Commentaria

27/02/2012

Il fallimento di Vladimir Vladimirovic

Filed under: analisi,Estero,riflessioni,uno sguardo al mondo — Paolo Porsia @ 3:30 PM
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L’apprendere del tentativo di assassinio di del premier russo Vladimir Putin da parte di “un gruppo di estremisti votati alla creazione di un Emirato islamico nel Nord del Caucaso” (sic) -Esiste di fatto già- è la dimostrazione di una sola cosa: del FALLIMENTO della Politica di Putin Vladimir di “appeasement” del Mondo Islamico.

Non è una sorpresa, ma soprattutto è la dimostrazione che volendo troppo “usare” a proprio vantaggio certe ideologie estremiste per (miseri) vantaggi di bassa cucina interna a un certo punto come diceva Malcom-X “le galline ritornano nell’aia di dove sono venute”.

Per voler dimostrare i rapporti ambigui fra l’FSB e le correnti più estremiste del radicalismo islamico ceceno Alexander Livtinenko e Anna Politovskaja sono morti…

Emirato Caucaso Nord

Emirato del Caucaso

Il dubbio è che Putin pur di ottenere un trionfale ritorno al Cremlino sarebbe disposto a qualunque cosa….Anche ad “inside jobs” per seminare il terrore all’INTERNO DEL SUO STESSO POPOLO? Lo ha già fatto, dicono i “maligni” con gli attentati del 1999… Credo che questa volta il caso sia diverso, sia perché è diverso il contesto sia perché l’attuale “Emiro” del Caucaso Nord Doku UMAROV o meglio Movladi Udugov, un ideologo e un portavoce per l’Emirato del Caucaso, ha detto nell’Agosto del 2008 che “come Doku Umarov molto accuratamente osservato, questo stato islamico non ha ancora i confini. Non è corretto dire che vogliamo costruire una sorta di enclave sul territorio di queste repubbliche del Caucaso del Nord. No, oggi molti musulmani che vivono in Tatarstan, Bashkortostan, Buryatia, russi provenienti dalle regioni più diverse della Russia che hanno accettato l’Islam, un giuramento di fedeltà a Dokka Umarov come leader legittimo del musulmani e ovunque si trovi -. a Mosca, Blagoveshchensk, Tyumen -. quando un musulmano presta quel giuramento, egli diventa una unità di combattimento solo perché queste persone non sono visibili ora nella loro città e non sono attivi, ciò non significa che non si attiveranno in futuro “
islamicempires

Tra l’altro non credo che l’appoggio russo a Bashar AL ASSAD abbia reso entusiasti i musulmani russi, e meno che mai Umarov ed i suoi…

29/12/2011

Golfo Persico: Minacce, mosse e contro mosse


Nonostante le innumerevoli minacce da parte degli Iraniani, e a differenza di ciò
che dicono i cospirazionisti di destra e sinistra, gli USA non ATTACCHERANNO
l’Iran.
L’Iran è retto da una cosca mafiosa sacerdotale, ma non da fessi…
Numerosi scricchiolii si fanno sentire a Teheran a cominciare dal boicottaggii dell’Ashura da parte non solo della maggioranza della popolazione ma anche dagli Ayatollah di base e dei Pasdaran..
Nessuno segue più gli Ayatollah. Otre a ciò per scatenare una guerra gli manca il fattore “essenziale” LA BENZINA!
Questo perchè da 30 anni i Mullah NON PRODUCONO PETROLIO Vendono concessioni…
Così un paese che potrebbe essere autosufficiente dispone di quantità di petrolio limitate, poichè i contratti di concessione impongono alle compagnie straniere di fornire all’Iran dal 20 al 30% del prodotto delle concessioni come compenso. Ciò significa che un paese petrolifero non dispone che di quantità limitate di petrolio per il suo sistema industriale. La cronica mancanza di kerosene fa sì che il regime degli Ayatollah al giorno d’oggi abbia già perduto dal 50 al 60% delle sue capacità di produzione di energa elettrica CHE AL GIORNO D’OGGI FA AFFIDAMENTO SOLO SULLE VECCHIE CENTRALI TERMICHE A KEROSENE…
Come volete che facciano a bloccare lo Stretto di HORMUZ?

15/12/2011

Dottore, può prescrivermi 200 € a settimana?

Spett. AUSL – Bologna

Faccio seguito al colloquio telefonico del 12/12/2011.
Allego un testo che con altro materiale sta per diventare a giorni un libro. Spero che il materiale le piaccia e che le sembri adeguato ad avvicinarci ad un percorso di realistica e possibile ricrescita, prima umanista e poi morale, quindi economica, poiché é ciò di cui abbiamo urgente  bisogno per avere ancora il desiderio di andare a visitare di persona il futuro che ci attende. La nostra Associazione nasce alla  fine del 1997 con lo scopo di difendere un piccolo gruppo di imprese e famiglie (io stesso sono parte di quel gruppo di vittime della P.A. Italiana)  da una aggressione illegittima di alcuni enti pubblici ([1])

Economia per la gente che non ha i soldi per vivere

Vengo ora a voi, alla conversazione telefonica ed alla mia provocazione o proposta che dir si voglia.

La  storiella,  in allegato, contiene una battuta centrale: quella del paziente che chiede al medico se fosse possibile, insieme alla medicina, ottenere anche la prescrizione di 200 € a settimana, tanto per avere il cibo necessario per poter seguire le indicazioni del medicamento che raccomandano di prenderlo a stomaco pieno.

Qui occorre considerare che l’insieme delle leggi Italiane consideri come un dovere ed un obbligo quello della tutela della vita della persona.

Senza voler polemizzare, non si può ignorare la legge sugli embrioni considerati persona a tutti gli effetti e di come la legge, dopo lungo approfondimento, ha scelto di tutelarli come persone. Ma allora, ciò posto, come si può conciliare tale imperiosa norma con un rischio strisciante di eventuale condanna a  morte per inedia per i poveri? Inoltre, non siamo stati noi Italiani anche i promotori della moratoria, approvata in sede ONU, per la abolizione della pena di morte? Come facciamo, allora, a permettere che si crei una fascia sociale così povera da dover morire di fame ? La gente vorrebbe lavorare, ma il lavoro è stato delocalizzato in Cina e non tutti si possono trasferire in Cina.

Si arriva,  dunque, al punto che molte persone rischiano di morire di indigenza, e se ancora non si è presentata l’occasione, questa potrebbe, prima o poi, presentarsi; cioè, prima o poi, un medico si potrebbe trovare davanti ad una famiglia che non può essere curata solo con i medicinali ma che le occorrerebbe anche del cibo, che la famiglia non è, però, in grado di procurarsi per mancanza di lavoro.

Ecco, dunque, cosa ho pensato.

Ho pensato che sarebbe interessante che un medico di base facesse un tentativo di prescrizione di denaro direttamente in ricetta, o che proponesse a Voi, AUSL, di autorizzare tale prescrizione in casi in cui sia indispensabile. Credo che, in base alle vigenti disposizioni, sia assolutamente dovuto il sostegno alla vita delle persone e quindi credo che, adattando alla situazione reale la legislazione già esistente, si possa dare doverosamente del denaro  per il sostegno al minimo a chi non ce la fa.

So che è provocatorio, ma sono anche personalmente convinto che non serva una nuova legge, ma solo una migliore interpretazione di quella vigente.

Tanto volevo spiegarvi e credo che ora, dopo un esame di fattibilità, possa essere utile valutare sino a che punto la legge vigente sia compatibile con una simile opzione innovativa e provocatoria ma che potrebbe rivelarsi saggia, in quanto renderebbe insuperabile il minimo di sopravvivenza per tutti.

Piero Riccardo Pavia


[1] Il raccontino qui allegato è un brano di un libro, di prossima pubblicazione,   che tratterà le vicende della nostra famiglia,  più una serie di considerazioni che riguardano direttamente tale storia che non è ancora conclusa come sarebbe giusto che fosse.

10/12/2011

La scommessa? La crisi che non c’è!

 

Il presidente Monti non poteva fare nulla di diverso rispetto a quanto sta tentanto di fare,  in quanto ogni sistema ha delle convinzioni e delle opzioni a cui uniformarsi,  e nel sistema economico e ideologico mondiale attuale grandi misure ad ampio respiro non si possono mettere in campo. Misure, cioè,  in grado di risolvere realmente questa crisi,  una crisi che quasi nessuno pare abbia capito da dove arriva.

Questa crisi si chiarisce con un esempio tratto da una favola e personaggi per bambini, ma assolutamente puntuale per adulti: ricordate Cenerentola? Non aveva soldi, non aveva vestiti, non aveva un mezzo di locomozione perciò non poteva andare al ballo.

Il sogno costante dell’Uomo affamato, che fino alla fine dell’800 e primi del Novecento lavorava anche se malato, stanco, vecchio o bambino,   e  moriva di fame lo stesso, oggi si può dire che sia  stato esaudito. La Fatina di Cenerentola rappresenta  il sogno realizzato, solo nella fantasia, per consolare la necessità di una umanità senza speranze economiche e di giustizia sociale. La Fatina rappresenta quindi la soluzione.   E’ molto  facile fare carrozze con una bacchetta magica da una zucca.  La favola ha un lieto fine: Cenerentola va al ballo, incontra il principe, lo sposa e vissero insieme felici e contenti.  Ma proviamo ad  immaginare il seguito della favola, e di come, di lì in avanti  le fabbriche di abbigliamento e di carrozze abbiano chiuso i battenti e la loro lavoranti siano rimasti senza lavoro.   Impossibile per costoro resistere,  per costi e tempi di produzione,  alla concorrenza della bacchetta magica della fatina.

C’è stata una bacchetta magica anche per noi ed è questo è il motivo per cui esiste la crisi da almeno 20 anni. Quanto è accaduto durante questi 20 anni è costituito solo da tentativi, tutti inevitabilmente falliti, di mantenere in piedi il sistema, senza considerare che ora vi era una bacchetta magica a scandire i tempi e l’economia.

L’attuale, quindi, non è  una crisi uguale a tutte quelle  vissute dall’umanità fino alla fine dell’ 800 in cui a mancare erano le risorse. Adesso siamo in una crisi in cui a mancare sono i compensi ai cittadini, indispensabili a mantenere un livello di consumi e di remunerazione del lavoro sufficiente a mantenere in vita le imprese e i posti di lavoro.

La crisi che ha colpito tutto l’occidente, quindi,  è tale solo perché chi cerca di gestirla non la capisce, non la conosce, non sa da cosa sia nata,  e soprattutto non sa come correggerne gli effetti perchè ha stabilito  aprioristicamente e rigidamente  di cercarne le  soluzioni esclusivamente in comportamenti già sperimentati e adottati nel passato. Regola ferrea: non pensare e non fare nulla di nuovo.

Poichè  per problemi nuovi occorrono soluzioni nuove,  lasciare il potere delle scelte ad un insieme di professori che, per principio,  ha stabilito che non farà mai cose nuove, è ovvio che porterà alla catastrofe certa.   Resta però chiaro  che le sofferenze e la conseguente catastrofe non sono assolutamente necessarie, sono fuori campo;  le soluzioni sono altrove ma sono state vietate per  miopia.

Difficile infatti trovare soluzione a problemi che si ignorano totalmente nelle loro cause fondamentali. Quindi o il sistema viene totalmente cambiato, a partire dalle opinioni che oggi tutti hanno, e che vanno interamente e tutte cambiate, oppure costoro (insieme a tutti gli altri che la pensano come loro, e che sono quindi in errore totale e certo)  proprio non potranno fare niente di diverso che lasciar cadere il sistema verso l’altra opzione disponibile, ovvero quella che rappresenta il peggiore degli scenari possibili.  Questa seconda opzione, che diventerà inevitabile  e travolgente se non si cambiano le opinioni e le convinzioni, purtroppo è  solo la guerra. Non occorre spiegare come: chiunque capisce che la somma dei comportamenti e degli effetti,  se,  come detto, non si cambia tutto il modo di pensare, non può che portare a questo epilogo tragico e stupido, perchè in questa fase le persone intelligenti sanno che vi è molto di più da guadagnare in potere e ricchezza a scegliere di cambiare il mondo, cambiando il pensiero corrente  piuttosto che distruggerlo con una guerra che non lascerebbe vincitori, e dove nessuno guadagnerebbe nulla.

Ora il sistema, non avendo capito assolutamente nulla della crisi in atto, si sta semplicemente ritirando dietro le mura del cerchio più interno del suo castello con lo scopo duplice di resistere il più a lungo possibile,  esponendo ai colpi più duri le parti deboli della sua socie. Con commoventi lacrime si è deciso di lasciar  pagare il conto ai più deboli, pensando così di poter salvare una parte quando l’ovvietà e l’ovvio sanno che o si salva tutto o non si salva niente.

Ritirarsi nella cittadella, abbandonando le parti più deboli alla strage non può portare ad una vittoria di nessuno perchè nessuno può economicamente sopravvivere alla perdita di miliardi di idee, vite umane e clienti. Il sistema pare ormai consapevole di non avere soluzioni al di la della guerra e della rinascita dopo la guerra, sempre che  una guerra lasci però  una possibilità di rinascita, il che oggi non è detto.

Credere però che per queste scelte, e solo per queste, chi ci governa sia cattivo sarebbe l’errore peggiore, perché in tal modo si creerebbe un conflitto sterile, invece la sola possibilità che abbiamo per evitare il finale di cui sopra è avere fede e capire che la crisi non è economica ma solo di  evidente cecità. In sostanza, quello che vorrei dire è che,  in realtà,  abbiamo più soluzioni disponibili, più risorse disponibili, più possibilità di quante mai l’umanità abbia avuto in tutta la storia conosciuta sino ad ora.

La soluzione esiste, è facile e disponibile;  serve solo capire e poi la crisi sarebbe già sostanzialmente risolta,  e questo sarebbe nell’interesse di tutti. Con un simile approccio è possibile mandare a braccetto e senza più conflitto anche i  NoGlobal e i G8.

E’ una idea equilibrata che parte da una sola idea di base, che può essere difficile all’inizio da capire perchè le convinzioni stratificate ereditate dal passato vanno cambiate,  e questo può essere inizialmente faticoso.  Il bisogno generale derivato dal momento difficilissimo per tutti, e dove nessuno ha colpa, perchè nessuno ha intenzione di aggravbare la situazione, può esserci d’aiuto perchè la disperazione di non avere soluzioni convincenti può convincerci più facilmente a provare una strada nuova.

Sono convinto che già dai primi risultati iniziali di questo cambio di opinioni si avrtebbero risultati così convincenti  da essere in grado di rassicurarci tutti sul fatto di aver intrapreso una via più tranquillizzante e sicura di quella precendente e dove la precedente ha perso la sua precedente validità perchè non esiste più il mondo per il quale andava bene ma esiste un mondo nuovo che per andare bene ha solo bisogno di questo cambiamento che consiste nel mettere l’Uomo al centro e quindi  di garantire gradualmente a tutti il minimo necesssario alla sopravvivenza  e ad una vita dignitosa. Oggi questo è facile a realizzarsi perchè i mezzi li abbiamo. Questi mezzi sono rappresentati da una somma di cultura, umanesimo,  valori,  tecnologia e conoscenza, Diritto,  doveri e diritti di ciascuno, lavoro e benessere per tutti. I mezzi della conoscenza sono la bacchetta magica della fatina di Cenerentola che l’uomo sogna da quando è sulla terra e che oggi ha nelle sue mani. Se useremo questo potere  nell’interesse di tutti avremo l’alleanza di tutti, nessuno può desiderare più di questo.

Il libro che presenta la soluzione è quasi pronto, ma i mezzi sono pochi.   Se ci fossero persone interessate a sponsorizzare quest’opera,  potremmo impegnarci a terminare  il lavoro molto più in fretta.

Se qualcuno ha delle obiezioni, siamo interessati a conoscerle perchè possiamo provare a spiegare come ciascuna possa essere superabile.

27/11/2011

ECONOMIA E FUTURO: quanti giorni mancano all’epilogo?

Il tema che desidero toccare è composito e va dalla Unione Europea che non esiste ancora, ai problemi Italiani, alla crisi economica, alla rivoluzione verde nel mondo nordafricano, sino al ritorno ormai evidente di tutto il mondo al clima sociopolitico esistente negli anni che precedettero la Prima Guerra mondiale.

E’ ormai una cosa considerata inevitabile, e questo dato è ormai sotto gli occhi di tutti coloro che sanno guardare intero il mondo come è realmente.

Per rendersi conto di questa verità basta osservare le norme relative a fisco e esattorie, sembra di essere retrocessi  in pieno  XIX secolo,  senza etica né  morale,  ed è indiscutibile che questo parallelo non sia confutabile proprio da nessuno. Se ci piace così teniamocelo pure, ma mi pongo delle domande:

Prima domanda: Questo sistema può funzionare?

La risposta è certamente una soltanto, certa, assolutamente certa: non funzionerà mai e tutto sarà  distrutto o avviato a distruzione.

Nei secoli passati,  le crisi economiche  però, al contrario di quella attuale, erano vere e si moriva di fame perché non c’era da mangiare per tutti.  In circostanze del  genere, i conflitti potevano forse avere ancora un senso  o almeno delle cause riconoscibili. Ma nel mondo attuale non esiste un solo motivo fondamentale riconoscibile per il quale si possa sostenere la tesi che l’attuale crisi sia irresistibile e reale, e soprattutto non possa essere rapidamente risolta senza traumi per nessuno.

Se così stessero le cose (e che stiano così si può dimostrare) allora perché non si fanno le scelte che sono in grado di farci superare questa crisi che deriva, alle sue origini, solo da troppa capacità produttiva e da una cattiva redistribuzione del lavoro e dei proventi delle umane attività?

Seconda domanda:  perché non hanno mai voluto eliminare l’evasione fiscale anche se il farlo è semplicissimo e fattibile senza lotta e senza crear danno a nessuno?

Terza domanda: come mai allora, non vi è nel paese una forte protesta contro le nuove norme che rendono i sedicenti “accertamenti fiscali” validi senza giudizio?

Togliere al cittadino il diritto, spesso solo teorico, di potersi difendere può rappresentare un chiarimento.  In sostanza, ci stanno solo dicendo con molta chiarezza di voler sgombere il campo dalle ipocrisie e rendere definitivo e chiaro a tutti i cittadini che qui, in  Italia, le regole sono finite. Le apparenze di una giustizia di sola facciata, pure. Così facendo, si è deciso di sgomberare il campo da inutili perdite di tempo e finzioni preferendo, per semplicità, di passare a dire le cose direttamente come stanno. Questa nuova norma significa solo questo.

Abbiamo preso atto che  hanno deciso che siamo sudditi ed ora si fanno leggi in tal senso. Forse che la chiarezza può apparire migliore degli inganni? A questo non saprei rispondere in questo momento.

Ma ci si rende conto che la gente, o diciamo molta gente, reagirà smettendo le attività o evitando di crearne di nuove?

Questo favorirà pure le multinazionali amiche del potere politico, ma mi domando come non ci si rendapoi conto che alla fine del giro, con una maggioranza di gente a spasso e senza lavoro anche le multinazionali, e quindi il sistema dei supermercati vedrà inevitabilmente  un calo dei consumi e del lavoro da far paura …

Ad ogni nuova manovra questo si accentua e quindi dopo questa,  come la metteremo?

Torneremo forse a ricominciare il ciclo con il sistema adottato nel 1915 attraverso la globalizzazione disordinata e prossima, attesa, forse desiderata guerra prossima ventura?  Non sono io a dover scegliere ma non sarebbe meglio chiedere alla gente se vuole la guerra o se preferisce fermare la crisi e rimettere il mondo e l’umanità in corsa per un futuro  migliore del presente?

Futuro migliore che noi umani oggi abbiamo alla nostra portata, se cercheremo di mettere a riposo i citrulli e per prendere coscienza dei nostri diritti tra i quali il diritto alla vita stessa.

No,  le risorse non mancano;  le risorse scarse si possono dimenticare, e per farlo basta cambiare produzioni e adeguarci al disponibile, poi la scienza farà per noi tutto ciò che in futuro potrebbe mancare. Non vi è ormai più alcun problema perché  la scienza e conoscenza ci hanno condotti oltre il limite, ora siamo già nel futuro e ogni problema che avevamo nel passato è oggi risolvibile pacificamente in quanto vi è pane per tutti ed in abbondanza e senza dover distruggere ambiente e pianeta..Veramente non capisco perché non lo facciamo.

Ho ovviamente proposte concrete delle quali si potrebbe parlare subito , ma la domanda è:  ma la politica,  i problemi li vuole aggravare oppure,  se ci fossero soluzioni, le accetterebbe  e vorrebbe invece risolverli?

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