Commentaria

12/01/2012

Che spettacolo la crisi!

Filed under: Italia,riflessioni,società — M. Luisa Cinque @ 7:26 PM
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Ieri sera guardavo Matrix. Ospite di lustro della trasmissione il dott. Attilio Befera di Equitalia, tranquillo, per nulla in imbarazzo né apparentemente preoccupato per l’inevitabile fuoco di fila di domande e contestazioni che era lecito aspettarsi gli sarebbero toccate. Invece nulla… tutto molto soft… tranne Oscar Giannino che ha provato ad alzare – senza successo – il tono moscio della trasmissione con l’esternazione del proprio disagio a dover dire che le tasse vanno pagate ad uno Stato che sicuramente non ne farà buon uso.
Gli argomenti sono stati, per sommi capi, quelli soliti e ormai desolatamente comuni a tutti i talk show, programmi di approfondimento, reportage: tasse, evasione-evasori, bliz a Cortina, pressione fiscale altissima, controlli di routine, scontrini, i suv e le Cayenne di illustri sconosciuti al Fisco, il Sud parassita e ladro, il Nord probo ed integerrimo (fino bliz contrario), lo Stato che nell’ora estrema del bisogno di cassa si appella al senso patrio delle tasche di pensionati e lavoratori dipendenti. C’è il caso di malafiscalità di cui è vittima una imprenditrice, con attività svolta per conto dello Stato, la quale si è macchiata dell’infamia di dover pagare allo Stato un debito astronomico di 5 centesimi (divenuti poi circa 60€ tra spese e more) rendendosi così meritevole della “punizione” dello Stato, il quale ha pensato bene di tutelarsi non erogando i 15.000€ che spettavano alla ditta della signora per il lavoro svolto e condannandola così a dover licenziare gli operai e al rischio di fallimento.
Non mancano gli “indispettiti benestanti” (non si può più dire la parola ricchi, è discriminante) che frignano, pur tra le trepide coccole ricevute nell’ovattata quiete di resort che il cittadino under 30.000€ lordi annui non prova neanche a immaginare, per paura che anche per i sogni ad occhi aperti possa esistere una tassa, magari poco pubblicizzata. Non ho visto tutta la trasmissione ma credo che non sia mancata l’inquadratura del poveraccio (la parola povero si può ancora dire perché non discrimina bensì accomuna) che scuotendo la testa parla di bollette, di mutuo, di tasse e di lavoro precario, e che si trova anche ad affrontare il dilemma se sia meglio riflettere in solitudine casalinga sulla propria disperazione oppure scegliere di vederla diventare spettacolo in TV…
E’ la crisi? No! E’ sempre stato così, solo che ora il divario tra ricchi e poveri è diventato talmente tangibile che non solo fa notizia: fa tanto spettacolo!
La crisi dilagante fa spettacolo perché gran parte della popolazione vi si riconosce e vi si rispecchia. E anche chi è blindato dagli effetti del mal d’italia che dilaga, vi si appassiona perché è un ottimo argomento di conversazione davanti ad un drink.
Del resto, tutto ciò che è notizia offre un goloso spunto per fare spettacolo.
A questo siamo stati abituati, e dunque non ne possiamo più fare a meno: è la banalizzazione che trasforma la realtà in alimento precotto e predigerito che viene quotidianamente utilizzato nel tentativo di sfamare il vorace buco nero dello strepito.

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1 commento »

  1. “Che spettacolo la crisi! Commentaria” in fact enables me think a somewhat extra.
    I treasured each and every particular component
    of this post. Thank you -Susannah

    Commento di http://google.com — 13/02/2013 @ 10:43 PM | Rispondi


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