Commentaria

22/06/2014

Arrested self-proclaimed governor Gubarev turned out to be an inveterate Russian Nazi (PHOTOS)

Filed under: Estero,futuro,ponderosi pensamenti,uno sguardo al mondo — Paolo Porsia @ 6:19 PM

Arrested self-proclaimed governor Gubarev turned out to be an inveterate Russian Nazi (PHOTOS).

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19/11/2013

Proposta per salvare l’AMT di Genova

Filed under: futuro,idee,Italia — P.R.Pavia @ 9:04 PM
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Come salvare l’AMT  di Genova dalla privatizzazione, salvando la capacità di Genova di fare impresa, di avere successo e di stupire e lasciare gli altri Comuni al palo, dimostrando che non sempre conviene attendere un salvatore e che è meglio intanto cominciare a salvarsi da soli, in attesa che anche gli altri, invogliati dal nostro esempio, ci vogliano pure “copiare l’idea”, e con ciò ci seguano a ruota? E perché allora non pensare di farci anche pagare una piccola royalty per l’idea, per dare/avere così qualcosa di serio e concreto da poter offrire ai nostri concittadini meno fortunati, ai senza tetto e senza lavoro e senza pane, per far passare Genova da “Città della Lanterna” a “Città della luce” per illuminare in modo aggraziato e bello il futuro prossimo di tutti gli Italiani e non solo? Perché no, se è invece cosi bello il risultato ottenibile?
La proposta per salvare la AMT – Azienda Mobilità Trasporti della città di Genova – non ha lo scopo di conservare i suoi difetti e le sue scelte gestionali che non sempre si sono dimostrate le migliori possibili, ma vuole  salvare i posti di lavoro e il servizio pubblico alla cittadinanza, e di conseguenza  creare una opportunità per il  Comune, e rimanendo padroni della nostra città.

Il pericolo che vedo nell’eventualità di una privatizzazione  è che il servizio poi sarebbe organizzato per finalità esclusivamente  economiche e non di pubblico servizio, e una  finalità esclusivamente mercantilistica  può rendere conveniente la riduzione di personale e di  servizi indispensabili ai cittadini.
Anche i posti di lavoro, infatti,  rappresentano  un “servizio” alla città, e tagliare posti di lavoro significa togliere opportunità e reddito a tutti i cittadini. Ogni posto in meno crea la perdita di altri posti, e la catena,  se si va avanti con la idea di accrescere la competizione con la tendenza  all’azzeramento di ogni margine, non si sta dimostrando affatto la via che ci potrebbe rendere né ricchi né felici né occupati, al massimo ci assicura di poter morire di fame, il che non a tutti piace.
Dunque, se si vuole e si può, credo sia bene salvare l’ AMT come azienda pubblica a condizione che essa divenga effettivamente pubblica, cioè gestita con la finalità di essere utile ai cittadini.

Credo che avere un sistema di trasporto che funzioni egregiamente sia cosa utile per fermare il declino verso il quale ci siamo incamminati, grazie alle nuove tendenze economiche che conducono tutte verso margine zero,  e ciò, in prospettiva, significa tutti disoccupati, tasse e contributi in calo, servizi scadenti, ma poi ……?

La proposta che qui presento è questa: l’AMT mette in vendita un certo numero di biglietti a metà prezzo come si fa in una OPA,  a condizione che ad acquistare i pacchetti-biglietti offerti  si raggiunga un numero (x) di cittadini, il cui acquisto produca  una somma sufficiente a rimettere AMT in condizione di guadagnare, e fornire servizi adeguati ai Genovesi,  e che consenta agli acquirenti vantaggi utili al loro vivere quotidiano che è vieppiù reso difficile dalla mancanza di lavoro e di visione attraente del futuro.

Penso che vendere biglietti a metà prezzo per un importo di 50 € a persona, pagabili a 5 € mese, se acquistati da tante persone potrebbe dare non soltanto il risultato economico necessario, ma dimostrerebbe che Genova è città matura per inventarsi il lavoro, per far tornare la crescita con iniziative del popolo, il quale riunendosi potrebbe creare impresa e lavoro in quantità sufficiente a mostrare la via che può salvate tutto e tutti dalla crisi senza senso che è in atto.

Idea di proprietà di Piero Riccardo Pavia®
Idea utilizzabile solo dietro regolare contratto di licenza rilasciato da Piero Riccardo Pavia.

16/10/2013

art.40- Le idee per rilanciare il Paese

Filed under: futuro,idee,riflessioni,società — P.R.Pavia @ 11:21 PM
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Quanto segue lo pubblichiamo, con la relativa data originale di invio, in quanto ciò che nel testo si esponeva come motivo di preoccupazione è oggi divenuta la realtà in cui purtroppo viviamo il presente, un presente che al momento non sta migliorando in modo rassicurante e dove si continua a pensare che per migliorare servirebbe denaro che però non abbiamo e senza il quale allora non potremo mai migliorare. Se questo fosse vero, non avremmo speranze di avere ancora un futuro.

—– Original Message —–

To: Segreteria.direttoregeneraletesoro@tesoro.it

Sent: Monday, March 02, 2009 7:20 PM
Subject: Economia in crisi- analisi e proposte

Ministero del Tesoro
Cortese attenzione del  
Egr Prof. Grilli

OGGETTO Analisi e ricerca e spunti per soluzioni capaci di risolvere in modo rapido e positivo la crisi attuale.

Faccio seguito al colloquio telefonico e propositivo di alcuni giorni or sono con la sua cortese segreteria.
Ho  proposto una chiacchierata telefonica e se possibile un incontro di approfondimento e di persona .
I temi in campo sono tre:

ECONOMIA e  SOLUZIONI

Globali

Europee

Nazionali

Brevissima premessa:
OTTIMISMO? Difficile essere ottimisti….
Non va però dimenticato che la Fisica quantistica ci suggerisce di stare molto attenti al pessimismo!
Sì, in effetti, recentissime valutazioni autorevoli e riscontri  sperimentali proverebbero che tra ciò che pensiamo e ciò che accade ci sia un nesso di causa-effetto molto, ma molto più diretto di quanto non si pensasse sino ad oggi.
A conforto di ciò pare però  anche provato che i pensieri positivi siano di effetto realizzativo assai più potente di quelli negativi.
Se ciò fosse vero, però,  anche questo potrebbe non bastare più visto che oggi  tra terrore, economia, fine mese, malattie, crisi economica, violenza per le strade, errori amministrativi, pignoramenti per imposte già pagate, multe ripetute e così via,  la gente vive nella paura e come appena detto, pare che ciò sia veramente e concretamente  assai pericoloso per chi desideri invece creare e ricreare  un futuro migliore dell’oggi.
No, non intendo parlare di paranormale o di scienza estrema ed avanzata, ma  solo iniziare con una speranza.

Chiudo quindi subito questa brevissima digressione e premessa osservando che forse  la speranza che possa bastare  visualizzare un futuro migliore per riuscire più presto ad ottenerlo sia  perlomeno un buon modo per trovare un appiglio dove il crederci solo un pochino e per un solo momento può, se non , darci un attimo di serenità in più che potrebbe anche non guastare, tanto le cose vanno male anche da sole senza che noi ne parliamo troppo per aiutarle, magari proprio così a peggiorare ancora di più..

TESTO, ANALISI E  PRIME VALUTAZIONI E PROPOSTE.
Certo, non è  facile parlare di soluzioni in un campo tanto sensibile e difficile di cui in tanti si occupano. Con grande impegno ma con risultati ancora insoddisfacenti.

Si è detto:;

  1. Prima di Luglio la Banca centrale Europea, (orrore ed errore logico)  si preoccupava ancora di inflazione e alzava i tassi…
  2. Ciò avveniva…ancora quando ormai intorno era chiaro che il problema vero era l’opposto del male immaginario che si pensava di risolvere alzando i tassi, quando i tassi avrebbero dovuto già essere stati ridotti qui si parlava ancora di rialzi?
  3. ad Agosto si rendeva evidente la crisi Americana;
  4. Subito dopo si disse che era  una crisi solo Americana e solo finanziaria che non avrebbe mia toccato l’economia reale    Europea.
  5. Dopo soltanto un mese tutto questo era smentito dai fatti.

Ogni ulteriore dichiarazione ed ogni ulteriore intervento sembrano aver avuto lo stesso effetto di uno sputo su un incendio di vaste proporzioni .. cioè assolutamente nulla!
Che si fa adesso… si aspetta?  Ma si aspetta cosa?  I soccorsi, ma da chi li attendiamo se in crisi ci sono e ci siamo proprio  tutti?
In sostanza, domandiamoci un po’ una cosuccia: se oggi in molti e sempre più persone imprese e banche ed anche famiglie non sono più in grado di far fronte agli impegni, cosa potremo mai pensare di fare meglio domani se e quando:

  1. la gente che lavora sarà ancora meno di oggi,
  2. quando  i debiti saranno cresciuti e
  3. quando la merce invenduta riempirà le strade come le riempiva la spazzatura napoletana alcuni mesi or sono?
  4. E quando gradualmente con il calo delle vendite i debiti globali impagati diventeranno gradatamente insolvibili?

Ecco cosa accadrà, se non cambiamo qualcosa di fondamentale, accadrà semplicemente che ciò che non potremo fare oggi non potremo farlo a maggior ragione nemmeno domani.

PESSIMISTA? No! ma proprio per questo credo sia utile rileggere dnto in tanto la premessa e credere che vi sia la via per uscirne presto e bene, ma per poterlo realmente fare si devono rapidamente cambiare tutti i fondamentali di sempre. Nulla del passato potrà più restare o ci resterà solo la crisi e solo quella.

 

AI PROBLEMI CHE AFFLIGGONO LA NOSTRA SOCIETA’ OCCORRONO, DUNQUE,  SOLUZIONI  NUOVE RISPETTO AL PASSATO PERCHE’ ESSI NON SONO AFFATTO LEGATI  A QUESTIONI ECONOMICHE MA A BEN ALTRO DI MOLTO DIVERSO!
Sì, molto diverso da misure, disavanzi e debiti correnti.
Il sistema economico nelle sue cose e regole non ha in sé le risorse economiche disponibili sufficienti per rompere il suo cerchio ormai soffocante della crisi.
Le risorse devono quindi assolutamente venire dall’esterno, ma non verranno mai sufficienti risorse dalla sola esportazione.
Quindi se non saremo presto in grado di  far ricrescere rapidamente le economie nazionali noi diverremo nel migliore dei casi dei “dipendenti-totali”  dei consumatori stranieri che decideranno al nostro posto del nostro intero futuro e delle nostre intere economie ed anche dei nostri redditi individuali e della qualità delle nostre vite.
Veramente vogliamo demandare tutte queste cose ad altri?   Dunque, sì,  è benissimo esportare, ma non bene dipendere solo dalle sole esportazioni.

Quindi dobbiamo fare ricrescita interna assolutamente. O lo facciamo o non avremo nessun genere di futuro. Va fatto subito, e chi governa deve capire che la soluzione non sta nel risparmio, non sta nemmeno nei tagli, ma sta solo nella crescita della produzione, nella crescita dei margini e quindi la soluzione non può nemmeno risiedere  nella crescita della sola competitività.No! non può proprio  perché la competitività riduce i margini, riduce i compensi e riduce gli utili e riduce pure le imposte pagatem Qui, invece, oggi si deve puntare al far crescere gli stipendi e per far crescere gli stipendi devono crescere i margini e quindi anche gli utili di impresa, e le tasse pagate con utili maggiori saranno anche maggiori.
Ma come si farà  mai a fare questo miracolo se non abbiamo i soldi da investire, e se senza i soldi non si cresce e non si alzano i margini, e quindi si va ancora a dover fare tagli e a far crescere il debito che ad ogni taglio cresce sempre di più?
Sì, mi dispiace andare controcorrente, ma i tagli lineari a mio avviso non mi pare che possano realmente  ridurre il debito,   ma anzi lo accrescerebbero. Con la Ricetta di Monti e Fornero, infatti proprio questo è accaduto.
Ma se serve il denaro che non abbiamo, e se non possiamo fermare la crisi se non lo abbiamo, allora la crisi diverrà sempre più grave. Ma allora è questo che ci attende realmente?

LA SOLUZIONE POSSIBILE E SICURA ESISTE:

Non la troveremo nei tagli
Non la troveremo nelle tasse più alte e virtuose;
Non la troveremo nella lotta alla evasione che anzi a me pare che solo aggravi il problema;
Non la troveremo in afflusso di denaro fresco, che anche non abbiamo;

A questo punto più o meno tutti si sono arresi ed hanno concluso che allora le soluzioni non esisterebbero proprio….. Io credo che esistano!  Da dove dovrebbero venire allora le soluzioni?  Le soluzioni debbono venire solo da una fonte che è la unica fonte vera di ogni crescita e di ogni ricchezza umana.
Questa sola unica fonte sono le idee.  SOLO  LE   IDEE !!

Le IDEE di solito funzionano come creatrici originali del denaro, dalle idee si creano la fabbriche, i consumi, il piacere, il desideri del futuro e molto altro ancora. Solo dalle idee.
Quindi propongo di creare un Ministero con il compito di raccogliere le idee e di metterle in condizione di prontezza operativa per poter poi fluire in imprese e lavoro e benessere per tutti noi  Questa è la soluzione, altre non  ne esistono, e senza le idee ci resta solo un problema senza soluzioni. Questo è solo il pezzetto mentale iniziale del percorso ma è un pezzetto importante, si deve solo iniziare con qualche migliaio di idee innovative e creatrici di lavoro nuovo ed ulteriore.

Altrimenti con il tempo che passa senza far nulla di utile potremmo superare un punto ignoto di non ritorno oltre il quale non ci sono più soluzioni. Quel punto l’ho chiamato il Ponte crollato ed è meglio non arrivarci sopra visto che ora a causa dei tagli, di tagliato abbiamo ormai anche i freni…

QUESTO MESSAGGIO E’ PER I COMUNI CHE SONO INTERESSATI AD AVERE IN OFFERTA IDEE IN GRADO DI CREARVI INTORNO NUOVE FABBRICHE PER NUOVI PRODOTTI,  CHE SIGNIFICANO DI FATTO NUOVE SOLUZIONI  CHE SAREBBERO IN GRADO DI ACCRESCERE I POSTI DI LAVORO, LE VENDITE E LE ENTRATE DI TUTTI. INCLUSE LE FISCALI

LE IDEE CI SONO E CREDO CHE ORA OCCORRA  TROVARE  CHI VOGLIA METTERCI IL LAVORO NECESSARIO PER POTER RACCOGLIERLE  E  I RISULTATI CHE CONTENGONO IN LORO STESSE.

Piero Riccardo Pavia

14/09/2012

art. 26 – Cambiare le convinzioni radicate per vincere la crisi

Filed under: futuro,società — P.R.Pavia @ 6:28 PM
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1) LA CRISI NON DERIVA DAL DEBITO, MA E’ IL DEBITO CHE DERIVA DALLA CRISI

Quanto precede lo ritengo vero, e quanto ora segue, lo scrivo con l’intento di fornire una chiave per poter vedere come la crisi in atto sia l’effetto di una crisi del pensiero e di convinzioni superate e non innovate e non di una mancanza di risorse.

I problemi della economia stanno condizionando ormai negativamente tutti gli aspetti della nostra vita. Non vi è più quasi nulla che a causa della decrescita forzata in corso non sia messo in forse. La conseguente assenza di prospettive di ripresa e la assenza di ragionevoli speranze di plausibili miglioramenti, almeno per il futuro prossimo, ci preoccupa e ci toglie il respiro.

LA BUONA NOTIZIA

La buona notizia è che la crisi non deriva ancora dalla mancanza o carenza di risorse primarie.
Un esempio: Il Sole è una risorsa primaria e se si stesse spegnendo ciò costituirebbe un genere di problema che avremmo certamente serie difficoltà a poter superare.
Dunque la BUONA NOTIZIA è che la crisi non deriverebbe dalla carenza di risorse primarie ma solo da “convinzioni”[1] e quindi da opinioni che sarebbero ora superate e da cambiare.

Capire come sia vero che non è la Crisi che deriva dal debito ma è il debito che deriva dalla Crisi è cambiare una convinzione che viene data attualmente  per scontata, ma che non solo scontata non è ma che è invece profondamente e totalmente sbagliata.

2) NON CI VOGLIONO SOLDI PER FAR PARTIRE LA RISCRESCITA IN QUANTO E’ LA RICRESCITA CHE E’ ASSOLUTAMENTE NECESSARIA PER FARE I SOLDI..

Anche qui siamo davanti ad una convinzione e ad una convinzione assolutamente diffusa e considerata anche questa del tutto pacifica, ma dove se è vero, come credo sia vero, che essa sia sbagliata e vada rovesciata, allora cambia tutta la prospettiva:

quanto pareva possibile diventa quasi inutile;
quanto credevamo difficile diventa invece quasi facile;
Qual è la risposta allora? …..

Occorre impegnarsi a trovare altro,  ma cosa allora?  Servono idee nuove .

Seguendo il ragionamento portato avanti sui due punti precedenti si potrebbe dire:

a) NON SI DEVE LAVORARE PER RIDURRE IL DEBITO MA SI DEVE LAVORARE PER CONTENERE IL DEBITO E SANARLO CON LA CRESCITA E NON CON I TAGLI;

b) SI DEVONO GENERARE NUOVE IDEE PER CREARE CRESCITA DALLA INNOVAZIONE E DALLA CONSEGUENTE GENERAZIONE DI POSTI DI LAVORO.

….. Non è tutto qui, ma questo è secondo me un buon inizio per far capire che è un grave errore ripetere la solita frase (sbagliata) che si sente dire ovunque: “Questa è la realtà e occorre farsene una ragione”… Invece, semmai, si dovrebbe dire: “Questa è la realtà che non ci soddisfa e non funziona” e partire di lì per costruire il futuro.

Allora cerchiamo di capire dove e perché non funziona questa realtà non ci piace  e poi cambiamola in una realtà che funzioni.

Ciò che va fatto è quindi di inventare ogni giorno la nuova realtà che ci piace e che ci serve in modo che funzioni e ci fornisca ciò che ci soddisfa, che ci può rendere più sicuri e che ci può offrire un buon o migliore futuro. Il resto che non ci serve più andrebbe semplicemente abbandonato e cioè, in seguito alla nuova opinione, non sarà più una convinzione corrente ed attiva.

Solo così si rigenera il futuro creando ciò che manca.

Abbiamo imparato a coprirci per poter sopravvivere in climi freddi a noi ostili ed avere così più territorio da cui trarre più energia, alimenti e conseguente crescita;
Abbiamo inventato la ruota per spostare i pesi con minor fatica…. Allora, oggi che abbiamo il massimo del potere della conoscenza e della tecnica che mai l’uomo abbia posseduto nella sua storia conosciuta, perché mai non dovremmo essere capaci di trovare nuove risorse non inquinanti, di inventare nuovi modi per creare occupazione e nuovi modi per creare un sistema economico in grado di restare in equilibrio in modo duraturo?

Fare questo non può essere considerato allora come più difficile dello sforzo che fu fatto per inventare la ruota o per imparare a possedere la capacità di generare e accudire il fuoco. Ma se ci siamo riusciti allora perché non dovremmo riuscire oggi? Dunque, possiamo ma dobbiamo cambiare le nostre opinioni e non solo quelle qui indicate come esempio, ma molte altre .

Continua… alla ricerca di idee utili a creare soluzioni a partire dal bisogno di inventare nuovi posti di lavoro e con ciò anche una riduzione del debito ed una ricrescita dell’economia.

Piero R. Pavia ®

————–

[1] E’ nelle convinzioni che ciascuno di noi ha dentro di sè che si trovano sia i problemi  che le soluzioni per poterli risolvere, e spesso per rendere possibili le soluzioni non servirebbe altro che cambiare le proprie convinzioni. Per chi volesse approfondire il tema delle convinzioni, appena mi sarà possibile compatibilmente  con il mio fattore tempo a disposizione,  penso di citare alcuni testi che potrebbero essere interessanti da leggere circa le convinzioni, la loro importanza e come esse siano in grado di creare realtà diverse quando vengono cambiate.

(testo soggetto a diritti d’autore e non riproducibile in toto o in parte senza l’autorizzazione dell’autore)

07/08/2012

art. 022 – Crescita è meglio di rigore

La grande idea: fregare le case petrolifere usando la macchina senza carburante percorrendo solo strade in discesa!

Francamente non so se funzionerebbe ma lì per lì mi era parsa una bella idea. Più o meno come quella di usare il rigore per far funzionare l’economia!

Sono veramente preoccupato di quanto si è nuovamente ascoltato proprio questa sera dai commenti della politica. Dopo aver ascoltato di nuove decisioni quali riduzione di letti negli ospedali e risparmi vari, ho anche sentito diversi autorevoli personaggi della politica approvare e suggerire ulteriori risparmi e tagli, sostenedo che ciò potrebbe liberare delle risorse destinabili poi a qualche genere di investimento  per favorire la crescita.

Ma come si possa credere che effettuando i tagli non diminuiscano anche le entrate, questo proprio non si riesce a capire. Infatti, ad ogni taglio corrisponde sempre una diminuzione di entrate che di solito è maggiore dell’importo del taglio stesso.

Con i tagli diminuiscono le entrate e alla fine, se tutto va bene, ci si ritrova come prima, ma con un danno all’economia che produrrà ulteriori effetti negativi successivamente. Infatti il debito pubblico aumenta e anche la recessione e presto non ci saranno più risorse disponibili su cui contare per pagare l’accrescimento del debito provocato dai tagli.

Dunque, pensare  di migliorare l’economia solo con i tagli senza crescita maggiore dei tagli  sarebbe come sostenere di poter fare il giro del mondo in auto senza carburante ma usando il veicolo solo percorrendo strade in discesa. Ecco, questo  non sarebbe possibile come non è possibile liberare risorse con i tagli, perchè matematicamente non funzionano e rappresentano solo una illusione.

Non vi sono commenti ulteriori da fare perchè è così che sta succedendo.

Chiudo dicendo che bisogna sollevare l’economia solo con nuova crescita e che la nuova crescita sarebbe una illusione poterla creare solo con il denaro. Il denaro non crea la crescita ma ne è solo un effetto: quello che ci vuole  sono le idee.   Idee per un nuovo modello di sviluppo,  idee per accrescere il margine commerciale delle imprese e delle industrie per creare lo spazio economico necessario a poter pagare gli stipendi che poi serviranno a sostenere le industrie  attraverso i consumi. Consumi che  produrranno un flusso di ritorno alle imprese  dal quale  il denaro tornerà alle banche ed all’erario  riportando equilibrio sia nei conti degli stati  sia nel sistema finanziario, azzerando la crisi..Solo così il ciclo ritorna completo e funzionante.

Le idee ci sarebbero già, e ne possiamo parlare in seguito.

Dunque basta solo iniziare a realizzarle e la crisi sarebbe presto dimenticata perchè, eliminando la politica dei tagli che ne è diventata la prima causa,  essa scomparirebbe. Quanto ho appena scritto appare evidentemente in conflitto totale con quanto si sta dicendo e facendo adesso.

Mi farebbe piacere ricevere critiche e risposte per avere un contraddittorio sul tema e sapere da che parte sta la ragione arrivandoci con la partecipazione e il consenso di tante persone

(testo soggetto a diritti d’autore e non riproducibile in toto o in parte senza l’autorizzazione dell’autore)

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