Commentaria

15/10/2014

Per avere un futuro attraente serve speranza e non più dolore.

Filed under: riflessioni — P.R.Pavia @ 7:22 PM
Reprimere senza dare comunque amore,
serve unicamente a creare più dolore.
Con il dolore e con più dolore non si migliora nulla.
Per avere un futuro attraente serve speranza e non più dolore.
La speranza non si trova che nell’amore.
(P.R.P)
 
La competizione egoistica, come il trattato di Maastricht, con la concomitante derivata impossibilità di un diffuso sentimento e sistema di amore solidale istituzionalmente reso realtà tra cittadini, ma soprattutto tra lo Stato e i cittadini ed il cittadino quale individuo, sono la ragione che conduce l’individuo a dover pensare a se stesso in modo solo individuale. Non tutti fanno questo, ma a tutti costa fatica, moralmente parlando, continuare ad agire per gli altri mentre gli altri e lo Stato stesso invece agiscono in modo organizzato e potente contro di lui e lo minacciano di negargli il diritto  alla vita ed il diritto al lavoro.
Sono convinto che in un mondo in cui si venisse a scoprire di essere invece nati e di vivere in una società nella quale vi è amore istituzionalizzato, ed in cui lo Stato opera per il bene del singolo cittadino (obbligo costituzionale in Italia) fenomeni di questo genere scomparirebbero, e il mondo ritornerebbe ai suoi naturali sentimenti di comunità volta di nuovo alla vera tutela di se stessa, cosa possibile solo se lo scopo realizzato e realizzando tornasse ad essere quello costituzionale della tutela reciproca di ogni singolo.
La repressione però non è la giusta soluzione, specialmente se usata come solo mezzo correttivo degli errori di cui sopra.
Infatti la repressione non porta certamente né buoni esempi né più amore, e non li porta in quanto essendo realizzata in un mondo egoista e senza amore non sarà mai giusta e quindi alimenterà una costante crescita del numero di coloro che sceglieranno di pensare solo a se stessi e non al loro essere parte di un mondo che deve tutelare tutti.
Quindi certamente, la repressione degli errori e dei colpevoli se usata come solo mezzo correttivo del sistema, non avrà mai come effetto un miglioramento delle condizioni in cui oggi il mondo agonizza per mancanza di umanità .
Il ponte crollato è anche questo… Andando avanti su questa sola via tutti i mali cresceranno sino al punto in cui la forza del male sarà insuperabile e maggiore del potere della repressione in quanto il male sarà anche al vertice, un vertice solo repressivo che per questo sarà potente ma anche distruttivo di ogni valore.
Avremmo allora sì un ordine ed un vertice così potente da non permettere nemmeno in sogno di potersi liberare!  Avremo un vertice naturalmente così repressivo, e quindi anche così ingiusto e così privo di prospettiva e di utilità che ogni valore sarà perduto sino ad aver cosi raggiunto la fine della civiltà..
Questo è il “Ponte crollato”… Non si vincerà mai questa lotta con la repressione,  ma ci sono tanti nuovi germogli che danno anche speranza e faccio solo un piccolo esempio: conosco un’associazione che si chiama Matermagna  che si sta impegnando per ricostruire un sentimento etico-ambientale … e questo, come tanti altri esempi simili, è un esempio della rinascita che è nelle cose.
E’ vero, ogni tanto il mondo cade e sembra voler distruggere se stesso, ma così agendo, anche se non lo si vede subito, si rinnova.
Allora sì che il male distrugge, ma distrugge anche se stesso. Il male distrugge sempre se stesso, e quello che resta risorge e rigenera il bene e riapre le porte del futuro.
Quando tutti avremo appreso che dobbiamo cancellare l’idea che reprimere sia una buona soluzione, avremo compreso che tra reprimere ed amare è sempre meglio amare.
Solo quanto avremo compreso questo avremo fatto un passo ulteriore verso la via che evita  di cadere dal ponte crollato.
Se spesso anche la via dell’amore non ha funzionato e non ha prevalso sull’errore è anche per il fatto che l’amore deve venire prima del male. Se prima del male vi è amore sufficiente, il male non si genera; e se il male si generasse egualmente, allora è solo il segno che l’amore che si è offerto non era sufficiente e serve cercare nel passato dove si è mancato nel dare amore e ripristinare oggi quella carenza con un amore più grande.
Chiaro che se davanti ad un nuovo errore si punisce indulgendo di nuovo nella repressione questo evidentemente aggiungerà solo male al male e sarebbe solo nuova causa di male, e questo non avvicinerà il risultato ma contribuirà solo ad allontanarlo maggiormente.
Punizione e senso di colpa hanno un effetto positivo ed hanno un senso solo se chi ha sbagliato comprende due cose: il suo errore,  e avverte dentro di sé il desiderio di correggerlo o di riparare ad esso. Questo può cancellare nel futuro  e nel presente anche gli errori del nostro passato, e ciò può accadere solo se la società offre a chi ha sbagliato il suo amore, e lo fa sentire utile parte della grande famiglia e non un escluso e un “cattivo”  per sempre.
Offrire amore e delle vie di riparazione ed uscita è sempre meglio della repressione,  e può essere accolto da chi viene incolpato anche se e quando l’accusa nei suoi confronti sia stata ingiusta. Anche il potere può sbagliare, ma se salva e dà amore l’errore può essere accolto come incolpevole e  non intenzionale; questo permette comunque a tutti di andare avanti e di correggersi con il tempo che verrà e quindi  lascia ben sperare. Questo è fondamentale in quanto è fondamentale che ci si senta bene là dove si vive e in mezzo alle altre persona con le quali si vive.
 Piero R. Pavia
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