Commentaria

12/06/2008

Un treno in corsa

Filed under: analisi,futuro,idee,problemi,riflessioni,società — M. Luisa Cinque @ 6:40 PM
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Molte sono le persone che oggigiorno sono sempre di più consapevoli che stiamo viaggiando a gran velocità per una pericolosa discesa, sprovvisti di freni, e che alla fine della strada ci aspetta un ponte crollato che originariamente era sospeso su di un canyon profondo oltre 100 metri e sul cui fondo, in mezzo a rocce aguzze, scorrono rapide potenti ed impetuose che culminano in una cascata larga e profonda quanto se non più del canyon stesso.Costruirsi un freno ora è fuori discussione, scendere in corsa è impossibile, la sola soluzione è riuscire a comunicare con il manovratore che potrebbe togliere gas, quel tanto che potrebbe servire a rallentare gradatamente la folle corsa verso il precipizio e verso la fine.
Se solo riuscissimo a fermare il convoglio prima di precipitare!
Se solo riuscissimo almeno a rellentare la folle corsa per un momento sufficientemente lungo di serena meditazione per valutare attentamente cosa si potrebbe fare con i mezzi potentissimi che la conoscenza ha messo a nostra disposizione, ci accorgeremmo ben presto di non avere più motivi per continuare a preoccuparci di ciò che sino a cinque minuti prima ci preoccupava tanto.
Dunque l’umanità può ora affermare che mai nella storia ha vissuto un
momento magico e carico di allettanti, meravigliose promesse, come quello
attuale, e che al contrario, mai l’umanità ha attraversato un
momento tanto complicato e precario dal punto di vista sociopolitico,
economico e culturale come il periodo attuale…

Un treno in corsa (2)

Dunque il futuro ci riserverebbe seri problemi e non tra qualche decennio ma presto, molto presto!

Ora dovremmo cominciare dal domandarci: cosa si potrebbe fare per evitarli e prima ancora di questo, ma esiste qualcosa da fare per poterli evitare?

Nel primo testo di questo mia quaderno di riflessioni, sostengo che vi sarebbe un modo, e che il modo consisterebbe in una scelta del manovratore del treno in corsa. Una scelta veloce e ben decisa, fatta da chi può… Ma, un momento.. Chi intendiamo per “manovratore”?

Già, chi è il manovratore? A ben pensarci credo lo si possa individuare in un organismo che racchiude in sé un insieme complesso di poteri decisionali e di scelte potenziali.

In sostanza direi che il Manovratore altro non sia che la somma di tutti coloro che possono pensare e decidere, e che hanno un qualche potere di incidere sulla realtà circostante. Sono cioè coloro che possono o potrebbero intervenire per modificare il divenire e la realtà con atti, scelte e decisioni che siano in grado di avere effetti modificativi di ciò che sta accadendo e per quello che potrebbe accadere in futuro.

“Manovratori” dunque, potenzialmente lo siamo tutti ma è evidente che in realtà alcuni lo sono più di altri, e tra coloro che hanno meritatamente la qualifica di appartenenza al gruppo dei manovratori ci sono per primi i politici, i delegati popolari eletti, i governanti, ed infine ma non ultimi (anzi, molto spesso primi fra tutti) i decisori delle scelte dei grandi gruppi economici.

Appena sotto questo primo livello di influenza, ci sono coloro che influenzano la storia ed il futuro attraverso la cultura, la scienza e la piccola economia fatta da quei piccoli e medi imprenditori commerciali e artigiani che quotidianamente sono obbligati a dover fare delle scelte economiche o di un qualche futuro effetto economico.

Infine ci sono tutti coloro che occupano livelli più popolari della struttura sociale, cioè gli uomini e le donne che non hanno nomi famosi ma che facendo la spesa ogni giorno, tutti i giorni, influenzano e determinano nei fatti gran parte della stessa economia mondiale.

Ecco, io parlando di “manovratore” mi riferisco e riferivo all’insieme di coloro che in pochi e con poche decisioni governano a livello mondiale e hanno il potere di fare quelle scelte economiche e politiche fondamentali che influiscono sui comportamenti e determinano le condizioni di vita di tutti gli altri uomini.

Nel post precedente ho affermato di essere convinto che sia ancora possibile per costoro, nel loro insieme, fare delle scelte capaci di darci un buon e vivibile futuro; che una loro scelta capace di cambiare le cose in tal direzione sarebbe ancora possibile. E sono quindi convinto che fare quella scelta potrebbe salvare il mondo da una altrimenti quasi certa fine ingloriosa collettiva.

Io credo in un futuro accettabile per tutti e attuabile attraverso una proposta credibile da adottarsi però sulla base della scelta di chi ha oggi in mano il potere di impegnarsi sul serio. A questo sforzo, per un pieno e sereno successo, a mio avviso, dovrà seguire lo sforzo individuale di ciascuno di noi, ma senza una presa di coscienza di chi oggi si trova ai vertici credo che non ci siano speranze per quasi nessuno, e certamente che le speranze non ci siano nemmeno per la nostra intera civiltà attuale.

Fonte: http://sorpasquino.blogspot.com

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