Commentaria

10/12/2011

Monti contro l’iceberg dell’IMU: il rischio di affondare l’Italia

Filed under: riflessioni — M. Luisa Cinque @ 8:50 PM
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Dunque, vediamo un po’… Facciamoci due ragionamenti e cerchiamo di capire se il Gran Manovratore ha davvero ragione a puntare la bussola verso l’iceberg CASA, usando la temutissima IMU, sorella maggiore e azzoppata dell’ICI, per togliere soldi dalle tasche degli italiani “spendaccioni e benestanti”, come sono stati definiti ultimamente, e rendere l’Italia  nuovamente appetibile e interessante agli occhi dei mercati finanziari.

Ho detto che l’IMU è la sorella maggiore e azzoppata dell’ICI non a caso: maggiore perchè molto più onerosa per i contribuenti, azzoppata perchè ai Comuni andrà solo una parte degli introiti, quindi nelle casse comunali di soldi  ne resteranno  sempre pochini per garantire  servizi base decenti e sufficienti ai cittadini. Il resto va allo Stato.  Ma non basta: con l’aumento del coefficiente per il calcolo delle rendite catastali e l’aumento dell’imposizione (ovviamente, i comuni per ramazzare qualche soldo in più imporranno l’aliquota massima consentita e non certo la minima!)  per chi ha una casa si prevedono dolori di pancia, quasi a livello di colica!

Per gli anziani, pensionati al minimo o poco più,  che hanno investito nella casa i propri risparmi per garantirsi  un tetto sulla testa, l’IMU è praticamente insopportabile.

Per chi ha ereditato una casa, magari dai propri genitori, dopo aver pagato tasse di successione, notaio e balzelli vari, e aver speso dei soldi per rimetterla in ordine (il mattone ha bisogno di  manutenzione periodica e costosa) viene punito dallo Stato con una imposta maggiorata, una tassa da “ricchi”, che vanifica l’introito derivante da un eventuale affitto dell’appartamento suddetto. E doppiamente fregati sono coloro che hanno appena stipulato  o rinegoziato i contratti di locazione,  adottando la cosiddetta “cedolare secca” che a fronte di una imposizione del 21% non ti consente però di chiedere aumenti per tutta la durata del contratto, ovvero 4+4 anni.

Locare una casa è pur sempre un salto nel vuoto: non sempre capita l’inquilino per bene, ma visti i tempi, bisogna considerare che anche un inquilino onestissimo, puntuale e affidabile  potrebbe  trovarsi, da un giorno all’altro, a non poter più pagare l’affitto di casa perchè ha perso il lavoro.  Sfrattare un inquilino moroso in stato di indigenza  non è una cosa che si affronta a cuor leggero, sapendo che ciò comporta un aggravio di problemi  a  delle persone perbene ma  sfortunate.  E se un’azione di sfratto è moralmente difficile, non è una cosa facile neanche da un punto di vista pratico: c’è una procedura da seguire che richiede spese e tempo, specie se gli inquilini sono persone anziane o hanno problemi di salute. Senza contare che si crea anche una tensione tra proprietario e inquilino che mai si sarebbe generata, in circostanze normali.

Intanto, però, per lo Stato il proprietario è colui che incassa gli affitti, quindi devi pagare le tasse, anche se in realtà non vedi un cent. da mesi, se non da anni.  Con queste premesse, quale piccolo risparmiatore si azzarderà mai a comprare una casa per investimento, tanto per crearsi una rendita supplementare per la vecchiaia?

Per chi era stato invogliato ad acquistare una casa da tassi bancari ragionevoli e dell’esenzione  dall’ICI per la prima casa, ora invece se la ritrova sul groppone, aumentata selvaggiamente e in più con il mutuo da pagare e spese condominiali che lieviteranno  a dismisura (specie per quelli che hanno riscaldamento e acqua calda compresi).

E’ da prevedere, inoltre,  che purtroppo ci saranno sempre più persone che non riusciranno più a pagare il mutuo o le tasse, quindi perderanno  forzosamente il bene primario dell’abitazione. Ci saranno poi  anche coloro che,  pur di  non arrivare a queste situazioni  estreme,  cercheranno di vendere la propria abitazione, magari a prezzi stracciati. Queste abitazioni  si riverseranno in un mercato praticamente già fermo, creando un eccesso di offerta a fronte di una contrazione degli acquisti.

E’ lecito dunque  immaginare che con l’introduzione dell’IMU  il  mercato delle case subirà un tracollo, e gli affitti aumenteranno in maniera considerevole, rendendo sempre più difficile ai giovani (che attualmente rappresentano una fascia debole della società, pur possedendo le  migliori potenzialità da spendere)  il  poter pensare a mettere su casa e famiglia.

L’Italia è il paese del buon mattone. Se si blocca il settore edilizio, e il relativo indotto, sarà veramente un disastro sia economico che sociale.

Questo è bene che il prof. Monti lo sappia e ne tenga conto.  Forse non ci ha pensato, forse era distratto  dagli eventi, oppure è da ritenere che il Primo Ministro e i suoi colleghi  siano degli alieni appena sbarcati sul  nostro  grazioso ma  complicato pianetino, di cui ignorano le meccaniche, quindi propensi a fare danni, ma in assoluta buona fede. Questo è quanto voglio credere e sperare.

L’odiosa ipotesi alternativa sarebbe quella che la manovra ICI-IMU sia stata studiata a tavolino sotto la pressione di multinazionali, gruppi di affari, banche a caccia di buoni affari che avrebbero  beneficiato di tutto questo patrimonio immobiliare a prezzi stracciati, per acquisti in grande stile.  I danni che l’IMU avrebbe causato  all’Italia e ai suoi cittadini   sarebbero semplicemente degli  “inevitabili danni collaterali”.  Ciò spiegherebbe le  umanissime  lacrime della ministra Fornero…..

Quale delle due ipotesi è quella più aderente alla realtà?  Ancora un paio di giorni e lo sapremo. O meglio, lo capiremo.

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3 commenti »

  1. Complimenti a chi ha scritto l’articolo ha centrato tutte le problematiche legate al mercato immobiliare italiano.Purtroppo il futuro di noi poveri italiani e’ veramente terribile. G.R.

    Commento di Roberto Gennari — 12/12/2011 @ 5:28 PM | Rispondi

    • Grazie per l’apprezzamento e continui a seguire questo blog!
      M. Cinque

      Commento di M. Cinque — 12/12/2011 @ 6:08 PM | Rispondi

  2. Concordo con l’autrice, si sa che i nostri politici, ormai da tempo, hanno scelto la strada più semplice per fare cassa, ovvero prendere i soldi dove è più facile prenderli, ad esempio dai proprietari di case, (prime case che siano, magari dando qualche contentino come la detrazione di € 200 e per i figli a carico) piuttosto che colpire, per fare solo qualche esempio, la grande evasione o toccare gli interessi precostituiti (province a statuto speciale, chiesa-ici, politici (benefit, indennità, doppi incarichi, portaborse, numero doppio rispetto alla media europea), o lo sperpero di denaro pubblico.
    Alzare poi l’iva al 21% (e dal prossimo ottobre forse al 23%) è sicuramente il metodo più efficace per fare cassa a breve termine…ma a lungo termine?
    Esattamente come succederà con l’aver introdotto l’Imu anche sulla prima casa, metodo veloce per fare cassa subito, ma di cui credo non si siano tenuti sufficientemente conto gli effetti che questo porterà più in là.

    Commento di Andrea — 18/12/2011 @ 7:50 PM | Rispondi


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