in 50 anni di contatti con quel mondo, non è mai stata l’evasione  o l’elusione in se stessa, semmai  il problema sta nei  i motivi che inducono gli Italiani al voler evadere le tasse il più possibile.

I motivi che inducono gli Italiani alla evasione sono vari, ma si possono riassumere in poche cose banali, cose che le Finanze avrebbero il potere ed il dovere di correggere, eliminando così non solo ogni alibi alla evasione  ma  l’evasione stessa,  annullando la spinta ad evadere.

Ho chiesto un po’ di opinioni  in giro e tutti coloro con i quali ho parlato vedono il fisco come un cieco ed ingiusto pericolo.  Non si sentono mai a posto e sanno di essere vulnerabili anche se si comportano benissimo. Credo che se il Fisco ragionasse bene e capisse che è proprio la paura che genera l’evasione, cambierebbe registro e basterebbe questo per ridurre l’evasione in percentuali a due cifre;

Cosa servirebbe?

1. Iva da rimborsare sull’incassato e non sul fatturato.

2. Dichiarazioni dei redditi fatte come bilanci  nelle quali poter mettere i debiti e gli aiuti dei parenti o degli amici, insomma tutto in modo trasparente  per far sì che il Fisco non debba pensare ad un reddito evaso ogni volta che vede una spesa. Inoltre le dichiarazioni  sarebbe bene che riportassero solo i dati  in modo che i conteggi e i  saldi fossero  un onere della P.A. In questo modo si eliminerebbero del tutto gli errori imputabili ai cittadini, i quali non  correrebbero il rischio di multe e procedimenti.

3. Reddito minimo non aggredibile dalle imposte;

4. Abitazione principale  non pignorabile;

5. Soldi necessari alla sopravvivenza della famiglia intoccabili;

6. Spese e costi vitali e indispensabili interamente scaricabili

7. IMU interamente scaricabile

Avremmo così l’Iva interamente pagata in tempo reale, rimborsi IVA interamente rimborsati a fine mese, contabilità interamente visibile dal fisco  in cambio di nessuna multa per errori, e nel caso di dati contrastanti  il fisco comunica che in base alla loro documentazione e controlli  ti viene effettuata una correzione. I costi per  ritardati nei pagamenti solo  agli interessi legali. Una assicurazione contro le multe e contro gli errori propri  solo tramite il proprio commercialista, così il miglioramento non sarà ostacolato dai commercialisti per non perder il lavoro.

Oggi, con il segreto bancario abolito è impossibile che il Fisco possa dire di non avere ancora i mezzi a disposizione per recuperare i tributi evasi. Quindi le sceneggiate, sul tipo di quella di Cortina, non servono più, e non serve né è mai è servito lo sparare nel mucchio e colpire come evasori anche persone che non lo sono. Basta aver colpito un solo contribuente in stato di bisogno reale e che non doveva essere colpito per aver annientato ogni sforzo volto ad ottenere che i contribuenti si adoperino per fare il proprio dovere fiscale.

Occorre tenere presente  che il contribuente, e nello specifico l’imprenditoria, se ingiustamente colpito, può sempre decidere di smettere di lavorare. Quindi agire per  spaventarlo e colpirlo ingiustamente può essere molto dannoso al Paese. Benissimo, dunque, far pagare le tasse a tutti, ma ciò va fatto rispettando le leggi e quindi senza colpire gli innocenti al contrario di quanto si fa invece ancora oggi. Inoltre, da quanto viene recuperato sarebbe bene che una parte fosse redistribuita  a coloro che non hanno un reddito sufficiente per un tetto, per mangiare e curarsi. Non sarebbe una beneficenza  ma uno dei modi migliori per cominciare ad attuare quella politica dell’equità e del rilancio economico e produttivo del nostro Paese  di cui tanti parlano ma che è ancora ben lontana dall’essere messa in atto.

29/12/2011

ICI-IMU: quando le imposte minacciano un diritto fondamentale dell’uomo

 

In base al combinato disposto delle leggi italiane e ai trattati internazionali ai quali l’Italia aderisce, lo Stato italiano non avrebbe la legittimazione a richiedere il pagamento delle imposte a valere sulla quota di reddito necessaria alla sopravvivenza fisica del soggetto. Nel coacervo dei valori che rientrano per legge nella quota necessaria alla sopravvivenza, oltre al vitto, al vestiario e quote mediche, vi è anche la necessità di avere un tetto.  Il percorso intrapreso dal governo Monti, in tema di imposte sulla casa  pare non consideri questa possibilità, o la consideri solo per alcuni più fortunati.

Questo concetto non deve contrastare con le norme fiscali ma deve necessariamente intervenire sulla decorrenza ultima del termine del pagamento che non può scadere sino a che il soggetto non abbia raggiunto un reddito  adeguato e sufficiente la cui quota spendibile, non più del  quinto, possa essere destinata al pagamento dell’arretrato, congelato alla data in cui era solo teoricamente dovuto, m, a tutti  gli effetti,  non riscuotibile a causa del principio giuridico  che prevede che le imposte non possono, in nessun caso, in base alle leggi fondamentali attualmente in vigore, sottrarre al cittadino il diritto alla vita e alla sopravvivenza.

Su questo punto vorrei dei commenti costruttivi, perchè a me sembra un argomento davvero  insuperabile giuridicamente, per il quale sarebbe interessante verificare il comportamento dell’amministrazione pubblica e della magistratura davanti ad un caso concreto in cui si debba scegliere tra la pretesa di un tributo, il cui pagamento toglie la possibilità di sopravvivere al soggetto o l’alternativa della rinuncia, temporanea o definitiva, alla esazione del tributo per l’impedimento giuridico sopra citato, ovvero che  non può arrivare ad esigere il pagamento di un qualsiasi tributo, imposte e/o tasse, fino al punto  che queste diventino strumenti e causa di morte  fisica del soggetto al quale viene imposto il tributo. Certamente non mancano i motivi giuridici per sostenere la mia tesi e non mancano nemmeno i mezzi economici necessari  allo Stato a farsene carico per rispetto dei valori costituzionali.

27/12/2011

La notizia bomba: La manovra 2 di Monti!!

Filed under: satira,storie in minuscolo — Piero Riccardo Pavia @ 9:02 PM
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Immaginando quale possa essere oggigiorno una cosiddetta “buona notizia”. Storiellina scritta tanto per sdrammatizzare la situazione..

Due amici si incontrano al Bar all’ora del caffè.

Mario si rivolge a Giulio, che è appena entrato nel Bar: “Ciao Giulio, ti  vedo meglio! Meno depresso oggi?” e Giulio: “Sì, veramente ora vedo di nuovo un po’ di prospettiva, direi di luce” e continua: “Hai mica sentito le ultime notizie dal fronte dell’economia ?”

Mario, scuote la testa mentre tira su l’ultimo sorso del suo caffè: “Scusami, sai, ma  sarebbe troppo parlare di questo argomento anche oggi, non credi? Almeno per me, è troppo.  Credo che mi serva fortemente, almeno ancora per oggi, di mantenermi  nel mio migliore spirito natalizio. Dai, solo ancora per oggi! … Non ti pare giusto?”

Giulio risponde:   “Allora non mi sono spiegato bene perché, vedi, è proprio per lo spirito natalizio che ne sto parlando. Anche io sento il bisogno di speranza e non voglio tornare subito alla realtà. Sì, insomma, a quella realtà di prima di questo Natale appena trascorso…..  ma, cavolo!!!!  Ho una notizia, ma una notizia che se è vera, altro  che spirito natalizio!!!  E’ molto, ma molto di più di questo!!”

“Cioè? Che notizia?”

“Ecco qui.  La notizia è  filtrata stamattina su Internet …Se fosse vera allora lo spirito natalizio ce lo lascerà assaporare anche nei prossimi mesi, e non soltanto per oggi.  Stai un po’ a sentire cosa capita. Monti, sì, Monti, proprio lui, pare che abbia già pronta la manovra per la crescita e pare sia vero, ma  vero, vero!”

Mario guarda l’amico, poi cambia espressione e postura. Si intravede sul suo volto un mezzo sorriso e si avvicina interessato. Nel bar tutti tacciono e aspettano.  Nel silenzio generale, Giulio, ormai rivolto a tutti,  spiega: “Sì, ho letto che la manovra  è quasi pronta! La manovra per la crescita!! I commenti sono tutti  unanimi e la danno per efficace!”

Tutti gli avventori del bar gli sono attorno,  e come se avessero una sol pensiero ed una voce sola: “Dai, non tenerci sulle spine, spiffera, parla..!”

Giulio non si lascia pregare troppo: “Ecco, la manovra … Monti ha deciso di cancellare con un solo colpo di spugna, tutte,  sì, proprio tutte,  le decisioni appena prese con la manovra passata al Senato solo due giorni fa!”

Si fa il silenzio più totale, poi uno dei presenti, alzando al voce e saltando sul tavolo che ha davanti accenna ad un giro di danza e poi a braccia aperte rivolto a Giulio: “Grazie, non so se sia vero, ma mi hai reso felice. Se fosse davvero così,  allora sì che avremo ancora  una speranza!”

E Mario: “Grazie per questa notizia, Giulio. Speriamo che sia davvero così!  Questa notizia per oggi ci hai resi felici, e visti i tempi è già tanto. Credimi,  di più non potevi fare per noi.” E conclude: “le notizie che portano speranza vanno festeggiate. Dai, oggi ti offro il pranzo per te e per la tua notizia!”

15/12/2011

Dottore, può prescrivermi 200 € a settimana?

Spett. AUSL – Bologna

Faccio seguito al colloquio telefonico del 12/12/2011.
Allego un testo che con altro materiale sta per diventare a giorni un libro. Spero che il materiale le piaccia e che le sembri adeguato ad avvicinarci ad un percorso di realistica e possibile ricrescita, prima umanista e poi morale, quindi economica, poiché é ciò di cui abbiamo urgente  bisogno per avere ancora il desiderio di andare a visitare di persona il futuro che ci attende. La nostra Associazione nasce alla  fine del 1997 con lo scopo di difendere un piccolo gruppo di imprese e famiglie (io stesso sono parte di quel gruppo di vittime della P.A. Italiana)  da una aggressione illegittima di alcuni enti pubblici ([1])

Economia per la gente che non ha i soldi per vivere

Vengo ora a voi, alla conversazione telefonica ed alla mia provocazione o proposta che dir si voglia.

La  storiella,  in allegato, contiene una battuta centrale: quella del paziente che chiede al medico se fosse possibile, insieme alla medicina, ottenere anche la prescrizione di 200 € a settimana, tanto per avere il cibo necessario per poter seguire le indicazioni del medicamento che raccomandano di prenderlo a stomaco pieno.

Qui occorre considerare che l’insieme delle leggi Italiane consideri come un dovere ed un obbligo quello della tutela della vita della persona.

Senza voler polemizzare, non si può ignorare la legge sugli embrioni considerati persona a tutti gli effetti e di come la legge, dopo lungo approfondimento, ha scelto di tutelarli come persone. Ma allora, ciò posto, come si può conciliare tale imperiosa norma con un rischio strisciante di eventuale condanna a  morte per inedia per i poveri? Inoltre, non siamo stati noi Italiani anche i promotori della moratoria, approvata in sede ONU, per la abolizione della pena di morte? Come facciamo, allora, a permettere che si crei una fascia sociale così povera da dover morire di fame ? La gente vorrebbe lavorare, ma il lavoro è stato delocalizzato in Cina e non tutti si possono trasferire in Cina.

Si arriva,  dunque, al punto che molte persone rischiano di morire di indigenza, e se ancora non si è presentata l’occasione, questa potrebbe, prima o poi, presentarsi; cioè, prima o poi, un medico si potrebbe trovare davanti ad una famiglia che non può essere curata solo con i medicinali ma che le occorrerebbe anche del cibo, che la famiglia non è, però, in grado di procurarsi per mancanza di lavoro.

Ecco, dunque, cosa ho pensato.

Ho pensato che sarebbe interessante che un medico di base facesse un tentativo di prescrizione di denaro direttamente in ricetta, o che proponesse a Voi, AUSL, di autorizzare tale prescrizione in casi in cui sia indispensabile. Credo che, in base alle vigenti disposizioni, sia assolutamente dovuto il sostegno alla vita delle persone e quindi credo che, adattando alla situazione reale la legislazione già esistente, si possa dare doverosamente del denaro  per il sostegno al minimo a chi non ce la fa.

So che è provocatorio, ma sono anche personalmente convinto che non serva una nuova legge, ma solo una migliore interpretazione di quella vigente.

Tanto volevo spiegarvi e credo che ora, dopo un esame di fattibilità, possa essere utile valutare sino a che punto la legge vigente sia compatibile con una simile opzione innovativa e provocatoria ma che potrebbe rivelarsi saggia, in quanto renderebbe insuperabile il minimo di sopravvivenza per tutti.

Piero Riccardo Pavia


[1] Il raccontino qui allegato è un brano di un libro, di prossima pubblicazione,   che tratterà le vicende della nostra famiglia,  più una serie di considerazioni che riguardano direttamente tale storia che non è ancora conclusa come sarebbe giusto che fosse.

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