Commentaria

23/10/2014

INFLAZIONE? UN PROBLEMA SOLO DEL PASSATO

Filed under: riflessioni — P.R.Pavia @ 5:30 PM

INFLAZIONE: è  effetto di un rapporto tra quantità di beni / quantità di denaro considerando in un dato momento dove non vi siano altri fattori  incidenti.
Esempio:
Hai 100 € e 100 accendini = gli accendini costano 1 €
In caso di inflazione: gli accendini sono sempre 100 ma gli euro diventano 200;  in questo caso gli accendini non costano più  1 euro  ma ne costano 2.
Cioè, in questo esempio abbiamo la quantità del bene prodotto che è statica e rigida ma quella del denaro che invece cresce, in questo caso si ha inflazione, cioè con più euro  circolanti non ci saranno più accendini ma quelli che ci sono costeranno solo di più.

  • Considerato che le risorse sono costituite sostanzialmente “dalle idee e dalle conoscenze della mente umana”
  • Considerato che le risorse materiali sono piuttosto un effetto del pensiero umano anziché un fattore solo materiale,
  • Considerato che nel mondo di oggi le conoscenze sono già cresciute e stanno ancora crescendo in modo esponenziale
  • Considerato che  tutto questo ha accresciuto anche la nostra capacità di produrre beni e risorse,

allora mi pare logico dedurre che le risorse disponibili non possano, anche loro, che crescere ancora ed ulteriormente,
in modo altrettanto esponenziale, anche oltre il nostro fabbisogno e la nostra capacità di consumo. Ed ecco perchè, anche volendo, il creare inflazione è diventato sostanzialmente impossibile. Impossibile in quanto, da almeno 15 anni a questa parte,  per quanta moneta si stampi e si immetta nel mercato, ciò che  accade subito dopo è che la quantità di  prodotto disponibile al consumo cresca molto più rapidamente, e  in misura maggiore di quanto non sia cresciuta la domanda .

In questa nuova realtà capace di sempre maggiore produzione e minore disponibilità economica dei consumatori con la relativa contrazione dei consumi, senza provvedere ad  immettere urgenti correttivi alla situazione,  era inevitabile che ben presto ci saremmo  venuti a trovare con crescenti quantità di merci invendute, gente sempre più povera e senza lavoro,  e a dover fronteggiare  il rischio del fenomeni della deflazione e non di inflazione.

Quindi, il problema dell’economia di oggi non è più quello di 40 anni fa, quando il problema era ancora quello di riuscire a produrre merce sufficiente alla domanda. Il problema di oggi è nuovo, e come detto, è quello di riuscire ad immettere in circolo denaro e creare domanda sufficienti a pareggiare l’offerta crescente di beni e servizi.
Non adeguarsi a questa necessità molto urgente si corre il rischio  di essere soffocati da troppe merci, troppa ricchezza e troppa offerta.

Questa è la causa tecnica, centrale della crisi:
troppa merce e troppa offerta disponibile e quindi troppa ricchezza tutta insieme mentre la cultura economica è rimasta al passato con l’evidente difficoltà a comprendere come affrontare il problema etico ed economico  che si sta creando, e che deve portarci a evitare la deflazione e non  l’inflazione, che, come dimostrato, oggi non può più generarsi naturalmente sino a che l’offerta supera la domanda.

In queste circostanze del tutto nuove, una insufficiente disponibilità di carta moneta nelle tasche di ogni individuo, diventa proprio l’ostacolo grave capace di mandare in crisi il sistema nel suo intero insieme. Chiaro dunque che tassare troppo, fare tagli e credere che rigore e tagli siano in se stessi cosa buona, rappresenta l’errore e non la soluzione.

Concludo quindi con il ripetere che, allo stato attuale delle cose umane, fenomeni di inflazione sono ormai impensabili, sino a che la produttività come lo è oggi, sarà maggiore del denaro disponibile per acquistare i prodotti offerti sul mercato. E questa conclusione non la si può confutare in quanto è una deduzione matematica.

Quindi, preso atto di questo, e cioè eliminato definitivamente ogni timore di inflazione, nulla vieterebbe di liberare le nostre economie dai limiti di bilancio. Una volta inquadrato e capito quanto qui precede, allora diverrebbe naturale poter di nuovo fare investimenti produttivi o immettere nuove idee e poter così mirare non al solo pareggio di bilancio, ma anche ad una seria riduzione del debito.

IL PERICOLO

La politica dei tagli e del rigore può condurre al pericolo di chiusura di troppe imprese sino a minare la nostra capacità produttiva, e se ciò continuasse, alla fine la produttività calerebbe in quanto impianti e fabbriche sarebbero abbandonati e la gente sarebbe presto o morta di fame o espatriata. Quindi non dobbiamo commettere ora l’errore fatale di distruggere le nostre capacità produttive e per evitare questo dobbiamo dare più denaro alle famiglie, ridurre le imposte e accrescere le entrate fiscali accrescendo il numero dei contribuenti diretti ed indiretti attraverso il favorire la nascita di  un gran numero di nuove imprese e di consumatori benestanti che spendono e creano ricchezza al Paese.

Permettere ai consumatori di consumare e invogliarli a farlo non è un male se gran parte di ciò che si consuma è rinnovabile.

LO SPRECO:
Chi ci ha parlato di politica necessaria di tagli e di rigore e cioè di riduzione dei consumi ha posto anche l’accento sugli sprechi ma non è mai stato poi  chiaro nel definire cosa si dovrebbe considerare come uno spreco. Spreco è una parola con più significati …..

Spreco è gettare cose che hanno ancora un valore residuo, come sono i rifiuti, quindi raccolta differenziate e recupero dei rifiuti è evitare uno spreco;

Disperdere nell’ambiente i rifiuti crea inquinamento quindi i rifuti non vanno dispersi nell’ambiente, e vanno invece raccolti, rigenerati, riciclati e riutilizzati.

spreco è anche non poter vivere dignitosamente, quindi  anche il non consumare è un modo di non vivere. Vivere è infatti, movimento e trasformazione di materia in energia e di energia in materia e in pensiero. Di conseguenza il consumo è un modo per vivere. In questa ottica, allora, consumare non è uno spreco in se stesso, e parlare di  spreco legato al  consumo, al massimo è quando si consuma male.

A volte però anche  il non consumare è uno spreco. Ciò avviene ad esempio con i raggi del sole quando non vengono sfruttati per trarne energia pulita, energia che viene così sprecata proprio non usandola. Il non usare la grande quantità di fonti di energia rinnovabile va considerato quindi un vero spreco. A poterci dare energia ci sono il mare, il vento, il sole, le fonti geotermiche. Poi ci sono certamente nuove scoperte che ancora non sono mature, ma che potrebbero diventarlo in futuro.

Accanto a tutti questi sprechi, lo spreco più grande però è resta sempre quello di non pensare e di non essere creativi.

Mi pare quindi chiaro che:

  • Il rischio di inflazione non esiste;
  • Il rischio di deflazione esiste, è pericoloso e va evitato ;
  • le risorse dipendono dalla conoscenza;
  • la cultura è quindi la prima delle risorse;
  • la disoccupazione non esisterebbe se solo ci impegnassimo a risanare l’ambiente, ottenendo così  un mondo più salubre e vivibile e anche posti di lavoro utili

Dunque combattere la deflazione, la disoccupazione l’inquinamento e il degrado ambientale sono oggi tra i compiti e temi prioritari di cui doverci occupare e credo che solo occupandoci di queste cose potremmo avere non solo buone ma anche ottime prospettive di un futuro migliore.

Oggi intorno a noi ci sono anche i rischi derivanti dalla  politica internazionale, ma anche questi potrebbero essere attenuati se gli uomini fossero capaci di darsi un progetto di futuro e un percorso che fossero così attraenti ed accattivanti da poter attrarre capitali e persone in grande quantità da ogni dove …. Se tutti fossero attratti dalla bontà del progetto e coinvolti nel forte desiderio di partecipare, questo potrebbe spingere molti ad abbandonare idee più rischiose e meno pacifiche, come il  desiderio di conflitti.

Annunci

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: