Commentaria

Agosto 12, 2008

Favoletta Caucasica (da RIVOLUZIONE ITALIANA di Paolo Guzzanti)

Archiviato in: riflessioni — pillau @ 8:49 am

Nick Carter scrive: 
11 Agosto 2008 alle 23:58

Caro RIZZ

Che vuoi, m’è venuta così: sarà capitato anche a te, d’avere una musica in testa, sentire una specie d’orchestra…. e zum zum zum zuuuum zum…
Era dalla terza media non ancora unificata con le scuole di avviamento professionale che mi ronzava in testa.

Il grande lupo russo andò al potere e si trovò la cassa vuota e la cascina svaligiata: qualcuno s’era comprato il gas, qualcuno il petrolio, qualcuno l’acciaio… nessuno aveva pagato le cambiali.
Erano scappati tutti col malloppo a giocare col Chelsea, a fare i finanzieri… Ma con quali titoli di proprietà se solo un paio di anni prima quei soldi erano della grande madre sovietica e questi non avevano prodotto nemmeno uno spillo??

Al grande lupo venne il sospetto di aver assistito ad un assalto alla diligenza di casa sua e s’incazzò di brutto.

Allora cominciò a dire: il gas èmmmmìo, il petrolio èmmmmìo, l’acciaio èmmmmmìo e piano piano ha ricostruito la cassa, ed ancora continua.

Certo ha esagerato col polonio, ma che vuoi, ancora non può permettersi di aprire gli archivi, con tutti questi comunisti ancora in giro… ma verrà un giorno in cui anche al grande lupo converrà aprirli.

Ricostruita la cassa vide tutta la sua campagna sbranata in tanti pezzettini, alcuni pezzi ormai persi, altri ancora appiccicati, ma desiderosi di spiccicarsi. Subito decide di riparare le pezze e si pone una domanda: “Chi mangia del mio (petrolio)?” Ebbene se è uno distaccato lo paghi, e se è uno che vuole distaccarsi non si distacchi!

Poi ha visto Georgio: posizione incantevole sopra un mare d’idrocarburi proprio al confine con la caverna di Alì Babà petrolifero, con una vaga tendenza a tagliare la corda ed a mettersi con la squadra avversaria.
“Ehhh no no no, Georgio, questo non si fa, l’idrocarburo èmmmmmmìo pure questo, e l’ultimo NATO in casa non ce lo voglio…”

Che vuoi Georgio, il tuo babbo parla male di me, devo mangiarti per forza.
Diranno che sono cattivo? Siiii, Georgio, ma dopo gli passa: Pensa che la Cina occupa il Tibet da quarant’anni eppure son tutti a Pechino a pecorone, la Siria occupa il Libano da vent’anni e nessuno dice niente, il libico e l’iraniano armano gli abbattitori di torri e nessuno dice niente…
Che vuoi Georgio…. tengono famiglia.

George Dabliù farà i capricci? Lascia che sia, tanto poi gli passa e si adegua…

Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistite è puramente casuale.

Cordialità NC

P.S. contentiamoci del lupo, perchè vicino a lui c’è il Tirannosauro Giallo: e quando si muoverà saranno dolori ancora peggiori.

 

Agosto 7, 2008

Abolizione della lapidazione in Iran? Sì…Peccato che…

Archiviato in: riflessioni — pillau @ 7:44 pm

…Sia purtroppo come asserisce il sito IRAN RESIST solamente una misura cosmentica per rendere più “gradevole” il regime dei Mullah agli americani ed agli europei.

L’abolizione della lapidazione (oltre alla abolizione delle pubbliche amputazioni) migliora senza alcun dubbio l’immagine del regime degli Ajatollah e dovrebbe eliminare uno degli ostacoli ad una normalizzazione dei suoi rapporti con gli Stati Uniti.

Vero è anche che per anni le “Femministe della riserva” agli ordini del Regime hanno fatto dell’abolizione della lapidazione il loro cavallo di battaglia, per provare che anche in Iran vi sono (?) possibilità di democrazia (sic).

Non va dimenticato che nemmeno sotto “il moderato Khatami” si è mai smesso di lapidare ; e non dimentichiamo che in tale modo il regime può mantenere quelle leggi misogine che fanno della donna persiana un soggetto sotto tutela e sottomesso-bazzeccole come la poligamia, la proibizione di viaggiare senza l’autorizzazione del tutore, prostituzione sotto mentite spoglie nella forma del matrimonio temporaneo.

Sotto l’Ajatollah Khamenei sono state condannate alla lapidazione 4 persone due di queste condanne sono state commutate in 10 anni di prigione e le altre due da pubblica flagellazione che non è stata abolita.

Ultimamente la flagellazione si usa spesso in Iran…..

Agosto 4, 2008

Ombre Cinesi

L’attentato nello Xinjang è una occasione per riparlare di temi già trattati qui. in questo blog, neanche molto tempo fa, in questo articolo, a cui rimandiamo i più volenterosi dei nostri 25 lettori (citando il Manzoni!!)

La prossima amministrazione USA, quale che sia il candidato vincente, avrà un ruolo decisivo nell’evolversi della situazione in Cina. Non si dimentichi che è ancora in circolazione ed ha forte influenza l’opinione di quel Zbigniew Brzezinski, autore della teoria della “Cintura Verde” sotto la presidenza Carter. Tale teoria intendeva abbattere l’URSS circondandola con stati islamici alleati degli Stati Uniti.

Dal momento che la Cina, per molti versi è considerata l’erede dell’URSS, non è azzardato pensare e temere che una simile idea possa essere stata sostenuta e favorita anche nei confronti della Cina, anche se tale idea si era già rivelata in altre occasioni fallimentare e destabilizzante, e dunque questo attentato altro non sia che un’avvisaglia delle ormai note conseguenze storiche che tale teoria inevitabilmente comporta.

Ovviamente l’attenzione e la tensione di questi giorni sono altissime: un eventuale attentato durante le Olimpiadi avrebbe una risonanza enorme, così come è enorme tutto ciò che riguarda la Cina.
Enorme nei numeri della popolazione, enorme la distanza tra città e campagna che sarà causa di problemi politici, economici e sociali presenti e futuri, enormi gli effetti delle scelte interne e internazionali cui la Cina non potrà sottrarsi. Ma, per quanto tragico potrebbe essere un attentato terroristico durante le Olimpiadi (senza nulla togliere alla gravità di quello di oggi) altro non sarebbe se non uno dei tanti segnali che fanno capire che il Paese è arrivato ad un bivio, e che indietro non si torna. Il punto è questo: la Cina dovrà scegliere quale strada imboccare per il suo futuro, sperando che sia quella giusta.

Con queste ombre che si allungano sulla Cina e sul mondoperò, già da oggi si può prevedere con certezza quasi matematica quello che la dirigenza cinese sicuramente non farà (ma che dovrebbe fare) per prevenire e risolvere una gran parte delle varie crisi che bussano alle sue porte.

Ovvero il Partito Comunista Cinese non si riunirà per stabilire pochi chiari punti, ma efficaci (Dal mio punto di vista ho sempre pensato ad una specie di Bad Godesberg cinese.)

1) Da questo momento cessiamo di essere Marxisti-Leninisti e rientriamo nella Internazionale Socialista col nome di Partito Cinese del Lavoro

2) Il Kuomintang è invitato a riorganizzarsi sul suolo della Cina Continentale

3) A breve chiediamo l’assistenza dell’Onu e dell OSCE per organizzare nuove elezioni per una nuova Assemblea Costituente della Repubblica di Cina.

4) Le minoranze religiose e nazionali cinesi vengono reintegrate in tutti i loro diritti sulla base della dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo dell’Onu.

Questi 4 punti rappresenterebbero per la Cina l’inizio della salvezza… Per il terrorismo l’inizio della fine, perchè avrebbe meno opportunità per attecchire nella radice del malcontento delle popolazioni.

Ma questo è ciò che non avverrà. La Cina è quello che è anche perchè tutti (anche noi europei) con molto poca lungimiranza vogliamo che sia così.

Agosto 3, 2008

FITNA (la guerra nel cuore dell’Islam) anche a Gaza e gli uomini di ABBAS si rifugiano in….ISRAELE

Archiviato in: riflessioni — pillau @ 4:20 pm

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Gaza insanguinata ancora una volta ma con una NOVITA’ : di fronte al colpo di forza delle milizie islamiche di Gaza contro il clan Hilles (famiglia di Gaza legata a Mahmoud Abbas e ad AL FATAH) quasi 180 membri di AL FATAH di Gaza si sono rifugiati in Israele attraverso il terminal di Nahal Oz e 22 di essi sarebbero stati feriti nei pesanti scontri fra le due fazioni rivali Hamas e Fatah. Fra di essi vi sarebbe Hamad Hilles un capo dei Tamzin.

Il fatto che si arrivi a chiedere ricovero al “nemico ufficiale” indica che il mondo islamico con qualche variante non è dissimile da ciò che era nell’anno 945
Kalifatistoricheskimapa

Un detto arabo dice ” Io contro mio fratello; Io e mio fratello contro mio cugino; Io, mio fratello e mio cugino contro il clan; Io, mio fratello, mio cugino e il clan contro l’Emiro; Io, mio fratello, mio cugino ,il clan e l’Emiro contro il Califfo; Io, mio fratello, mio cugino, il clan, l’emiro e il califfo contro gli infedeli.”

Italia: “Conflitti globali, paure globali” (Intervento dell’on.Umberto Ranieri)

On.Umberto Ranieri
Questa è la trascrizione dell’Intervento dell’On.Umberto Ranieri (P.D.) (nella foto) al convegno “Le parole degli Dei-Ares” per il panel “Conflitti Globali, Paure Globali” che si è svolto il 1° Agosto 2008, a Capri


“..Non c’è dubbio che quello in cui ci tocca vivere sia un mondo difficile. Non era un ordine perfetto nemmeno il mondo della guerra fredda,
che aveva garantito una situazione di stabilità intorno a due blocchi politico-militari ma era basato sull’equilibrio del terrore nucleare.
Cioè faceva pendere sulla testa di ognuno dei due blocchi la spada di Damocle di una guerra dagli effetti devastanti; tuttavia era una guerra molto improbabile.
La guerra fredda fu un conflitto potenziale, combattuto solo qualche volta con le armi e sempre per interposta persona ed ai confini, alla periferia dei due imperi
(Corea, Malesia, Vietnam, Etiopia, Afghanistan) e terminò quando venne meno uno dei due contendenti.
La cosa avvenne nel fatidico 1989 quando quelli che Kundera definì i paesi dell’”Europa sequestrata” si riapproppriarono del loro destino (l’area dell’ex-Patto di Varsavia).
Quelli dell’89 furono eventi che sembravano preludere ad un epoca di pace, di cooperazione, benessere.. Fukuyama disse che con la fine della guerra fredda si era arrivati alla “fine della storia”; secondo Fukuyama si era arrivati ad un punto in cui non era possibile immaginare un mondo diverso e migliore dal nostro.
Le cose non stavano esattamente così: il “Nuovo Ordine Mondiale” lanciato da Bush padre e da Clinton all’inizio degli anni ‘90 si trasformò presto in disordine con l’esplodere
di una serie inattesa di conflitti; conflitti “veri” non virtuali.
Per prima la Guerra del Golfo del ‘91 conseguente all’occupazione irachena del Kuwait, ma il decennio ‘90 è costellato da altre crisi; le guerre post-sovietiche, la guerra civile d’Algeria, l’eterno conflitto Medio-orientale, l’emergere degli stati definiti “canaglia” e le tragedie della ex-Jugoslavia, altro che fine della storia o mondo pacificato! E’ evidente che la tesi di Fukuyama si fondava su un’idea che la storia seguisse sempre un disegno, proseguisse per una sua intima necessità verso mondi migliori, in realtà la storia non ha un disegno non dispone di un rimedio per i mali dell’umanità…E la politica in questa storia senza disegni serve a navigare in un oceano sconfinato dove non esiste un fondo marino dove gettare l’ancora ne’ un porto dove riparare, tutto quello che possiamo fare con la politica è tenere la nave a galla in alto mare.
Un mare in cui è toccato a noi uomini di questi tempi navigare, un mare increspato da onde spesso minacciose.
Io vedo alcune minacce globali che incombono e suscitano timori ed inquietudine nei cuori; minacce diverse fra loro che però già condizionano la nostra vita: quella che viene dal rischio di diffusione e proliferazione delle armi di distruzione di massa, quella legata ai cambiamenti climatici, la minaccia divenuta globale perchè può colpire qualunque parte del mondo costituita dal terrorismo internazionale generato dal fanatismo e dall’integralismo islamico.
Vediamole un attimo.
L’incubo del diffondersi delle armi di distruzione di massa non è un invenzione dei guerrafondai; sono le indagini e le ricerche recenti degli organismi internazionali che ne snocciolano dati e cifre: il contrabbando del materiale fissile necessario per costruire un’arma nucleare anche “sporca”come si suol dire, è un dato del nostro tempo. Io credo che questa sia davvero una minaccia.
Suscita timori la minaccia legata ai cambiamenti climatici: anche i più scettici lo hanno ammesso. Dobbiamo seriamente porci il problema di cosa fare e quante risorse gestire per contenere le attività dannose per l’equilibrio naturale, la sopravvivenza stessa del pianeta.
Sono 150 anni che utilizziamo combustibili fossili al posto delle fonti di energia rinnovabili… Il petrolio ha migliorato la vita ma rischia anche di rovinarcela; gli dobbiamo una disponibilità di bene che non avremmo mai potuto pensare ma gli dobbiamo anche in grandissima misura le immissioni nella atmosfera che provocano i fenomeni di surriscaldamento della terra.
Oggi poi, grazie ad una domanda crescente di paesi come la Cina il petrolio ci costa e ci costerà sempre di più; in realtà continuando ad essere schiavi del petrolio ci rovineremo il portafoglio e continueremo a rovinare sempre di più quell’aria che respiriamo….
Il XXI secolo ha davanti a se’ la sfida di trovare una soluzione alternativa al petrolio e agli altri combustibili. Poi…Il terrorismo… Il terrorismo è una minaccia globale
Possono colpire a New York, Londra, Madrid , Bali, Sharm el Sheik…Facciamo i conti con un terrorismo che assume caratteristiche globali, perchè è globale l’arena dei nemici che vuole colpire….Frutto amaro del fondamentalismo e dell’estremismo islamici.
E’un nemico difficile da colpire proprio perchè globale, non è ancorato ad una causa nazionale.
I suoi nemici sono due: la modernizzazione dei paesi islamici, e il modello alla quale questa più o meno si ispira ossia l’Occidente.

Poi c’e un ulteriore tema che va considerato, discutendo di fenomeni che alimentano timori, o meglio direi dubbi e incertezze. Penso ad alcuni sviluppi delle scienze: Cos’è la scienza oggi? Come la vediamo?
Davanti ai traguardi raggiunti da un laboratorio di bioingegneria, la clonazione di un organismo vivente o alla scienza che ci consegna con la scoperta del codice genetico dell’uomo e il suo mistero la facoltà di decidere se e come alterarlo. Sono domande numerose che affollano la mente, l’animo degli uomini del nostro tempo ecco perchè i dubbi e le incertezze ci assalgono.

E’ chiaro che fatti di questa portata si sono prodotti in un’epoca che suscita anch’essa inquietudine, quella della globalizzazione…

Io penso che a noi tutti tocca riflettere sul duplice versante della globalizzazione: piaccia o non piaccia – e a me questo piace della globalizzazione-occorre considerare il miglioramento che si è prodotto nelle condizioni di vita di una parte degli abitanti del pianeta con i processi globali; il punto è che non possiamo fermarci qui, dobbiamo andare oltre. Non c’è dubbio che troppo tardi la comunità internazionale si è resa conto che l’informazione illimitata senza barriera può servire anche a fini distruttivi, la facilitazione per esempio al mercato della droga o l’attività delle mafie che può anche estendersi come una piovra, il traffico degli esseri umani che ha assunto proporzioni che superano le vette storiche che aveva assunto il fenomeno dello schiavismo….

Ed è accaduto che terroristi algerini, sauditi, libanesi venissero addestrati nei campi dell’Afghanistan quindi mandati in un politecnico di Amburgo poi ad una scuola di pilotaggio in California per poi guidare gli aerei di linea da Boston contro le torri gemelle di New York. La globalizzazione è anche questo….

Questi problemi suscitano inquietudine, io penso che la via non sia quella di dire no alla globalizzazione. Sarebbe un esercizio vano e per tanti versi reazionario: la strada è governare invece la globalizzazione, civilizzarla, preservandone i benefici e cercando di contenerne le ripercussioni negative. Questo e il compito delle nuove generazioni politiche.

Si riuscirà inquesta impresa o prevarranno le spinte spontanee che che accrescono i divari ed alimentano i conflitti e le paure e le minacce?

Un tempo io avrei detto “Sì ci riusciremo!” un tempo in cui forse preda di ideologismi avevo maggior fiducia politica in altre idee, tuttavia io resto diciamo, cautamente ottimista.

Penso che gli uomini di fronte a queste sfide avvertiranno la necessità di dare risposte efficaci e deporrano quello che condiziona l’efficacia delle risposte, cioè il tasso di egoismo.

Penso che questo accadrà anche perchè se non accadesse i rischi sarebbero veramente molto gravi e le paure si accrescerebbero ulteriormente.”

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