Commentaria

23/10/2014

EVASIONE FISCALE: UN PROBLEMA RISOLTO SE NON LA COMBATTI

Filed under: riflessioni — P.R.Pavia @ 1:07 PM

L’evasione si vince solo se non la si combatte  ma  se essa viene eliminata, e la si può eliminare solo se non la si combatte.

Combattere l’evasione non genera solo la evasione stessa, ma promuove anche la corruzione, crea paura nei cittadini e spinge le piccole imprese a chiudere o a trasferirsi all’estero. Ciò comporta che i pesci grossi con mezzi e opportunità possano difendersi, mentre i pesci piccoli sono costretti a soccombere. In tal modo si perdono un gran numero di posti di lavoro e questo genera spreco in quanto, io credo che ogni posto di lavoro perduto sia uno spreco di potenzialità, ed ogni riduzione di stipendio dei lavoratori, che già sono al minimo, non rappresenti un risparmio ma un gravissimo spreco che crea danno grave a tutti.

Soluzione: fare un nuovo patto economico e sociale con i cittadini.
Lo Stato rinuncia alla repressione in cambio di un accordo con i contribuenti: essi si impegnano a mostrare tutti i loro atti contabili reali, in cambio di questo lo Stato rinuncia alle salatissime multe e agli interessi di mora, in più, i contribuenti versano un piccolo premio assicurativo grazie al quale la P.A. garantisce di non punire gli errori meramente formali e non fa più vivere i contribuenti nella paura dello Stato.

Il termine combattere presuppone vi siano dei nemici da sconfiggere e annientare, quindi se lo Stato “combatte”  l’operato  dei propri cittadini, ciò implica che tutti i cittadini vengano considerati nemici dallo Stato. Ciò genera una situazione di perenne  paura: paura di morire se si paga, paura di morire se non si paga, e tra   tensioni, sospetti e paure, non viene permesso ai cittadini di vivere il rapporto con le istituzioni pubbliche in un clima sereno e fiducioso.

Ci sono in circolazione idee molto pericolose, il cui rimbombo continuo sui media e nelle nostre menti generano errore e ci spingono verso il disastro ed il ponte crollato, che è ormai vicinissimo davanti, sul nostro attuale percorso.
Il percorso è in forte discesa, non abbiamo i freni, non c’è nemmeno il parapetto ed alla fine vi è il ponte crollato. I freni li abbiamo eliminati, pensando di essere in salita mentre invece eravamo in discesa ed adesso non siamo più in grado di fermarci.
A spingerci verso il disastro, in realtà sono parecchie convinzioni errate. Ne elenco solo alcune:

Convinzioni veramente letali sono:

  1. l’idea che per uscire dalla crisi serva essere più competitivi è assolutamente falso o sbagliato che dir si voglia.
  2. L’idea che per uscire dalla crisi, solo da quella economica però, serva tagliare e risparmiare, è anche’essa assolutamente sbagliata. Infatti la crisi deriva dai tagli e quindi per uscire dalla crisi forse sarebbe meglio far lavorare i disoccupati, produrre di più e far crescere i margini in tutto il processo produttivo in modo che ciascuno disponga  dei mezzi per comperare prodotti e servizi e per pagare le imposte.
  3. L’idea che la crisi economica possa essere risolta occupandosi esclusivamente  di economia e finanza. Questa idea è assolutamente folle, intatti la crisi economica non è una causa ma è un effetto di altre situazioni e crisi, senza aver risolto le quali quella economica non finirà mai.
  4. L’Idea errata che sia possibile sostenere e rilanciare l’economia con artifici finanziari anziché  ridare alle persone il necessario per vivere e spendere, e che  sia necessario invece rimettere prima a posto i conti della macroeconomia. Anche questa idea è senza riscontro e non risponde in nessun caso al vero, in quanto, la causa che rende la crisi irrisolvibile è che vi sono persone che non godono dei loro diritti umani primari in modo equo,  naturale e soddisfacente,  e soprattutto che vi sono tante persone che non hanno più alcuna sicurezza né speranza di risollevarsi  e di poter trovare un lavoro. Persone che non hanno lavoro, non hanno denaro, non possono consumare e vivere e così alimentare il lavoro, sono uno spreco immenso poiché la ricchezza non viene né dal petrolio, né dal denaro ma viene dal sole e dalle menti  delle persone che hanno studiato.

Analisi in due paragrafi.

Quindi come i polipini del corallo, protagonisti di  una metafora  da me inventata (che presto pubblicherò) :

  • La crisi economica deriva dalla crisi culturale;  la crisi culturale deriva dalla cultura repressiva che pensa che punire severamente provochi  un adempimento. Nella realtà dei fatti,  quello che oggi accade è sempre di più il contrario, cioè si genera l’istinto di fuggire e di nascondersi dallo Stato;  e più si rinforzano le leggi repressive e più il PIL cala e più gli uomini perdono  in cultura.
  • Più gli uomini perdono cultura meno essi sono capaci di avere idee, e meno idee ci sono più i nostri problemi si aggravano. Alla fine  ci accorgeremo che siamo tornati ad essere dei barbari senza idee e progetti, e ci uccideremo, magari  non più con le bombe atomiche ma solo con le pietre,  ma ci faremo del male, preparando il terreno a farci di nuovo distruggere dalla natura che spesso è pericolosa ed ostile. La Natura infatti ciclicamente effettua dei cambiamenti a volte molto violenti e  tali da  modificare profondamente il proprio assetto  e l’habitat  stesso degli esseri che esso accoglie. Infatti, la Natura tende a distruggere ciclicamente ogni specie vivente che lo abbia abitato, e per salvarci abbiamo bisogno di vivere a contatto con la natura per rinforzarci, ma ci serve anche apprendere sempre più conoscenze per controllare le minacce  di una natura spesso ostile e pericolosa nei suoi effetti.

Per concludere:  non si esce dalla crisi se non si mette al centro dell’attenzione  l’ambiente, e se al centro dei diritti e del benessere non si rimette l’uomo, che ha visto il suo ruolo di centralità scalzato dallo   strapotere dell’economia poiché mai essa ha avuto mandato di centralità e prevalenza su tali diritti fondamentali e vitali, e quindi  anche di occupare il posto del diritto alla vita delle persone, degli animali e del creato.

Piero Riccardo Pavia (C)

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