Commentaria

11/07/2008

La disavventura del cavalier Grillo

Si da il caso che in Italia ci siano tanta persone che hanno idee, volontà, capacità, serietà e intelligenza (per fortuna che ci sono!) ma che vivono nell’ombra.
Poi ve ne sono alcune che,  più o meno in buonafede, pur di acquistare un po’ di visibilità, salgono su un cavallo, si sistemano in sella e cominciano a cavalcare.
Finché riescono a stare eretti, si credono dei cavallerizzi provetti, e la gente li osserva. Dopo un po’ di tempo però la gente perde interesse nel vederli andare al passo e volge la testa altrove. Allora per riguadagnare l’attenzione occorre cambiare l’andatura, sperando che il cavallo risponda sempre docilmente ai comandi.
Ma il cavallo, si sa, è un animale sensibile, spesso ombroso e con una buona dose di indipendenza: un cavallo non può mai dirsi completamente addomesticato.
Così succede che il novello cavallerizzo, sempre più convinto di avere il polso della situazione, decide di lanciarsi in una vigorosa galoppata. Sprona il cavallo, molla le briglie e in breve si ritrova a non poter più controllare nulla, anzi diventa egli stesso vittima del suo errore di valutazione.
Questo è ciò che è capitato al cavalier Grillo in quel di Roma, durante il “No CavDay”
Una manifestazione che voleva essere di denuncia e di protesta è invece degenerata nei termini e negli intenti, tanto che alla fine hanno preso le distanze anche chi l’aveva sostenuta e vi aveva partecipato.

Personalmente non ce l’ho con Grillo: qualche merito bisogna pur riconoscerglielo e un capitombolo può sempre capitare quando ci si espone, soprattutto quando si manca di stile e spessore culturale (ora è anche in miglior compagnia, da che Di Pietro è venuto a dargli man forte ….)
Io ce l’ho con chi, pur di ottenere facile consenso non si è reso conto che c’è una certa differenza tra una manifestazione di protesta e una piazzata.
Spingere al galoppo il cavallo può essere esaltante ma è anche pericoloso. E se capita di cadere, molto facilmente ci si ritrova soli.          

 

 

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2 commenti »

  1. Consiglio a tutti la lettura di “Chi ha paura di Beppe Grillo?”. Selene Ed., (DeMaria Fleischner Targia), €.15, ma su una bancarella di Torino lo vendevano -nuovo!- a €.8. E’ un vero trattato sociologico su Grillo e il grillismo, critico, non agiografico.
    Due perle, una dalla prefazione di Oliviero Toscani: “Il giorno in cui i mentecatti della politica spariranno e questo paese diverrà normale, Grillo non servirà più”.
    Una dalla postfazione di Marco Pannella, rivolto a Grillo: “Dalla tua singolarità, dalla tua forza, da te, è indispensabile che tu tragga Dialogo, non monologo, Proposta, non protesta…!”.
    Personalmente, sto cercando di usare la piattaforma dei Meetup di Beppe Grillo per creare un blog che non sia “solipsista”… ma interattivo. Eccolo: http://beppegrillo.meetup.com/874/messages/boards/
    Grazie per l’attenzione, Gian Piero

    Commento di Gian Piero Buscaglia — 14/07/2008 @ 12:14 PM | Rispondi

  2. benvenuto anche a te Gian Piero,
    mi sento di condividere le parole di Toscani ma soprattutto di Pannella. Anche io ritengo che il “fenomeno” Grillo per la società italiana sia un campanello di allarme, ma appunto perchè suona, vuol dire che ancora funziona qualcosa…
    Per chi invece vuole portare avanti un blog, questi fenomeni “sparati” nel web, dove si raccolgono le anime della società, pone diverse questioni, dal mio punto di vista, non tutte positive, e non tutte condivisibili.
    Ti ringrazio per la segnalazione del tuo spazio web: ho già fatto una capatina e ho visto che hai trattato un argomento di stretta attualità che ha già fatto parlare ma che non mancherà di riproporsi ancora nei prossimi mesi…
    In bocca al lupo e a presto rileggerti!

    Commento di commentaria — 14/07/2008 @ 2:30 PM | Rispondi


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