Il presidente Monti non poteva fare nulla di diverso rispetto a quanto sta tentanto di fare, in quanto ogni sistema ha delle convinzioni e delle opzioni a cui uniformarsi, e nel sistema economico e ideologico mondiale attuale grandi misure ad ampio respiro non si possono mettere in campo. Misure, cioè, in grado di risolvere realmente questa crisi, una crisi che quasi nessuno pare abbia capito da dove arriva.
Questa crisi si chiarisce con un esempio tratto da una favola e personaggi per bambini, ma assolutamente puntuale per adulti: ricordate Cenerentola? Non aveva soldi, non aveva vestiti, non aveva un mezzo di locomozione perciò non poteva andare al ballo.
Il sogno costante dell’Uomo affamato, che fino alla fine dell’800 e primi del Novecento lavorava anche se malato, stanco, vecchio o bambino, e moriva di fame lo stesso, oggi si può dire che sia stato esaudito. La Fatina di Cenerentola rappresenta il sogno realizzato, solo nella fantasia, per consolare la necessità di una umanità senza speranze economiche e di giustizia sociale. La Fatina rappresenta quindi la soluzione. E’ molto facile fare carrozze con una bacchetta magica da una zucca. La favola ha un lieto fine: Cenerentola va al ballo, incontra il principe, lo sposa e vissero insieme felici e contenti. Ma proviamo ad immaginare il seguito della favola, e di come, di lì in avanti le fabbriche di abbigliamento e di carrozze abbiano chiuso i battenti e la loro lavoranti siano rimasti senza lavoro. Impossibile per costoro resistere, per costi e tempi di produzione, alla concorrenza della bacchetta magica della fatina.
C’è stata una bacchetta magica anche per noi ed è questo è il motivo per cui esiste la crisi da almeno 20 anni. Quanto è accaduto durante questi 20 anni è costituito solo da tentativi, tutti inevitabilmente falliti, di mantenere in piedi il sistema, senza considerare che ora vi era una bacchetta magica a scandire i tempi e l’economia.
L’attuale, quindi, non è una crisi uguale a tutte quelle vissute dall’umanità fino alla fine dell’ 800 in cui a mancare erano le risorse. Adesso siamo in una crisi in cui a mancare sono i compensi ai cittadini, indispensabili a mantenere un livello di consumi e di remunerazione del lavoro sufficiente a mantenere in vita le imprese e i posti di lavoro.
La crisi che ha colpito tutto l’occidente, quindi, è tale solo perché chi cerca di gestirla non la capisce, non la conosce, non sa da cosa sia nata, e soprattutto non sa come correggerne gli effetti perchè ha stabilito aprioristicamente e rigidamente di cercarne le soluzioni esclusivamente in comportamenti già sperimentati e adottati nel passato. Regola ferrea: non pensare e non fare nulla di nuovo.
Poichè per problemi nuovi occorrono soluzioni nuove, lasciare il potere delle scelte ad un insieme di professori che, per principio, ha stabilito che non farà mai cose nuove, è ovvio che porterà alla catastrofe certa. Resta però chiaro che le sofferenze e la conseguente catastrofe non sono assolutamente necessarie, sono fuori campo; le soluzioni sono altrove ma sono state vietate per miopia.
Difficile infatti trovare soluzione a problemi che si ignorano totalmente nelle loro cause fondamentali. Quindi o il sistema viene totalmente cambiato, a partire dalle opinioni che oggi tutti hanno, e che vanno interamente e tutte cambiate, oppure costoro (insieme a tutti gli altri che la pensano come loro, e che sono quindi in errore totale e certo) proprio non potranno fare niente di diverso che lasciar cadere il sistema verso l’altra opzione disponibile, ovvero quella che rappresenta il peggiore degli scenari possibili. Questa seconda opzione, che diventerà inevitabile e travolgente se non si cambiano le opinioni e le convinzioni, purtroppo è solo la guerra. Non occorre spiegare come: chiunque capisce che la somma dei comportamenti e degli effetti, se, come detto, non si cambia tutto il modo di pensare, non può che portare a questo epilogo tragico e stupido, perchè in questa fase le persone intelligenti sanno che vi è molto di più da guadagnare in potere e ricchezza a scegliere di cambiare il mondo, cambiando il pensiero corrente piuttosto che distruggerlo con una guerra che non lascerebbe vincitori, e dove nessuno guadagnerebbe nulla.
Ora il sistema, non avendo capito assolutamente nulla della crisi in atto, si sta semplicemente ritirando dietro le mura del cerchio più interno del suo castello con lo scopo duplice di resistere il più a lungo possibile, esponendo ai colpi più duri le parti deboli della sua socie. Con commoventi lacrime si è deciso di lasciar pagare il conto ai più deboli, pensando così di poter salvare una parte quando l’ovvietà e l’ovvio sanno che o si salva tutto o non si salva niente.
Ritirarsi nella cittadella, abbandonando le parti più deboli alla strage non può portare ad una vittoria di nessuno perchè nessuno può economicamente sopravvivere alla perdita di miliardi di idee, vite umane e clienti. Il sistema pare ormai consapevole di non avere soluzioni al di la della guerra e della rinascita dopo la guerra, sempre che una guerra lasci però una possibilità di rinascita, il che oggi non è detto.
Credere però che per queste scelte, e solo per queste, chi ci governa sia cattivo sarebbe l’errore peggiore, perché in tal modo si creerebbe un conflitto sterile, invece la sola possibilità che abbiamo per evitare il finale di cui sopra è avere fede e capire che la crisi non è economica ma solo di evidente cecità. In sostanza, quello che vorrei dire è che, in realtà, abbiamo più soluzioni disponibili, più risorse disponibili, più possibilità di quante mai l’umanità abbia avuto in tutta la storia conosciuta sino ad ora.
La soluzione esiste, è facile e disponibile; serve solo capire e poi la crisi sarebbe già sostanzialmente risolta, e questo sarebbe nell’interesse di tutti. Con un simile approccio è possibile mandare a braccetto e senza più conflitto anche i NoGlobal e i G8.
E’ una idea equilibrata che parte da una sola idea di base, che può essere difficile all’inizio da capire perchè le convinzioni stratificate ereditate dal passato vanno cambiate, e questo può essere inizialmente faticoso. Il bisogno generale derivato dal momento difficilissimo per tutti, e dove nessuno ha colpa, perchè nessuno ha intenzione di aggravbare la situazione, può esserci d’aiuto perchè la disperazione di non avere soluzioni convincenti può convincerci più facilmente a provare una strada nuova.
Sono convinto che già dai primi risultati iniziali di questo cambio di opinioni si avrtebbero risultati così convincenti da essere in grado di rassicurarci tutti sul fatto di aver intrapreso una via più tranquillizzante e sicura di quella precendente e dove la precedente ha perso la sua precedente validità perchè non esiste più il mondo per il quale andava bene ma esiste un mondo nuovo che per andare bene ha solo bisogno di questo cambiamento che consiste nel mettere l’Uomo al centro e quindi di garantire gradualmente a tutti il minimo necesssario alla sopravvivenza e ad una vita dignitosa. Oggi questo è facile a realizzarsi perchè i mezzi li abbiamo. Questi mezzi sono rappresentati da una somma di cultura, umanesimo, valori, tecnologia e conoscenza, Diritto, doveri e diritti di ciascuno, lavoro e benessere per tutti. I mezzi della conoscenza sono la bacchetta magica della fatina di Cenerentola che l’uomo sogna da quando è sulla terra e che oggi ha nelle sue mani. Se useremo questo potere nell’interesse di tutti avremo l’alleanza di tutti, nessuno può desiderare più di questo.
Il libro che presenta la soluzione è quasi pronto, ma i mezzi sono pochi. Se ci fossero persone interessate a sponsorizzare quest’opera, potremmo impegnarci a terminare il lavoro molto più in fretta.
Se qualcuno ha delle obiezioni, siamo interessati a conoscerle perchè possiamo provare a spiegare come ciascuna possa essere superabile.




