Commentaria

31/05/2010

art. 007 – Crisi o soluzioni? (parte 1)

In questi giorni ovviamente  si parla tanto di crisi ma poco o nulla delle cause della crisi e  si offrono soluzioni  che  non tenendo forse in conto tutte le cause del problema potrebbero risultare inadeguate  allo scopo, cioè  potrebbero non risolvere i problemi. A quanto mi risulta non siamo stati colpiti da un meteorite e le cause profonde  della crisi, a mio avviso traggono origine in situazioni  precedenti quella americana. La crisi americana ha creato uno sconquasso e lo sconquasso ha messo in luce un’altra crisi ben più profonda che fino ad allora era stata sottovalutata o addirittura non considerata affatto.

Questa crisi derivava dall’accresciuta capacità produttiva che ha finito con il provocare effetti incontenibili quando questi si sono sommati agli effetti del fenomeno chiamato comunemente  “globalizzazione” ma che dovrebbe essere invece chiamto più propriamente delocalizzazione industriale. Inevitabile che andando via le industrie se ne vadano anche i posti di lavoro con tutti gli effetti logici  derivanti da tale situazione. Di quello che è accaduto si può dire tutto fuorchè non fosse prevedibile. La crisi finanziara  me la sono figurata e raccontata con una storiella,  che la sintetizza scherzosamente ma  in modo chiaro e che rende l’idea di quello che è successo in realtà.

IL DEPOSITO DI PAPERONE

Ovvero

LA CRISI FINANZIARIA

Storiella semiseria per cercare la verità sorridendo

“L’economia finanziaria del mondo andava molto bene, le banche facevano prestiti a tutti per qualsiasi cosa, tutti guadagnavano soldoni e tutto questo allegro movimento di denaro era solidamente garantito da tutti quei soldi che …….   sì, da tutti quei soldi che il Sr. Paperon de’ Paperoni aveva nel suo deposito. Con quel deposito enorme pieno di monete d’oro i debiti complessivi del mondo economico sembravano insignficanti e tutto andava bene. Un giorno però, la segretaria tuttofare di Paperone, molto dimagrita negli ultimi tempi (si sa che Paperone è un po’ restio a pagare stipendi alti e lei si era adeguata mangiando poco e lavorando molto) ha avuto un piccolo incidente:  dal dito dimagrito  le è scivolata via la fede nuziale della buonanima di suo marito Papero, ormai dipartito da molti anni.  L’anello, cadendo era rotolato via infilandosi velocemente proprio sotto il portone del grande deposito. Trafelata, chiama  in suo soccorso il guardiano che stava per smontare dal suo turno di guardia e gli chiede di farla entrare solo un attimo nel grande,  magnifico deposito, giusto il tempo necessario per poter recuperare l’anello. Il guardiano, pur malvolentieri ma comprensivo nei confronti della poverina, le socchiude il portone raccomandandole di fare presto e di non toccare nulla. Lei entra, raccoglie la fede, si guarda un attimo intorno e poi esce rapidamente. All’uscita il guardiano, guardandola negli occhi  con aria di complicità,  le dice: “Hai visto quanto oro c’è là dentro?” e lei, un po’ perplessa  risponde. “No, guarda che là dentro è tutto vuoto. D’oro c’era solo il mio anello!” Quella osservazione, purtroppo rispondente al vero,  non sfugge alle orecchie di un solerte roporter del Paperopoli News che casualmente passava da quelle parti, e nonostante fosse ormai pomeriggio inoltrato, dopo appena  mezz’ora la notizia aveva già fatto il giro de mondo. Le Borse aperte per contenere il rovinoso crollo non posson far altro che chiudere le contrattazioni di corsa per eccesso di ribasso e le Borse che dovevano aprire da lì a poco pensano sia meglio non aprire affatto.”

Il disastro del  deposito vuoto di Paperone, seppure in veste scherzosa, racconta è più o meno ciò che è accaduto. Ovviamente di problemi ce ne sono molti  altri e forse la mia storiella al confronto di dotti discorsi della gente più competente e preparata di me può sembrare puerile,  ma  non mi pare che tali esperti, in termini pratici abbiano ancora mostrato di aver capito cosa è successo, come mai sia potuto succedere e come pensano di aggiustare il danno derivato  dai fatti accaduti. A livello finanziario, ogni cosa ne garantiva un’altra ma alla fine a garanzia di tutto questo gran movimento  non vi era più ciò che si credeva che ci fosse. I soldi non c’erano più ed è stato il caos.

Sicuramente qualcuno se n’era accorto per tempo ma aveva taciuto sperando ottimisticamente  che nuove entrate e nuova crescita sarebbero arrivate in tempo a riempire il vuoto. Altri forse speravano in un miracolo, ma nessuno è riuscito a compierlo ed eccoci qui, senza il miracolo e con al suo posto la  cosiddetta tranvata.

 E per favore non scivoliamo  nel pantano di cerarcare di  immaginarci dei colpevoli cui mandare strali, spesso appena si riesce ad individuare un filone di colpevoli si scopre che era quello sbagliato, e così si è perso tempo prezioso. In sostanza il tema delle colpe, visto che pare sia impossibile accertarle, mi pare solo un perdere tempo e quindi penso che non serva a risolvere i problemi.

Adesso occorrono buone analisi sulle cause e nessun colpevole da perseguire proprio per evitare maggiori danni. Adesso dobbiamo dedicare  tutto,  e dico tutto,  il nostro tempo  e le risorse che abbiamo per  risolvere sul serio i problemi,  che chiedono soluzioni e continuano a mostrare di non essere ancora risolti. Oggi navighiamo a vista,  immersi in nebbie sempre più fitte. Pessimista? Direi proprio di no, realista sì. Essere realisti ci può far vedere dove sono i problemi e questo ci può far capire quali siano le cose da fare per poterli superare.

Questa crisi è una di quelle serie e  per mantenerci in piedi ci vogliono sacrifici pesanti,  ma attualmente coloro preposti a farlo, per potere e competenza, sembra che non l’abbiano ancora affrontata per risolverla ma piuttosto cercando di rimandarne gli effetti con il risultato di  aggravarla,  a meno che nel frattempo non avvengano miracoli. E seppure i miracoli avessero l’occasione di verificarsi,  i provvedimenti adottati attualmente rendono sempre più difficile che essi possano poi realmente produrre effetti benefici,  giusti, snelli, vincenti e  immediati come serve. Poiché la speranza è utile per  poter andare avanti,  dobbiamo comunque sperare che questi provvedimenti- tampone  che pare saranno adottati dal Governo siano considerati per lo meno limitati al momento contingente, perché nel lungo periodo  nessuno ci ha ancora detto come si farà a far crescere la domanda interna ed i posti di lavoro interni, diminuendo i compensi ed aumentando i costi dei singoli cittadini.

Chiudo qui questa prima parte, dicendo che ci sono sempre soluzioni e che per soluzioni intendo unicamente quelle che sono mosse dalla volontà tutelare la qualità della vita  e la vita stessa, di ogni singolo individuo. Per farlo dobbiamo mantenere l’Uomo al centro dell’interesse dello Stato, della Politica e della Economia.  L’Uomo al centro dell’attenzione e quindi protetto nei suoi diritti ed anche equamente  responsabile per la sua parte di responsabilità verso tutti gli altri.

Un esempio?  Se tu ti curi della mamma anziana i tuoi figli dovranno fare egualmente con te e perché lo facciano dovranno essere educati al concetto che questo è uno di quei doveri che se non vengono soddisfatti fanno perdere la civiltà ed il benessere a tutti. Quando vengono lesi e gradualmente perduti questo genere di valori si perde immediatamente la civiltà e si ritorna in meno di una generazione ad una società del livello di coccodrilli. Ciò per la nostra civiltà è già accaduto, ci siamo già dentro e ce ne stiamo accorgendo, ma potremmo ancora uscirne,  e ne varrebbe la pena visto che i mezzi a disposizione degli uomini, oggi come oggi, ci permettono di progettare un futuro magnifico e felice solo a decidere di volerlo.

IN CONCRETO, ci  serve ora urgentemente un nuovo modo di fare economia e socialità interna e mondiale, ma questo sarà il tema da sviluppare la prossima volta ………………

(testo soggetto a diritti d’autore e non riproducibile in toto o in parte senza l’autorizzazione dell’autore)

Annunci

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: