Commentaria

06/07/2008

Rialzo dei tassi in Europa: stop all’inflazione? (parte 1)

Ecco un dubbio importante su una verità fin qui considerata ufficialmente tale.

Dopo il fallimento del referendum irlandese e i tentennamenti della Polonia, ora il rialzo dei tassi della BCE. Due cose molto diverse eppure a mio avviso strettamente legate da un medesimo contesto. Ciò che a mio avviso legherebbe le due cose consiste  nel “dove” l’Europa prenderebbe le sue decisioni.L’Europa con i suoi Paesi “pacifisti”, ma senza aver sin qui mai saputo mostrare di essere realmente capace di promuovere la pace sul serio, con la proposta di una Carta fondativa che non può essere definita una costituzione ma piuttosto una serie di autolimitazioni alle libertà economiche dei singoli paesi in favore di ……. di altro. “Altro” che a me pare del tutto coerente con la politica di rialzo dei tassi, quindi la domanda è: ma si tratta veramente di voler combattere l’inflazione con l’aumento dei tassi di interesse?

Ebbene, io ho vissuto molte volte il medesimo tipo di scelte politiche in Italia e così, francamente, non ci vedo, in vero, proprio nulla di nuovo in questa politica. O meglio, in questo modo di fare politica. L’inflazione è come una febbre e i tassi potrebbero essere una medicina, ma siamo veramente sicuri che sia sempre il caso di alzare i tassi per combattere l’inflazione? Io credo di no!!!  Se hai un raffreddore e sei adulto, puoi prendere una aspirina, ma l’aspirina continueresti a prenderla anche nel caso avessi una gamba infetta, molto dolente ed arrossata? Ebbene c’è da credere proprio di no..  Certo avresti bisogno di altro e con urgenza!!

Dunque, io credo che la scelta di alzare i tassi nasca per ragioni, a noi comuni mortali non sempre chiaramente comprensibili, ciò nonostante, pur senza capire, subiamo gli effetti di tale scelta..  Tra gli effetti che seguono un aumento dei tassi, ce n’è uno che a me non sembra utile a nessuno. Tale effetto è quello del favorire chi ha soldi suoi rispetto a chi lavora con il sistema bancario, attraverso aperture di credito e finanziamenti. E non solo: alzando i tassi si favoriscono gli affari delle imprese già affermate e con grossi capitali, che riescono comunque a fronteggiare l’inevitabile calo della domanda.  Chi ha più denaro ha anche più credito e quindi può fare una politica di conquista del mercato, mentre chi sta crescendo, ma è ancora piccolino non ce la fa a reggere la competizione;  avrebbe bisogno di denaro in prestito dalle banche, ma con l’aumento dei tassi e il relativo aumento del costo del denaro, si indebita fortemente e spesso crolla perché non ce la fa a sostenere il peso del debito di finanziamento. Quindi in periodo di continuo rialzo dei tassi le piccole e medie imprese sono a rischio.

Il momento in cui alzare tassi, certo, non lo scelgono le imprese o le persone indebitate, ma lo scelgono gli altri, quelli che a farli alzare ci guadagnano su un bel po’. Infatti il ricorrente alzare i tassi è strettamente legato ai momenti in cui cala la domanda di beni e servizi, piuttosto che non alla inflazione. L’inflazione semmai, specialmente sul lungo e medio termine è provocata dal rialzo dei tassi e non certo il contrario.

Per far scendere i prezzi nel medio e lungo periodo, serve ben altro.  Inizialmente, forse servirebbe mettere dei dazi o qualche cosa di equivalente al fine di permettere alle imprese rimaste in Italia di far crescere la loro produzione e la loro presenza reale sul mercato europeo ed estero.… * vedi nota a piè pagina
In un clima di tutela economica e produttiva si avrebbe l’effetto sia di una crescita della offerta  che di posti di lavoro; in questo modo ci sarebbe una permanente tendenza alla crescita dell’offerta e quindi una riduzione e non certo un aumento dei prezzi. Quindi se si vuole rilanciare l’economia di un paese, ci vorrebbe piuttosto un ribasso ulteriore dei tassi perchè  ciò abbasserebbe senza dubbio i costi di produzione e ci permetterebbe di esportare di più.

Questi sono ragionamenti elementari, che tutti possiamo fare.. Dunque se le cose invece vanno avanti in contrasto con la logica, significa che realmente c’è la volontà di sottrarre gradualmente il mercato ai molti piccoli in favore dei pochi grandi, e quasi tutto sembra converge in tale direzione. Ciò va a discapito della gente e dovrebbe essere un po’ ostacolato. Un modo di bloccare tale disegno, almeno in parte, potrebbe partire proprio dai consumatori, che si dovrebbero alleare strettamente con le piccole e medie imprese.

E la politica? … Mah, non credo che possa fare molto. Ma non disperiamo: magari tra i tanti, qualcuno capisce la situazione che si sta creando, e ci pensa e potrebbe anche fare qualche scelta di buona qualità.

Nota: Ecco, ho utilizzato provocatoriamente il termine “dazi” proprio perché ci sono settori che ritengono una simile ipotesi come se si trattasse di un grave misfatto anche il solo, semplice pensarlo. Quindi il termine “dazio” è qui utilizzato proprio per essere provocatorio – e quando riprenderò l’argomento in un futuro post, Ma io sono di diversa opinione, perciò conto di riprendere a breve l’argomento per specificare meglio qual è una mia idea per poter ottenere una tutela dei lavoratori e delle imprese sul territorio italiano senza dover mettere delle vere e proprie restrizioni commerciali o gabelle impopolari. Io credo infatti possibili ed anche auspicabili, altri provvedimenti del tutto innovativi ma assolutamente efficaci…. Ma di questo, come dicevo prima, ne parlerò in seguito…
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