Commentaria

21/06/2010

art. 008 – Crisi o soluzioni (parte 2)

Nella mia riflessione di qualche settimana fa dal titolo “Crisi o soluzioni?”,  ho accennato al tema  della  Pace e subito il pensiero corre ai soliti difficili scenari di crisi del mondo, ma in questo momento sto pensando anche alla pace intima degli Italiani oppressi psicologicamente dalle tante e crescenti paure che il peggioramento costante del contesto economico e sociale in cui viviamo ci sta mettendo intorno e sta mettendo con prepotenza dentro le nostre vite e famiglie. Oggi abbiamo tutti una sensazione di crescente insicurezza.

Pessimismo? Questo mai! Essere pessimisti blocca azione e pensiero e non risolve nulla. Piuttosto dovremmo sforzarci di fare qualcosa per ridurre le nostre paure.

Le piccole e grandi paure quotidiane,  l’attesa delle bollette, il conto in banca che non ce la fa a fare fronte a tutte le crescenti uscite, il lavoro a rischio o il lavoro che non si trova,  il futuro che si propone molto incerto, la cura di molti mali che è spesso di tipo punitivo e cioè di natura proibizionista…. Non voglio criticare nessuno e quindi non sto criticando la Politica o i provvedimenti economici del Governo o le proposte o le mancate proposte dell’opposizione.  M chiedo solo se non sia possibile pensare e condividere  soluzioni ulteriori, alternative  e migliorative che possano ridurre il livello di insicurezza e paura.

Così mi ricordo di una progetto fatto con mia moglie prima che mi lasciasse per un viaggio che  ai viventi non è ancora concesso di poter conoscere i dettagli. Il progetto consisteva nel proporre a tutti i grandi operatori, Banche, Utenze, Servizi di prevedere un accantonamento da destinare ad un fondo per aiutare chi non ce la fa ad andare avanti.

Ad esempio se i gestori di Luce, Gas, Acqua e Telefonia fissa mettessero un loro 1% di accantonamento come fondo assicurativo e poi i Difensori civici avessero accesso al fondo per sostenere le famiglie in stato di forza maggiore economica temporanea al fine di impedire lo stacco del servizio e usando il fondo come una copertura assicurativa destinabile per il pagamento degli arretrati, non sarebbe una cosa positiva?

Basterebbe un 1%? Non saprei ma l’idea assicurativa ha sempre funzionato bene.  Si tratta solo di avere  dei dati da studiare per poi  fissare dei parametri. Accadrebbe solo di accettare un piccolo costo in più per essere assicurati in caso di imprevisti o difficoltà.

E quindi, che come promesso a mia moglie, sono qui a proporre questa soluzione. Da quando lei se ne andò stanno per passare dieci anni … 10 anni molto difficili dei quali magari parlerò in seguito, ma le esperienze che ho fatto è giusto che vengano condivise laddove portano alla individuazione dei punti critici delle nostre vite, divenute tutte più insicure e difficili rispetto a ciò che era stato in un tempo trascorso, certamente avvertito più sereno e felice rispetto ai tempi attuali.

Dunque, contro la crisi attuale economica, esistenziale e del lavoro credo davvero che ci vogliano idee, cioè proposte in grado di dare soluzioni. Intanto qui ne ho appena esposta una, piccola ma forse significativa.. E si tratta di una idea ancora inedita o quasi, che avevo pensato oltre 15 anni fa e quindi invito chi ha interesse per questi temi della tutela della persona e della sicurezza della famiglia a dire se secondo Voi può essere una idea pratica e meritevole di poter essere concretizzata per liberare da uno incubo coloro che sfortunatamente incorrono improvvisamente in problemi economici tali da non consentire di far fronte al pagamento delle utenze di base.

Dopo quanto precede vorrei continuare con l’analisi delle cose che ci spaventano e preoccupano con lo scopo di proporre ancora ulteriori analisi dei vari problemi che ci circondano accompagnate da ipotesi di soluzione, affinchè i problemi che oggi ci stanno chiudendo in  un angolo  non ci appaiano  senza uscite attraenti disponibili.

Spesso mi chiedo: “Non sarebbe bello se ogni giorno accadessero cose nuove in grado di farci vedere davanti a noi ed alle nostre famiglie un futuro con minori preoccupazioni e maggiori speranze?”  Il solo pensarlo  mi pare  una cosa buona e  stimolante,   ed il solo ostacolo che ho trovato parlando con le persone è stata quella della scoperta che quasi tutti confessano che al fondo del loro pessimismo, o loro assenza di grandi motivi di speranza, vi è un interiore senso di ineluttabilità,  che non ci siano cioè cose da poter fare e speranze da poter nutrire.

Ecco, è un po’ come se avessimo perso la capacità di sperare nel futuro, mentre  invece sarebbe più costruttivo cercare cose capaci di ridarci il sorriso nei nostri sentimenti e nelle nostre sensazioni.

Una paura generale di oggi e che andrebbe meglio analizzata è anche l’idea che ci si trovi davanti ad una crisi che deriverebbe dalla mancanza di risorse.

La attuale crisi, a parte i soldi che il sistema finanziario aveva inventato e che poi si è scoperto repentinamente che non vi erano mai stati, è piuttosto una crisi al contrario e cioè una crisi da sovrapproduzione. Un  altro punto critico lo abbiamo nella crescita demografica, ma sappiamo che accrescendo il benessere le nascite si riducono, dunque migliorare il benessere riduce le paure e riduce la crescita demografica e ci rende più sicuri e sereni. E allora, migliorare la qualità della vita e i motivi di speranza e serenità e sicurezza economica riduce il primo dei problemi e questo potrebbe rappresentare un motivo in più per spingerci a voler accrescere la qualità della vita ed a diffondere tale maggiore qualità nel mondo.

Crisi energetica? Anche questo è un problema che esiste, ma le energie pulite ci son e se le usassimo in modo organizzato e deciso funzionerebbero e come minimo potremmo ridurre i consumi di combustibili fossili di alte percentuali e la quota di abbattimento possibile non sarebbe un problema tecnico ma solo prevalentemente politico.

Perlomeno, leggendo e documentandomi mi son convinto che il problema del ritardo nello sviluppo e nella introduzione delle energie da vento e sole e simili sia solo di ordine politico e non altro. Sarebbe interessante aprire un dibattito anche su questo argomento.

Perché non possiamo in qualche modo cambiare in meglio le circostanze che ora come ora sembrano voler togliere a tutti noi il diritto a poter avere un po’ di serenità, la speranza di un lavoro ed a poter vedere davanti a noi tutti un minimo di un futuro se non immediatamente migliore almeno vivibile, con qualche possibilità di miglioramenti immaginabili anche se non ancora realizzati, ma almeno sembrino tali in futuro??

Con le nostre straordinarie capacità Italiane di inventiva e creatività non potremmo fare nostra la sfida teoricamente quasi impossibile e ritenuta tale dai più, di pensare ad un futuro migliore per tutti?

… Economicamente e finanziariamente quasi al fondo del barile come ci troviamo oggi o quasi, cosa mai ci può costare di provare da subito a cambiare tutto questo e di proporci, proprio noi Italiani come guida culturale per riportare il mondo di nuovo ai massimi livelli di cultura umanista, di sicurezza, di qualità dell’ambiente e di sistema economico in cui far vivere tutti, inclusi i cattivi maestri che ci hanno condotto in basso sino a questo punto minimo e provare invece a ritornare ad avere famigliarità con parole come felicità, sicurezza, speranza nei cuori di tutti, come parole normali e realmente corrispondenti al mondo reale in cui potremmo vivere se solo decidessimo tutti insieme di ritornare a quel mondo che pure è stato e che ora ci è sfuggito tra le dita come fa l’acqua quando da bambini provavamo a prenderla dal mare con le nostre allora piccole manine di bimbi, incantati dal mondo che imparavamo a conoscere ed vivere con gioia? Gioia, anche questa è una parola dimenticata e farla ritornare nel nostro vocabolario quotidiano è già una parte della sfida .

(Continua..)

La prossima volta, vorrei toccare anche il problema Fisco e della lotta all’evasione fiscale che sembra essere un argomento sempre attuale.
Una domanda, se hai in casa un malato in base alla Legge lo Stato dovrebbe sostenerti in tutto sino a non far pesare su di te nessun onere? Dovrebbe.. invece, a volte ti danno solo un aiutino che non basta quasi mai, e per tutto il resto necessario devi fare da solo e solo con i tuoi mezzi..
Ma non solo questo. Infatti, se ti cerchi un lavoro di notte per far su qualche soldo in più per poter pagare i costi del malato in carico, il fisco ti dice che quelli non sono costi deducibili.
Questo fatto, perlomeno rispetto alla Costituzione riguardo il “concetto della capacità contributiva” appare direttamente non legittimo.
Certamente lo Stato deve fare i suoi conti ma non tenendo conto che tassare quell’introito che servirebbe per curare un malato c’è il rischio di fargli mancare il necessario fino a farlo morire o di far morire chi prova ad assisterlo. E allora mi domando: ma questa situazione di estremo disagio in cui si trovano migliaia se non centinaia di migliaia di famiglie non si potrebbe un po’ migliorare? E non si tratterebbe di dover fare nuove leggi ma solo di applicare in modo corretto quelle che già ci sono….
Ecco di cosa vorrei parlare la prossima volta, perché l’argomento è strettamente legato al senso di serenità che è necessario diffondere tra la gente affinché questa possa essere di nuovo creativa e progettuale. Per essere felici ci vuole anche una Pubblica Amministrazione che si occupi dei cittadini in modo umano, amorevole e non persecutorio…

(testo soggetto a diritti d’autore e non riproducibile in toto o in parte senza l’autorizzazione dell’autore)

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