Su Cortina d’Ampezzo dal giorno del “bliz fiscale” è scesa una cortina di fumose polemiche, che stanno lacerando le più profonde corde degli opposti schieramenti, quelli stessi schieramenti che il prof. Monti, in un primo momento, sembrava avesse accordato. Ma le fumose polemiche, i polveroni servono veramente al bene dell’Italia o servono piuttosto a coprire un sistema che non funziona in quanto mal concepito e perché da come agisce si mostra sempre come fondato su ideologia autoritaria piuttosto che su una giusta ideologia autorevole e seria?
Alcuni giorni or sono, ero in procinto di preparato un piccolo dossier sullo scambio di battute tra Beppe Grillo e il Direttore delle Entrate, Dr. Befera ed altri personaggi pubblici che si erano espressi in merito, integrandolo con alcuni dei tanti commenti di gente comune che avevo letto nel web e che mi erano sembrati interessanti. Però non ho fatto in tempo a pubblicare perchè, con l’effetto di un grosso petardo di fine anno, è stata diffusa la notizia del bliz di Cortina.
I fatti sono noti, le versioni differiscono un po’ da giornale a giornale, ma per grosse lineee tutti gli italiani sanno cosa è accaduto, e ora sanno che gli agenti del Fisco in Italia vigilano ed effettuano controlli sulle persone ricche. Niente da dire: un effetto tranquillizzante per tutti coloro che stanno facendo conti su conti per capire se riusciranno a sopravvivere alla valanga di aumenti e tasse che si stanno abbattendo sulle famiglie “normali”. Quindi ho rimandato la pubblicazione e ho preferito buttare giù due righe di riflessione sul fatto accaduto a Cortina e poi replicato (pare) in altre pregiate località di villeggiatura.
IL FATTO
Il fatto di Cortina penso sia un modo pericolosamente plateale di compiere un dovere normalissimo come se invece si trattasse di fare una cosa estrema ed eccezionale, presentandola come una guerra agli “Untori” di buona memoria manzoniana.
Nessuno dice che non si debbano pagare le giuste imposte purché, però, per pagarle non si debba attingere ai risparmi o ai denari necessari alla casa ed alla vita della famiglia.
Il nodo del problema, a quel che ho visto io in 50 anni di contatti con quel mondo, non è mai stata l’evasione o l’elusione in se stessa, semmai il problema sta nei i motivi che inducono gli Italiani al voler evadere le tasse il più possibile.
I motivi che inducono gli Italiani alla evasione sono vari, ma si possono riassumere in poche cose banali, cose che le Finanze avrebbero il potere ed il dovere di correggere, eliminando così non solo ogni alibi alla evasione ma l’evasione stessa, annullando la spinta ad evadere.
Ho chiesto un po’ di opinioni in giro e tutti coloro con i quali ho parlato vedono il fisco come un cieco ed ingiusto pericolo. Non si sentono mai a posto e sanno di essere vulnerabili anche se si comportano benissimo. Credo che se il Fisco ragionasse bene e capisse che è proprio la paura che genera l’evasione, cambierebbe registro e basterebbe questo per ridurre l’evasione in percentuali a due cifre;
Cosa servirebbe?
1. Iva da rimborsare sull’incassato e non sul fatturato.
2. Dichiarazioni dei redditi fatte come bilanci nelle quali poter mettere i debiti e gli aiuti dei parenti o degli amici, insomma tutto in modo trasparente per far sì che il Fisco non debba pensare ad un reddito evaso ogni volta che vede una spesa. Inoltre le dichiarazioni sarebbe bene che riportassero solo i dati in modo che i conteggi e i saldi fossero un onere della P.A. In questo modo si eliminerebbero del tutto gli errori imputabili ai cittadini, i quali non correrebbero il rischio di multe e procedimenti.
3. Reddito minimo non aggredibile dalle imposte;
4. Abitazione principale non pignorabile;
5. Soldi necessari alla sopravvivenza della famiglia intoccabili;
6. Spese e costi vitali e indispensabili interamente scaricabili
7. IMU interamente scaricabile
Avremmo così l’Iva interamente pagata in tempo reale, rimborsi IVA interamente rimborsati a fine mese, contabilità interamente visibile dal fisco in cambio di nessuna multa per errori, e nel caso di dati contrastanti il fisco comunica che in base alla loro documentazione e controlli ti viene effettuata una correzione. I costi per ritardati nei pagamenti solo agli interessi legali. Una assicurazione contro le multe e contro gli errori propri solo tramite il proprio commercialista, così il miglioramento non sarà ostacolato dai commercialisti per non perder il lavoro.
Oggi, con il segreto bancario abolito è impossibile che il Fisco possa dire di non avere ancora i mezzi a disposizione per recuperare i tributi evasi. Quindi le sceneggiate, sul tipo di quella di Cortina, non servono più, e non serve né è mai è servito lo sparare nel mucchio e colpire come evasori anche persone che non lo sono. Basta aver colpito un solo contribuente in stato di bisogno reale e che non doveva essere colpito per aver annientato ogni sforzo volto ad ottenere che i contribuenti si adoperino per fare il proprio dovere fiscale.
Occorre tenere presente che il contribuente, e nello specifico l’imprenditoria, se ingiustamente colpito, può sempre decidere di smettere di lavorare. Quindi agire per spaventarlo e colpirlo ingiustamente può essere molto dannoso al Paese. Benissimo, dunque, far pagare le tasse a tutti, ma ciò va fatto rispettando le leggi e quindi senza colpire gli innocenti al contrario di quanto si fa invece ancora oggi. Inoltre, da quanto viene recuperato sarebbe bene che una parte fosse redistribuita a coloro che non hanno un reddito sufficiente per un tetto, per mangiare e curarsi. Non sarebbe una beneficenza ma uno dei modi migliori per cominciare ad attuare quella politica dell’equità e del rilancio economico e produttivo del nostro Paese di cui tanti parlano ma che è ancora ben lontana dall’essere messa in atto.