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22/09/2013

art. 38 – Economia lineare, economia circolare

Filed under: riflessioni — P.R.Pavia @ 9:38 PM
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ECONOMIA LINEARE ovvero correggere gli esuberi e le mancanze prendendo dal di fuori del sistema esaminato, cioè prendendo agli altri come si è fatto sino al momento in cui è scoppiata la crisi americana nel 2008.

ECONOMIA CIRCOLARE:  Ovvero un sistema possibile oggi e non prima di oggi che prevede di compensare gli esuberi attivi e passivi di produzione risorse e consumi e liquidità compensando dentro il sistema stesso e non verso il suo esterno.

Questo  è un pensiero derivato dalla intuizione che ho avuto nel 1998, quando ho capito che i problemi della specie si sarebbero risolti solo garantendo a tutti il minimo dignitoso e vitale in cambio di dare a tutti un lavoro, e questo è sempre possibile a farsi. Questo lo si può fare con amore o per amore, ma anche per interesse e convenienza  e funziona comunque perché nel mondo di oggi non ci sono soluzioni diverse. E se la soluzione è solo una non vi è molto da discutere: o la si adotta o si finisce nella cacca ad oltranza, e non se ne esce più. Il problema non deriva da una opinione ma da un fattore matematico che risponde a regole universali dalle quali nessuno può sfuggire e dire il contrario sarebbe come pensare di poter evitare i terremoti per mezzo di una ordinanza del sindaco che li vieta: dubito che i terremoti finirebbero di accadere solo per effetto dell’ordinanza del sindaco che li vietasse “severamente”.

Così in economia non si può far altro che prendere atto che con la globalizzazione è stato eliminato “l’altro” cioè non ci sono più realmente degli “altri” cui poter togliere qualcosa per poter andare avanti noi.. No!, nella globalizzazione ogni cosa che tocchi è del mondo globalizzato, e se la rompi non rompi una cosa solo altrui,  ma ne rompi una che è anche tua. Ed è diventato inevitabile che oggi, se rompi un pezzo di questo meccanismo, è l’intero meccanismo che non funziona più,  e non solo  per gli altri ma per tutti. Quindi, per questo problema, le soluzioni adottate finora non funzionano e chiudo con un esempio.

Per salvare le Banche sono stati dati miliardi di euro alle banche, e il risultato ottenuto è che non si è risolto il problema. E’ logico che questo accadesse in quanto non serve dare il risultato del lavoro ma serve dare il lavoro che genera il risultato.

L’aiuto andava dato direttamente alle famiglie, e attraverso l’uso che ne avrebbero fatto le famiglie. alle  imprese. Le imprese non avrebbero chiuso a milioni e i consumatori non avrebbero smesso di poter consumare, il fisco non avrebbe perduto i suoi introiti e le banche non avrebbero perduto i clienti e avrebbero invece riavuto presto tutta la liquidità della quale necessitavano, e ciò non una tantum ma di nuovo in ciclo continuo proprio grazie ai depositi delle famiglie e delle imprese che avrebbero avuto il giro, il lavoro e la vita e le idee per far muovere denaro ed economia alla grande. Tutto questo avrebbe ricreato il circolo compiuto come un trenino che gira in un cerchio e dove se levi una rotaia – i poveri che non ce la fanno – è tutto il trenino che si ferma e non solo quelli che erano di passaggio sulla rotaia che è stata tolta.

(testo soggetto a diritti d’autore e non riproducibile in toto o in parte senza l’autorizzazione dell’autore)

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