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13/06/2013

art.033 – IVA e l’aumento previsto fra qualche giorno

Filed under: Italia,società — P.R.Pavia @ 7:28 PM
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IVA, tasse, crisi economica

inchiodati e fritti dalle tasse (all rights reserved)

Aumentare oggi  l’ aliquota IVA  ha solo un effetto  anti inflattivo, ma oggi, in un momento in cui non si sa proprio come far venire un po’ di necessaria inflazione (senza la quale moriremo tutti di disoccupazione) una simile mossa non può essere motivata con nulla di desiderabile e interessante.
Il Governo desidera accrescere le entrate fiscali? Per ottenere tale effetto serve ridurre le aliquote IRPEF  e ridurre anche le aliquote IVA,  oppure, se proprio ci si tiene a conservarle o accrescerle, occorre che lo scatto  percentuale del nuovo  aumento   sia interamente devoluto al comparto della solidarietà sociale.
Rendere tutti destinatari di un reddito minimo sufficiente, integrando il reddito che già hanno se non permette di vivere dignitosamente  o dando loro un reddito sufficiente da lavoro “sociale”,  se lavoro non hanno, è il solo modo esistente che sia realmente in grado di far crescere le entrate fiscali.
Non procedere in tal senso nel mondo di oggi significa: affermare di essere incapaci ed incompetenti in economia o dichiarare che si vuole ottenere una riduzione delle entrate fiscali ed un peggioramento della situazione economica.
Qui si tratta di dati acquisiti,  ed infatti ogni aumento di imposte si traduce in un numero sempre maggiore di suicidi e imprese fallite,  aumento del numero di nuovi disoccupati  e di conseguenza  minori consumi che si traducono a loro volta in nuove imprese che andranno  in crisi,  che chiudono e licenziano o delocalizzano.  Non serve aver fatto più della quinta elementare per capire che in tal modo verrà presto il momento in cui le imprese da far chiudere saranno finite; il momento in cui i posti di lavoro saranno pari a zero, il momento in cui il gettito fiscale sarà anche quello pari a zero sino a che non restando alcuna entrata ed alcun lavoro attivo non ci resterà più che di attendere di morire tutti di fame.

Preferisco fermare qui la critica e parlare ora in positivo e mostrare che vi sono speranze, ma soltanto se cambiamo modo di pensare.

Dobbiamo studiare  e poi realizzare un progetto teso a dare a tutti di che vivere ad una soglia minima, solo così l’economia si può riprendere. Altre vie non esistono e quelle che ci sono, diverse da questa  qui indicata, conducono tutte diritte verso un  ponte crollato sulle  rapide ed a una  grande cascata, dal cui fondo mai nessuno è tornato a dire cosa ci sia.
Se vogliamo evitare tale brutta fine ci conviene cambiar subito rotta. Per questo motivo, invece di alzare le aliquote dell’IVA si dovrebbe prima  stabilire quanto segue: qual è  la capacità contributiva?  Ovvero, occorre determinare il reddito minimo essenziale alla tutela della vita fisica delle persone,  un reddito minimo di base,  non tassabile, che tutti debbono poter avere e poter interamente spendere per vivere.
Dobbiamo liberalizzare l’iniziativa  lavorativa   fino al minimo non tassabile affinché chiunque possa mettersi, anche se con pochi mezzi a disposizione,  a svolgere un suo lavoro che gli consenta di mantenersi da solo.
Dobbiamo costruire e riadattare immobili dismessi del patrimonio dello Stato per trasformali in abitazioni popolari di piccola metratura da offrire a chi non ha un tetto, o non se lo può permettere,   con  un mutuo a riscatto di piccolo importo mensile che gli consenta di pagarsi nel tempo la sua casetta.
Dobbiamo garantire a tutti un tetto, e quindi non possiamo espropriare mai la prima casa, anche se essa fosse  intestata in modo indiretto per ragioni che a volte rendono questo inevitabile.
Lo Stato non ha il compito di reprimere la vita dei cittadini, ma ha solo il compito di aiutare i cittadini a vivere nel modo migliore possibile. I cittadini, dal canto loro,  hanno il compito di fare del loro meglio per rendersi autonomi ed utili a se stessi ed anche agli altri. Queste soltanto sono le regole che funzioneranno. Regole differenti non funzioneranno mai.

Se non si cambia immediatamente modo di pensare avremo l’ennesima autodistruzione dell’Umanità,  e se non si cambia subito strada, non dovremo attendere  molto tempo per vederci tutti precipitati giù dal ponte crollato che è davanti a noi.

Cambiamo indirizzo immediatamente,  formulando  un limite di reddito minimo di base indispensabile  alla  sussistenza,  e garantire tale reddito minimo a  tutti, anche a  coloro che pur lavorando non riescono a raggiungerlo, con una integrazione economica;  un tetto sulla testa accessibile e impignorabile  per tutti.

Fatto questo,  potremo tranquillamente occuparci di  tutto il resto.

(testo soggetto a diritti d’autore e non riproducibile in toto o in parte senza l’autorizzazione dell’autore)

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