Commentaria

31/12/2011

PETROLIO-Quando il gioco si fa duro…

Filed under: Estero,futuro,Medio Oriente,problemi,riflessioni,uno sguardo al mondo — Paolo Porsia @ 1:19 AM

Tornando ad affrontare la questione di Hormuz, sono convinto dalla enorme capacità esplicativa delle immagini ecco perché vi mostro anzitutto questa:
e questa

Mi direte: ma cosa vuol dire?

Si tratta di mappe piuttosto semplici, direi autoesplicite….

Se cliccate poi sulla prima icona della petroliera sulla prima mappa…

Bab El Mandeb passaggio
Barili di Petrolio che passano per Bab el Mandeb
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
…E sulla seconda
 

Passaggio di Barili di petrolio per Suez

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 E su questa….

Passaggio di Barili di Petrolio dal Bosforo

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 E SOPRATTUTTO questa:
 
Passaggio di Barili di Petrolio per lo stretto di Hormuz
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
HORMUZ , la pietra dello scandalo….
 
Quindi secondo voi…..
 
Islamic Plan to enslave World
 
UN PIANO
DEL GENERE
ovvero di creare uno Stato Islamico unico che sia padrone dei punti focali di distribuzione del
PETROLIO
in MEDIO ORIENTE è
solo una fantasia da leghisti…
o
qualcosa che perfino il Prof. Monti  potrebbe tenere in considerazione?
 

13/12/2011

Gli imbarazzati di turno: i sindacati

 

E non ci siamo….  non ci siamo proprio!

In TV guardo  le immagini delle manifestazioni sindacali in varie parti d’Italia, sento le parole dei sindacalisti, ma soprattutto osservo i loro volti, le espressioni,  la gestualità…. Non so, sarà una mia  impressione, ma vedo i Sindacati  poco convinti,  li sento senza voce,  quasi imbarazzati..

Si imbarazzano a vicenda, come in quelle scene che capitano nei funerali, quando parenti divisi da antichi attriti,  che da anni non si parlavano più,  si ritrovano  dietro al feretro del caro estinto, e grazie all’opera pacificatrice dell’immancabile compare di famiglia,   ritornano al saluto e alla stretta di mano.  Questi gesti di pura educazione non basteranno  a cancellare  anni di veleni e di rancori, ma difficilmente  ci si sottrae  all’opportunità di  salvare la faccia. Almeno quella.

Si imbarazzano a vicenda perché  si rendono conto che la situazione del Paese  è drammatica, talmente drammatica che gli slogan, le ore di sciopero, gli incontri e le tavole rotonde organizzate, pur con tanta buona volontà e per giuste rivendicazioni, non sono più sufficienti a dare risposte efficaci ai problemi che strangolano il Paese reale. Anzi, tutte queste cose aggravano la situazione,   e questo i sindacati lo sanno bene.

Il Governo  del gran Manovratore non sembra brillare nel fronteggiare la crisi (ecco, finalmente anche io ho detto la parolina incriminata!).  Oscillando tra l’urgenza del tempo che stringe  e il rischio di miseria per milioni di persone  che diventa ogni giorno sempre  molto più concreto  di un incubo notturno (qualcuno, anzi,  già sente che  sta  bussando alle porte  di casa sua),  gli Italiani e i mercati stanno reagendo malissimo  ai provvedimenti di prossima adozione, dunque si può affermare che la manovra  Salva Italia- Salva tutti è fallimentare.

Le parti sociali, i sindacati, da parte loro non avendo proposte innovative da suggerire,   rispolverano le vecchie bandiere dei tempi gloriosi, quando le cose erano più chiare, quando i ruoli sociali erano definiti, quando eravamo tutti più giovani ed energici di corpo e di spirito, e scendono in piazza. La causa è giusta,  ma all’Italia non bastano più  il cartello,  lo striscione e la fiaccolata.

Steve Jobs  spronava i giovani a restare hungry & foolish, la sfida che ci  sta aspettando impaziente, a braccia conserte, sul finire di quest’anno è proprio questa:  inventare, proporre, osare idee foolish  che affrontino i problemi che stanno paralizzando la nostra capacità di essere attivamente e costruttivamente presenti nella società. La gente,  il  popolo dei lavoratori, il Paese stesso chiede, anzi pretende con urgenza, che qualcuno faccia il primo passo foolish, quello di coniare, cioè, degli slogan nuovi che nascano da  proposte alternative, innovative, magari apparentemente azzardate ma coraggiose. Ci servono urgentemente  delle  idee  completamente nuove  per fronteggiare problemi che sono completamente diversi  da quelli che l’umanità ha dovuto affrontare nel corso della sua Storia.  Oggi la gente, il popolo dei lavoratori, il Paese ha bisogno, per iniziare, solo di un paio di idee fresche,  di quelle che  i problemi li  guardano in faccia, ma anche di spalle e  di lato.  A tutto tondo, e senza pregiudizi.   La gente, i lavoratori, io, tu, noi tutti abbiamo bisogno di sentirci nuovamente  liberi,  e di avere  la certezza che i giorni a venire porteranno  eventualmente  sole o  pioggia,  ma mai  e per nessuno ci  possa essere  il pericolo di precipitare nel baratro della miseria e della solitudine.

 

10/12/2011

La scommessa? La crisi che non c’è!

 

Il presidente Monti non poteva fare nulla di diverso rispetto a quanto sta tentanto di fare,  in quanto ogni sistema ha delle convinzioni e delle opzioni a cui uniformarsi,  e nel sistema economico e ideologico mondiale attuale grandi misure ad ampio respiro non si possono mettere in campo. Misure, cioè,  in grado di risolvere realmente questa crisi,  una crisi che quasi nessuno pare abbia capito da dove arriva.

Questa crisi si chiarisce con un esempio tratto da una favola e personaggi per bambini, ma assolutamente puntuale per adulti: ricordate Cenerentola? Non aveva soldi, non aveva vestiti, non aveva un mezzo di locomozione perciò non poteva andare al ballo.

Il sogno costante dell’Uomo affamato, che fino alla fine dell’800 e primi del Novecento lavorava anche se malato, stanco, vecchio o bambino,   e  moriva di fame lo stesso, oggi si può dire che sia  stato esaudito. La Fatina di Cenerentola rappresenta  il sogno realizzato, solo nella fantasia, per consolare la necessità di una umanità senza speranze economiche e di giustizia sociale. La Fatina rappresenta quindi la soluzione.   E’ molto  facile fare carrozze con una bacchetta magica da una zucca.  La favola ha un lieto fine: Cenerentola va al ballo, incontra il principe, lo sposa e vissero insieme felici e contenti.  Ma proviamo ad  immaginare il seguito della favola, e di come, di lì in avanti  le fabbriche di abbigliamento e di carrozze abbiano chiuso i battenti e la loro lavoranti siano rimasti senza lavoro.   Impossibile per costoro resistere,  per costi e tempi di produzione,  alla concorrenza della bacchetta magica della fatina.

C’è stata una bacchetta magica anche per noi ed è questo è il motivo per cui esiste la crisi da almeno 20 anni. Quanto è accaduto durante questi 20 anni è costituito solo da tentativi, tutti inevitabilmente falliti, di mantenere in piedi il sistema, senza considerare che ora vi era una bacchetta magica a scandire i tempi e l’economia.

L’attuale, quindi, non è  una crisi uguale a tutte quelle  vissute dall’umanità fino alla fine dell’ 800 in cui a mancare erano le risorse. Adesso siamo in una crisi in cui a mancare sono i compensi ai cittadini, indispensabili a mantenere un livello di consumi e di remunerazione del lavoro sufficiente a mantenere in vita le imprese e i posti di lavoro.

La crisi che ha colpito tutto l’occidente, quindi,  è tale solo perché chi cerca di gestirla non la capisce, non la conosce, non sa da cosa sia nata,  e soprattutto non sa come correggerne gli effetti perchè ha stabilito  aprioristicamente e rigidamente  di cercarne le  soluzioni esclusivamente in comportamenti già sperimentati e adottati nel passato. Regola ferrea: non pensare e non fare nulla di nuovo.

Poichè  per problemi nuovi occorrono soluzioni nuove,  lasciare il potere delle scelte ad un insieme di professori che, per principio,  ha stabilito che non farà mai cose nuove, è ovvio che porterà alla catastrofe certa.   Resta però chiaro  che le sofferenze e la conseguente catastrofe non sono assolutamente necessarie, sono fuori campo;  le soluzioni sono altrove ma sono state vietate per  miopia.

Difficile infatti trovare soluzione a problemi che si ignorano totalmente nelle loro cause fondamentali. Quindi o il sistema viene totalmente cambiato, a partire dalle opinioni che oggi tutti hanno, e che vanno interamente e tutte cambiate, oppure costoro (insieme a tutti gli altri che la pensano come loro, e che sono quindi in errore totale e certo)  proprio non potranno fare niente di diverso che lasciar cadere il sistema verso l’altra opzione disponibile, ovvero quella che rappresenta il peggiore degli scenari possibili.  Questa seconda opzione, che diventerà inevitabile  e travolgente se non si cambiano le opinioni e le convinzioni, purtroppo è  solo la guerra. Non occorre spiegare come: chiunque capisce che la somma dei comportamenti e degli effetti,  se,  come detto, non si cambia tutto il modo di pensare, non può che portare a questo epilogo tragico e stupido, perchè in questa fase le persone intelligenti sanno che vi è molto di più da guadagnare in potere e ricchezza a scegliere di cambiare il mondo, cambiando il pensiero corrente  piuttosto che distruggerlo con una guerra che non lascerebbe vincitori, e dove nessuno guadagnerebbe nulla.

Ora il sistema, non avendo capito assolutamente nulla della crisi in atto, si sta semplicemente ritirando dietro le mura del cerchio più interno del suo castello con lo scopo duplice di resistere il più a lungo possibile,  esponendo ai colpi più duri le parti deboli della sua socie. Con commoventi lacrime si è deciso di lasciar  pagare il conto ai più deboli, pensando così di poter salvare una parte quando l’ovvietà e l’ovvio sanno che o si salva tutto o non si salva niente.

Ritirarsi nella cittadella, abbandonando le parti più deboli alla strage non può portare ad una vittoria di nessuno perchè nessuno può economicamente sopravvivere alla perdita di miliardi di idee, vite umane e clienti. Il sistema pare ormai consapevole di non avere soluzioni al di la della guerra e della rinascita dopo la guerra, sempre che  una guerra lasci però  una possibilità di rinascita, il che oggi non è detto.

Credere però che per queste scelte, e solo per queste, chi ci governa sia cattivo sarebbe l’errore peggiore, perché in tal modo si creerebbe un conflitto sterile, invece la sola possibilità che abbiamo per evitare il finale di cui sopra è avere fede e capire che la crisi non è economica ma solo di  evidente cecità. In sostanza, quello che vorrei dire è che,  in realtà,  abbiamo più soluzioni disponibili, più risorse disponibili, più possibilità di quante mai l’umanità abbia avuto in tutta la storia conosciuta sino ad ora.

La soluzione esiste, è facile e disponibile;  serve solo capire e poi la crisi sarebbe già sostanzialmente risolta,  e questo sarebbe nell’interesse di tutti. Con un simile approccio è possibile mandare a braccetto e senza più conflitto anche i  NoGlobal e i G8.

E’ una idea equilibrata che parte da una sola idea di base, che può essere difficile all’inizio da capire perchè le convinzioni stratificate ereditate dal passato vanno cambiate,  e questo può essere inizialmente faticoso.  Il bisogno generale derivato dal momento difficilissimo per tutti, e dove nessuno ha colpa, perchè nessuno ha intenzione di aggravbare la situazione, può esserci d’aiuto perchè la disperazione di non avere soluzioni convincenti può convincerci più facilmente a provare una strada nuova.

Sono convinto che già dai primi risultati iniziali di questo cambio di opinioni si avrtebbero risultati così convincenti  da essere in grado di rassicurarci tutti sul fatto di aver intrapreso una via più tranquillizzante e sicura di quella precendente e dove la precedente ha perso la sua precedente validità perchè non esiste più il mondo per il quale andava bene ma esiste un mondo nuovo che per andare bene ha solo bisogno di questo cambiamento che consiste nel mettere l’Uomo al centro e quindi  di garantire gradualmente a tutti il minimo necesssario alla sopravvivenza  e ad una vita dignitosa. Oggi questo è facile a realizzarsi perchè i mezzi li abbiamo. Questi mezzi sono rappresentati da una somma di cultura, umanesimo,  valori,  tecnologia e conoscenza, Diritto,  doveri e diritti di ciascuno, lavoro e benessere per tutti. I mezzi della conoscenza sono la bacchetta magica della fatina di Cenerentola che l’uomo sogna da quando è sulla terra e che oggi ha nelle sue mani. Se useremo questo potere  nell’interesse di tutti avremo l’alleanza di tutti, nessuno può desiderare più di questo.

Il libro che presenta la soluzione è quasi pronto, ma i mezzi sono pochi.   Se ci fossero persone interessate a sponsorizzare quest’opera,  potremmo impegnarci a terminare  il lavoro molto più in fretta.

Se qualcuno ha delle obiezioni, siamo interessati a conoscerle perchè possiamo provare a spiegare come ciascuna possa essere superabile.

25/11/2011

Un diritto dimenticato: Costituzione e diritto alla vita

In un Paese come l’Italia che ha promosso la moratoria contro la pena di morte, che ha emanato una normativa per la tutela delle cellule staminali embrionali, occorre che ci si adoperi affinchè siano applicati i principi della nostra Costituzione e delle leggi vigenti  per tutelare  della vita fisica dei cittadini in stato di bisogno. Ecco un racconto  che espone il tema ed una proposta concreta in modo giuridicamente innovativo  a partire da normative già esistenti e forse direttamente già applicabili.

Un medico di base viene chiamato in visita da una famigliola.
Padre, madre e due piccini in tenera età.
Quando il medico arriva a casa, si guarda attorno, visita il bambino malato ma si rende conto che, oltre ad un po’ di febbre e ad una brutta bronchite del piccolo, anche gli altri componenti della famiglia sembrano non stare molto bene: pallidi, un po’ troppo magri, e soprattutto tristi.
Allora quel buon medico di famiglia fa qualche domanda mirata e scopre che in quella famiglia si mangia a stento una volta al giorno.
La situazione lo incuriosisce e un po’ lo preoccupa; egli vorrebbe saperne di più, e mentre pensa su cosa poter dire per approfondire l’argomento, chiede se per caso stessero seguendo una dieta particolare.
A quella domanda, il capofamiglia fa cenno al medico di volersi appartare per spiegargli l’attuale momento che stava vivendo la sua famiglia. Il negozio presso cui lavorava non aveva retto alla concorrenza del supermercato, il lavoro della moglie perduto a causa del fallimento della ditta dove era impiegata, gli ultimi soldi frutto di risparmi ormai agli sgoccioli, solo un parente gli manda un piccolo aiuto, di tanto in tanto, ma che non può bastare.
In famiglia non sanno che lui non ha più una occupazione, e tutti credono che quel po’ di denaro che saltuariamente arriva, grazie al buon cuore del parente, sia in realtà frutto di un lavoro in prova ma che presto diventerà a tempo pieno e fisso. Nessuno sa la verità, salvo lui e l’anziano parente che lo aiuta.

Ha bussato a tante porte, ha chiesto un aiuto ma non ha ottenuto granché.
Oltre alle preoccupazioni che lo stanno logorando fisicamente e moralmente, egli, però, ha un altro tarlo nel cervello. Ha visto in TV che in Israele ed anche in Australia, il Fisco o chi di competenza, se nota qualcuno che dichiara un reddito molto basso, si attiva per approfondire la cosa, si informa presso il contribuente circa i suoi problemi e si offre di pagargli l’affitto di casa o le utenze in modo che anche un  reddito molto basso diventi sufficiente a poter sopravvivere. Perchè, egli si chiedeva, non è  possibile avere un aiuto del genere anche qui da noi? In fondo, qui in Italia abbiamo delle leggi che proteggono la vita delle cellule staminali, quindi, a maggior ragione dovrebbero esserci delle leggi per proteggere la vita delle persone!

Il medico ascoltava le parole di questo padre, parole e ragionamenti che nascevano dalla disperazione; è colpito dalla situazione in cui versa questa famiglia ma non sa cosa fare o dire, e nel porgere la ricetta dice:
“ Le va bene così?” e aggiunge quasi timidamente “Vi serve altro?”

La madre, con il più piccolo in braccio, osserva e non ha espressione in volto. Quel padre affranto guarda i tratti tesi e stanchi del volto della moglie, poi guarda il medico fisso negli occhi per un istante. D’un tratto, generato da un pensiero quasi folle ma nel contempo molto giusto, gli si disegna sul viso solo un accenno di un sorriso, cosa che fa intendere che deve essere molto tempo che non sorrideva più, e con un lampo di speranza negli occhi, dice: “ Beh…. forse, se potesse prescriverci anche…” e il medico, ben lieto di poter rendersi in qualche modo utile: “Sì, mi dica pure!!”
Il pover’uomo, con gli occhi ancora ravvivati dalla luce generata da un’assurda e quindi effimera speranza, sa bene che sarà presto deluso, ma sente il bisogno di esprimere egualmente quanto ha dentro. Cerca le parole adatte ma si rende conto che balbetta, quasi gli cedono le gambe e barcolla per un istante.
Il medico si accorge di questo stato di improvviso malessere, e con fare amichevole ma professionale lo invita a sedersi per prendere fiato e per riordinare le idee. “Con calma, con calma…. Non ho fretta. Mi dica pure, e se posso…”
Così quel padre, riprendendosi dal brutto momento, con la lingua e la bocca asciutte, ma un po’ più sereno ed incoraggiato dai modi bonari del dottore, trova il coraggio di parlare: “Mi scusi dottore per poco fa. Ora sto molto meglio. Quello che volevo dire è che, certo, i farmaci che ha lei prescritto sono molto importanti per curare il mio bambino, ma sa… così, da soli, forse non sono ancora sufficienti”
Il medico gli rivolge uno sguardo interrogativo, perchè ancora non riesce a capire: “Mi dica…”
Ed il padre, ora rinfrancato del tutto e quasi eccitato per quanto sta per dire: “Ecco, signor dottore, stavo pensando.. Con tutte quelle leggi che avete voi medici, non è che ce ne sarebbe una che le consentisse, viste le nostre condizioni… Lei mi capisce, vero?” e riprende “Ecco… Non potrebbe prescriverci anche 200€ da prendere prima dei pasti, almeno una volta a settimana, tanto per avere anche qualcosa da mangiare? Vede? Qui, nel foglietto illustrativo dell’antibiotico c’è scritto che va preso dopo i pasti!” e così dicendo, prende la scatola quasi finita e gli fa vedere dov’è scritta questa cautela nelle modalità d’uso del farmaco stesso.
Il medico non sa francamente se il discorso sia serio, ma sa che sia il tema che la situazione non solo sono seri ma addirittura tragici nella loro estrema evidenza  e gravità senza soluzione.
E pensa, tra sé e sé, che il ragionamento è giusto: non ci aveva mai riflettuto prima, ma sì, sarebbe proprio giusto poterlo fare, in casi così! La legge specifica mancava ma sarebbe stato giusto invece che ci fosse stata..
Nella stanza di quella casa, un tempo ricca e ben tenuta, ora si vede la stanchezza della sofferenza. E’ sceso un silenzio senza nome. Tutti nella stanza tacciono. Tutti sanno che a quella richiesta la risposta giusta dovrebbe essere un Sì! ma qui in Italia, al contrario di tutto il resto del mondo civile, non è così. Nonostante la legge imporrebbe che tutti i cittadini fossero tutelati, in specie quando versano in stato di bisogno, a quella giusta richiesta di aiuto, che non era solo una semplice spiritosa battuta, ma che era molto di più, l’unica risposta al momento possibile non serve che venga espressa ad alta voce, perchè tutti i presenti sanno che essa è solo un inesorabile No!
In questo silenzio senza risposte, il buon medico riflette a lungo ma non sa fare altro che sospirare  un “Eh.. già!” aggiungendo subito dopo: “Beh, ora cerchiamo di curare questo bel piccino! Sa, è una brutta influenza, un inizio di bronchitella, ma in un paio di giorni vedrà che andrà tutto a posto. Mi raccomando però, comperi le medicine e gliele dia come le ho prescritto.”
Poi tace e si rende conto che il discorso non ha più alcun senso logico.
Così, mentre su tutti e su tutto è svanito il colore della speranza ed il mondo è tornato in bianco e nero – più nero che bianco –  e ci si accorge improvvisamente che fa anche freddo.
Il medico, nel silenzio tombale di quel momento di attesa senza speranza, tace perché nulla può essere detto che non sia noto e che non sia perfettamente inutile.
Mentre si appresta a salutare, nell’indossare la giacca, estrae dalla tasca il suo portafogli. Prende 50, poi 100, poi 150 €. Non ne ha di più … Senza nemmeno rendersene conto li stringe nella mano quasi tremante per l’imbarazzo. Non vuole offendere, ma non sa resistere; e mentre la mano stringe quel denaro sino a farne un indistinto groviglio accartocciato, li porge con molta discrezione a quel padre disperato, a quella famiglia sola e senza speranze. E’ un gesto automatico, diretto da un sentimento di solidarietà umana che quasi furtivamente incontra la mano dell’altro, il quale, in un primo istante di dignità ferita, cerca di respingere ma non ne ha né la forza né il coraggio né il diritto… La mano si apre, il denaro è stato accettato. Ora potranno prendere le medicine dopo i pasti, come prescritto. Per una settimana basterà e poi… Poi, si vedrà. Il Cielo ci penserà. Forse Dio esiste e farà Lui qualcosa.

Quel medico non sopporta di avere dentro di sé tutto questo disagio, questa illogicità di un sistema che protegge per poi uccidere per umiliazione, miseria e mancanza del lavoro.
Ecco, uscendo da quella casa egli saluta i suoi pazienti che ora, oltre la ricetta, avevano anche da mangiare per un po’ di giorni. I sorrisi sono di gratitudine, gli imbarazzi sono ormai sfumati nella bellezza di tutto ciò che dona la vita, e il denaro quando è al servizio della vita è bellissimo anche lui.
Fuori dal portone e con il vento in faccia, quel dottore ora sa cosa farà … Solo con se stesso ora si è veramente ripromesso di parlarne con qualcuno, di riferire della scena, del dolore e della impotenza avvertita in quel momento in cui fare il medico diventava superfluo con gente destinata di lì a poco a dover forse realmente morire di stenti, salvo un miracolo del cielo, un miracolo che per legge sarebbe un dovere dello Stato compiere, ma che lo Stato Italiano non si è mai organizzato per poterlo realizzare, pur dovendolo fare.
Il compito del medico non è però quello di trovare soluzioni di economia, di inventare il lavoro, di fare atti politici. Altri hanno questi compiti, le competenze, il denaro, il potere. Dire un Sì! alla richiesta di aiuto di quella povera famiglia bisognosa, e di tante altre nelle stesse condizioni, è compito del legislatore e del sistema perchè situazioni di quel genere possono certamente essere eliminate per sempre senza che da questo provvedimento nessun banchiere, nessuna multinazionale venga a perdere i suoi affari ed i suoi tanti soldi, spesso addirittura troppi per poter avere ancora uno scopo ed un uso ragionevole che non sia quello di donarne una piccola parte a chi non può mangiare.
Il medico non fa il legislatore. Il medico fa il medico, però può anche fare da tramite, può alzare la voce per salvare una vita. La competenza in questo caso è proprio la sua, cavolo! Ne ha il diritto, ma ne ha anche il sacrosanto dovere!
E quel dottore decise che quel diritto-dovere lo avrebbe esercitato, tutelato, salvato, promosso! Altro che se lo avrebbe fatto!
Salendo in auto si continuava a ripetere che era questo ciò che intendeva fare. Lo avrebbe fatto, lo avrebbe ottenuto! Cavolo, se lo avrebbe ottenuto!!

Da quanto si legge su varie fonti autorevoli, non mancherebbero le risorse necessarie a garantire il minimo per la sopravvivenza,  la casa e il cibo ai cittadini che non trovano lavoro a causa del sistema che ha teso a monopolizzarlo sempre di più in poche mani.

30/06/2010

Mare nostrum

Invece di essere di monito e incentivo a  cercare con tutte le nostre forze delle alternative
energetiche più pulite, stiamo dimostrando nei fatti che la Marea Nera del Golfo del Messico non ci sta insegnando nulla.
 l’Italia si propone di attrarre le compagnie petrolifere svendendo letteralmente mari e monti, cioè un patrimonio nazionale che appartiene a tutti.
Per la sua  particolare configurazione geografica,  il Mediterraneo è una conchetta per pediluvio e se qualcosa va male (v. Luisiana)  l’Italia diventa responsabile dei danni ambientali non solo verso i propri connazionali ma anche anche verso altre nazioni costiere…  
Se io fossi il presidente di una Nazione costiera, tipo Albania, Slovenia, Croazia, Grecia  farei scoppiare un caso diplomatico. Invece temo che ci sarà la corsa all’emulazione…
“Il duo Scajola/Prestigiacomo ha concesso negli ultimi anni 95 nuovi permessi di trivellazione in Italia. 71 sulla terraferma e 24 nel Mediterraneo. La superficie interessata dalle trivellazioni nei nostri mari ha una superficie pari alla Regione Abruzzo, circa 11.000 metri quadrati. I petrolieri potranno bucare ovunque, dalle Tremiti alle coste della Sicilia, dalle coste marchigiane e pugliesi alle isole Egadi a Pantelleria, dallo Ionio alle acque intorno all’isola d’Elba a quelle sarde di Oristano. La corsa al petrolio italiano e alla distruzione dell’ambiente e del turismo è un richiamo irresistibile per i petrolieri di mezzo mondo, inclusi ovviamente quelli italiani. E’ quasi uno stampede della corsa all’oro nero. Il presidente di Assomineraria Claudio Scalzi spiega che c’è “un certo disordine iniziale” compensato però dal “movimento che porta investimenti, royalties e vivacità”. Mi risulta che in Italia non è prevista la responsabilità delle compagnie petrolifere in caso di incidente. Le bandiere blu delle nostre coste diventeranno nere come il petrolio e sono, in realtà, già sulla buona strada. L’italia ha il maggior numero di siti non balneabili d’Europa.” ( tratto da: http://www.beppegrillo.it/ )
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