Commentaria

23/06/2010

art. 009 -Evasione e fisco

Per essere bollati di malvagità, essere visti male  e risultare stupidamente contro corrente basta parlare bene degli evasori.  Allora  proverò a farmi guardare male,  salvo  poi dimostrare che vi è uno spazio oscuro, che non viene quasi mai messo in mostra quando si parla di questo argomento.  Questo spazio oscuro,  preso nella seria considerazione che meriterebbe,  invece mette in evidenza come il discorso sia costantemente, come minimo, molto mal posto.

Ma prima di affrontare la questione,   è bene considerare un altro aspetto del nostro vivere,  differente ma concettualmente parallelo, che viene per lo più affrontato  esattamente con lo stesso sistema che usiamo per distinguere gli evasori  dai probi contribuenti.

Esattamente nel medesimo modo è forse sempre stato mal posto il dualismo Destra – Sinistra.

Dimentichiamo un momento la divisione  ideologica del mondo nella Seconda guerra mondiale e nel periodo della Guerra fredda, e veniamo ai soli concetti teorici  della contrapposizione delle parti.

Si parla spesso di Destra e di Sinistra come se queste due ideologie rappresentassero  i due capi estremi del mondo ideologico umano e che tutto il resto sia da mettere in mezzo tra quei due estremi.

Invece, a mio parere,   Destra e Sinistra sarebbero spesso entrambe dal medesimo lato di un ideale asse cartesiano in un grafico. Dal lato opposto potrebbe esserci molto altro di interessante, noto e significativo di cui ci si dimentica spesso l’esistenza. Questa dimenticanza genera squilibri e crisi in ogni campo dell’umano vivere.

Ai  due estremi di tale ideale asse cartesiano,  a mio avviso, sarebbe  più appropriato porre l’Assolutismo oligarchico da una parte  e dal lato opposto porre  Diritti e diritto alla felicità individuale,  rispetto della libertà degli individui,  dovere di solidarietà e rispetto degli altri e dei diversi.

La validità di questa mia teoria , che ritengo valida già da molti anni, trova sempre più quotidiana conferma, basta dare un’occhiata in giro.

Salto da una argomento ad un altro senza costrutto?  Può sembrare così, ma  il punto è che se non si diventa capaci di  spaziare contemporaneamente tra i tanti apparentemente diversi temi ed argomenti,  forse non potremo mai più  trovare  il centro dei veri problemi,  e non potremo quindi inventarci un modo efficace per poter migliorare le cose.

Ritorniamo, perciò,   al discorso sulla questione  Evasione e Fisco…

Siamo tutti d’accordo che stabilire  dei patti e poi non rispettarli  non sia corretto. Nello specifico non è corretto non rispettare i patti sia  che a trasgredire siano le imprese o i cittadini, ma altrettanto scorretto è  che a trasgredire sia il fisco stesso, o lo siano le  regole che esso stesso  impone.

Da quello che si sente dire in giro tutti i giorni, ormai, a trasgredire le regole  sarebbero quasi unicamente i cittadini,  ma questo certamente non è affatto vero!  Anche il fisco trasgredisce e/o sbaglia pesantemente e quasi tutti sappiamo quanto e con quali rischi e conseguenze letali per chi subisce. Per essere molto chiari, qui non mi riferisco ai tanti e troppi errori che il fisco forse troppo spesso, commette e non corregge, ma mi riferisco alle norme che già in se stesse in molti casi non rispecchiano nemmeno loro la Costituzione Italiana  in vigore.

Parlo della capacità contributiva prevista dalla Costituzione , e allora  mi domando  se questo valore costituzionale sia effettivamente  rispettato dalla legge ordinaria e la risposta che so io è un bel No!. Se qualcuno sa cose diverse attendo che me lo dica.

Quel valore e diritto costituzionale del cittadino definito capacità contributiva non  era rispettato per l’Ici indeducibile, non era rispettato per tutte le spese mediche vitali o di assistenza anziani anch’esse indebitamente indeducibili. Badate bene che la vita è sacra, e che fare  od omettere cose che conducono qualcuno alla morte è vietato.  E allora cosa deve fare chi non ha i soldi sufficienti per pagare queste cose che considera vitali? Deve pagare le tasse e lasciar morire l’anziano a carico o il bambino malato, oppure opta per  la salvezza di  se stesso e di coloro che dipendono dal suo lavoro,  ed allora deve necessariamente andare contro la legge e quindi non  paga le imposte sul reddito speso per le cure dei malati assistiti, perché se le pagasse i parenti bisognosi  di cure muoiono.

Ecco,  lo Stato,  i media e tutti quanti non hanno alcun  diritto di parlare genericamente di  evasione se prima non hanno perlomeno protestato tutti i giorni per questo genere di ingiustizie endemiche in Italia. Quindi se si vuole sul serio parlare di trovare il modo di disincentivare l’evasione cronica in Italia occorre rimuovere i motivi che la generano. Lo Stato sa bene che la gente a reddito medio-basso, se è ancora più o meno viva, significa che ha evaso qualcosa, ma non fa nulla per evitare di tenere le persone nella condizione di paura che questo sistema produce.

Come evade la gente comune? Con il doppio lavoro in nero e presumo, forse, con qualche pensione di invalidità,  necessaria magari a recuperare le tasse sottratte sulla pensione del nonno o sul reddito del solo componente che lavora in famiglia,  che sono poi soldi che non dovrebbero essere trattenuti in quanto necessari alle cure o alla sopravvivenza del nucleo famigliare.  Il nucleo famigliare,  spesso monoreddito, e non per scelta,  non può fare altro e si  arrangia e prova a sopravvivere come può, anche con qualche lavoro in nero,  se lo trova, e quando va bene.

In altri  Paesi  invece  accade altro: accade che chi ha redditi alti paga le imposte e che chi i redditi non li ha, o li ha minimi,  non solo non deve pagare imposte o paga solo piccole imposte. Ma se va sotto un reddito minimo sufficiente per vivere  riceve una integrazione al minimo, e se subisce una multa glie la fanno pagare in proporzione al suo vero reddito.  In quei Paesi, di solito, il fisco lavora bene e non inventa redditi altissimi a carico di gente che non ha nulla, e che non ha un lavoro effettivamente remunerativo.  In quei Paesi il fisco, se sbaglia,  si corregge e le controversie dovute ad errore non vengono, di solito,  portate avanti ad oltranza per anni e anni, per spaventare e dominare la gente,  ma si correggono e si dispiacciono del loro errore e se hanno fatto danno lo pagano subito e spontaneamente.

In questo caso,  allora si può riprendere a parlare criticamente di chi evade ma potrebbe invece pagare senza morire di fame, ma se prima le Finanze non faranno uno sforzo per tornare a poter godere della piena  fiducia che i cittadini avevano un tempo  verso di esse, il problema non sarà risolto e la gente tenterà sempre di non dover morire per poter e dover pagare tasse,  che in base alla legge non dovrebbero essere dovute per il semplice fatto che lo Stato non ha mai avuto  dalla Costituzione  alcun incarico di  potersi prendere da una famiglia i soldi che le sono indispensabili per la vita fisica stessa dei suoi componenti sani e/o malati.

E con questo breve, sentito, viscerale appunto  che credo però  condiviso da molti, e chiedo a chi nello Stato si occupa di queste cose di mettere subito in campo qualcosa di concreto che permetta a chi ha un reddito troppo basso ed inferiore alla soglia ragionevole della sopravvivenza di avere una quota esente sufficiente a poter almeno sopravvivere ed avere un tetto. Quando la gente che non ce la fa, e non ce la può fare, avrà la legge che le consente di non pagare ciò che gli è indispensabile per sopravvivere, allora sarà possibile essere efficaci contro le eventualmente residua evasione. Circa  la grande evasione, invece,  è in parte diverso, quella si può combattere quando si vuole,  purché lo si voglia veramente.

Il punto da sottolineare è infatti che vi è una certa differenza tra chi avendo reddito alto e un buon patrimonio subisca un errore del fisco e debba difendersi rispetto a chi non ha i mezzi sufficienti  per farlo. I primo può farlo senza doversene preoccupare più di tanto, ma se a subire è un povero,  allora quella persona per difendersi dal fisco  così come è oggi,  è morta .

Questo stato di cose deve finire in fretta.

(testo soggetto a diritti d’autore e non riproducibile in toto o in parte senza l’autorizzazione dell’autore)

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