Commentaria

19/11/2013

Proposta per salvare l’AMT di Genova

Filed under: futuro,idee,Italia — P.R.Pavia @ 9:04 PM
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Come salvare l’AMT  di Genova dalla privatizzazione, salvando la capacità di Genova di fare impresa, di avere successo e di stupire e lasciare gli altri Comuni al palo, dimostrando che non sempre conviene attendere un salvatore e che è meglio intanto cominciare a salvarsi da soli, in attesa che anche gli altri, invogliati dal nostro esempio, ci vogliano pure “copiare l’idea”, e con ciò ci seguano a ruota? E perché allora non pensare di farci anche pagare una piccola royalty per l’idea, per dare/avere così qualcosa di serio e concreto da poter offrire ai nostri concittadini meno fortunati, ai senza tetto e senza lavoro e senza pane, per far passare Genova da “Città della Lanterna” a “Città della luce” per illuminare in modo aggraziato e bello il futuro prossimo di tutti gli Italiani e non solo? Perché no, se è invece cosi bello il risultato ottenibile?
La proposta per salvare la AMT – Azienda Mobilità Trasporti della città di Genova – non ha lo scopo di conservare i suoi difetti e le sue scelte gestionali che non sempre si sono dimostrate le migliori possibili, ma vuole  salvare i posti di lavoro e il servizio pubblico alla cittadinanza, e di conseguenza  creare una opportunità per il  Comune, e rimanendo padroni della nostra città.

Il pericolo che vedo nell’eventualità di una privatizzazione  è che il servizio poi sarebbe organizzato per finalità esclusivamente  economiche e non di pubblico servizio, e una  finalità esclusivamente mercantilistica  può rendere conveniente la riduzione di personale e di  servizi indispensabili ai cittadini.
Anche i posti di lavoro, infatti,  rappresentano  un “servizio” alla città, e tagliare posti di lavoro significa togliere opportunità e reddito a tutti i cittadini. Ogni posto in meno crea la perdita di altri posti, e la catena,  se si va avanti con la idea di accrescere la competizione con la tendenza  all’azzeramento di ogni margine, non si sta dimostrando affatto la via che ci potrebbe rendere né ricchi né felici né occupati, al massimo ci assicura di poter morire di fame, il che non a tutti piace.
Dunque, se si vuole e si può, credo sia bene salvare l’ AMT come azienda pubblica a condizione che essa divenga effettivamente pubblica, cioè gestita con la finalità di essere utile ai cittadini.

Credo che avere un sistema di trasporto che funzioni egregiamente sia cosa utile per fermare il declino verso il quale ci siamo incamminati, grazie alle nuove tendenze economiche che conducono tutte verso margine zero,  e ciò, in prospettiva, significa tutti disoccupati, tasse e contributi in calo, servizi scadenti, ma poi ……?

La proposta che qui presento è questa: l’AMT mette in vendita un certo numero di biglietti a metà prezzo come si fa in una OPA,  a condizione che ad acquistare i pacchetti-biglietti offerti  si raggiunga un numero (x) di cittadini, il cui acquisto produca  una somma sufficiente a rimettere AMT in condizione di guadagnare, e fornire servizi adeguati ai Genovesi,  e che consenta agli acquirenti vantaggi utili al loro vivere quotidiano che è vieppiù reso difficile dalla mancanza di lavoro e di visione attraente del futuro.

Penso che vendere biglietti a metà prezzo per un importo di 50 € a persona, pagabili a 5 € mese, se acquistati da tante persone potrebbe dare non soltanto il risultato economico necessario, ma dimostrerebbe che Genova è città matura per inventarsi il lavoro, per far tornare la crescita con iniziative del popolo, il quale riunendosi potrebbe creare impresa e lavoro in quantità sufficiente a mostrare la via che può salvate tutto e tutti dalla crisi senza senso che è in atto.

Idea di proprietà di Piero Riccardo Pavia®
Idea utilizzabile solo dietro regolare contratto di licenza rilasciato da Piero Riccardo Pavia.

16/10/2013

art.40- Le idee per rilanciare il Paese

Filed under: futuro,idee,riflessioni,società — P.R.Pavia @ 11:21 PM
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Quanto segue lo pubblichiamo, con la relativa data originale di invio, in quanto ciò che nel testo si esponeva come motivo di preoccupazione è oggi divenuta la realtà in cui purtroppo viviamo il presente, un presente che al momento non sta migliorando in modo rassicurante e dove si continua a pensare che per migliorare servirebbe denaro che però non abbiamo e senza il quale allora non potremo mai migliorare. Se questo fosse vero, non avremmo speranze di avere ancora un futuro.

—– Original Message —–

To: Segreteria.direttoregeneraletesoro@tesoro.it

Sent: Monday, March 02, 2009 7:20 PM
Subject: Economia in crisi- analisi e proposte

Ministero del Tesoro
Cortese attenzione del  
Egr Prof. Grilli

OGGETTO Analisi e ricerca e spunti per soluzioni capaci di risolvere in modo rapido e positivo la crisi attuale.

Faccio seguito al colloquio telefonico e propositivo di alcuni giorni or sono con la sua cortese segreteria.
Ho  proposto una chiacchierata telefonica e se possibile un incontro di approfondimento e di persona .
I temi in campo sono tre:

ECONOMIA e  SOLUZIONI

Globali

Europee

Nazionali

Brevissima premessa:
OTTIMISMO? Difficile essere ottimisti….
Non va però dimenticato che la Fisica quantistica ci suggerisce di stare molto attenti al pessimismo!
Sì, in effetti, recentissime valutazioni autorevoli e riscontri  sperimentali proverebbero che tra ciò che pensiamo e ciò che accade ci sia un nesso di causa-effetto molto, ma molto più diretto di quanto non si pensasse sino ad oggi.
A conforto di ciò pare però  anche provato che i pensieri positivi siano di effetto realizzativo assai più potente di quelli negativi.
Se ciò fosse vero, però,  anche questo potrebbe non bastare più visto che oggi  tra terrore, economia, fine mese, malattie, crisi economica, violenza per le strade, errori amministrativi, pignoramenti per imposte già pagate, multe ripetute e così via,  la gente vive nella paura e come appena detto, pare che ciò sia veramente e concretamente  assai pericoloso per chi desideri invece creare e ricreare  un futuro migliore dell’oggi.
No, non intendo parlare di paranormale o di scienza estrema ed avanzata, ma  solo iniziare con una speranza.

Chiudo quindi subito questa brevissima digressione e premessa osservando che forse  la speranza che possa bastare  visualizzare un futuro migliore per riuscire più presto ad ottenerlo sia  perlomeno un buon modo per trovare un appiglio dove il crederci solo un pochino e per un solo momento può, se non , darci un attimo di serenità in più che potrebbe anche non guastare, tanto le cose vanno male anche da sole senza che noi ne parliamo troppo per aiutarle, magari proprio così a peggiorare ancora di più..

TESTO, ANALISI E  PRIME VALUTAZIONI E PROPOSTE.
Certo, non è  facile parlare di soluzioni in un campo tanto sensibile e difficile di cui in tanti si occupano. Con grande impegno ma con risultati ancora insoddisfacenti.

Si è detto:;

  1. Prima di Luglio la Banca centrale Europea, (orrore ed errore logico)  si preoccupava ancora di inflazione e alzava i tassi…
  2. Ciò avveniva…ancora quando ormai intorno era chiaro che il problema vero era l’opposto del male immaginario che si pensava di risolvere alzando i tassi, quando i tassi avrebbero dovuto già essere stati ridotti qui si parlava ancora di rialzi?
  3. ad Agosto si rendeva evidente la crisi Americana;
  4. Subito dopo si disse che era  una crisi solo Americana e solo finanziaria che non avrebbe mia toccato l’economia reale    Europea.
  5. Dopo soltanto un mese tutto questo era smentito dai fatti.

Ogni ulteriore dichiarazione ed ogni ulteriore intervento sembrano aver avuto lo stesso effetto di uno sputo su un incendio di vaste proporzioni .. cioè assolutamente nulla!
Che si fa adesso… si aspetta?  Ma si aspetta cosa?  I soccorsi, ma da chi li attendiamo se in crisi ci sono e ci siamo proprio  tutti?
In sostanza, domandiamoci un po’ una cosuccia: se oggi in molti e sempre più persone imprese e banche ed anche famiglie non sono più in grado di far fronte agli impegni, cosa potremo mai pensare di fare meglio domani se e quando:

  1. la gente che lavora sarà ancora meno di oggi,
  2. quando  i debiti saranno cresciuti e
  3. quando la merce invenduta riempirà le strade come le riempiva la spazzatura napoletana alcuni mesi or sono?
  4. E quando gradualmente con il calo delle vendite i debiti globali impagati diventeranno gradatamente insolvibili?

Ecco cosa accadrà, se non cambiamo qualcosa di fondamentale, accadrà semplicemente che ciò che non potremo fare oggi non potremo farlo a maggior ragione nemmeno domani.

PESSIMISTA? No! ma proprio per questo credo sia utile rileggere dnto in tanto la premessa e credere che vi sia la via per uscirne presto e bene, ma per poterlo realmente fare si devono rapidamente cambiare tutti i fondamentali di sempre. Nulla del passato potrà più restare o ci resterà solo la crisi e solo quella.

 

AI PROBLEMI CHE AFFLIGGONO LA NOSTRA SOCIETA’ OCCORRONO, DUNQUE,  SOLUZIONI  NUOVE RISPETTO AL PASSATO PERCHE’ ESSI NON SONO AFFATTO LEGATI  A QUESTIONI ECONOMICHE MA A BEN ALTRO DI MOLTO DIVERSO!
Sì, molto diverso da misure, disavanzi e debiti correnti.
Il sistema economico nelle sue cose e regole non ha in sé le risorse economiche disponibili sufficienti per rompere il suo cerchio ormai soffocante della crisi.
Le risorse devono quindi assolutamente venire dall’esterno, ma non verranno mai sufficienti risorse dalla sola esportazione.
Quindi se non saremo presto in grado di  far ricrescere rapidamente le economie nazionali noi diverremo nel migliore dei casi dei “dipendenti-totali”  dei consumatori stranieri che decideranno al nostro posto del nostro intero futuro e delle nostre intere economie ed anche dei nostri redditi individuali e della qualità delle nostre vite.
Veramente vogliamo demandare tutte queste cose ad altri?   Dunque, sì,  è benissimo esportare, ma non bene dipendere solo dalle sole esportazioni.

Quindi dobbiamo fare ricrescita interna assolutamente. O lo facciamo o non avremo nessun genere di futuro. Va fatto subito, e chi governa deve capire che la soluzione non sta nel risparmio, non sta nemmeno nei tagli, ma sta solo nella crescita della produzione, nella crescita dei margini e quindi la soluzione non può nemmeno risiedere  nella crescita della sola competitività.No! non può proprio  perché la competitività riduce i margini, riduce i compensi e riduce gli utili e riduce pure le imposte pagatem Qui, invece, oggi si deve puntare al far crescere gli stipendi e per far crescere gli stipendi devono crescere i margini e quindi anche gli utili di impresa, e le tasse pagate con utili maggiori saranno anche maggiori.
Ma come si farà  mai a fare questo miracolo se non abbiamo i soldi da investire, e se senza i soldi non si cresce e non si alzano i margini, e quindi si va ancora a dover fare tagli e a far crescere il debito che ad ogni taglio cresce sempre di più?
Sì, mi dispiace andare controcorrente, ma i tagli lineari a mio avviso non mi pare che possano realmente  ridurre il debito,   ma anzi lo accrescerebbero. Con la Ricetta di Monti e Fornero, infatti proprio questo è accaduto.
Ma se serve il denaro che non abbiamo, e se non possiamo fermare la crisi se non lo abbiamo, allora la crisi diverrà sempre più grave. Ma allora è questo che ci attende realmente?

LA SOLUZIONE POSSIBILE E SICURA ESISTE:

Non la troveremo nei tagli
Non la troveremo nelle tasse più alte e virtuose;
Non la troveremo nella lotta alla evasione che anzi a me pare che solo aggravi il problema;
Non la troveremo in afflusso di denaro fresco, che anche non abbiamo;

A questo punto più o meno tutti si sono arresi ed hanno concluso che allora le soluzioni non esisterebbero proprio….. Io credo che esistano!  Da dove dovrebbero venire allora le soluzioni?  Le soluzioni debbono venire solo da una fonte che è la unica fonte vera di ogni crescita e di ogni ricchezza umana.
Questa sola unica fonte sono le idee.  SOLO  LE   IDEE !!

Le IDEE di solito funzionano come creatrici originali del denaro, dalle idee si creano la fabbriche, i consumi, il piacere, il desideri del futuro e molto altro ancora. Solo dalle idee.
Quindi propongo di creare un Ministero con il compito di raccogliere le idee e di metterle in condizione di prontezza operativa per poter poi fluire in imprese e lavoro e benessere per tutti noi  Questa è la soluzione, altre non  ne esistono, e senza le idee ci resta solo un problema senza soluzioni. Questo è solo il pezzetto mentale iniziale del percorso ma è un pezzetto importante, si deve solo iniziare con qualche migliaio di idee innovative e creatrici di lavoro nuovo ed ulteriore.

Altrimenti con il tempo che passa senza far nulla di utile potremmo superare un punto ignoto di non ritorno oltre il quale non ci sono più soluzioni. Quel punto l’ho chiamato il Ponte crollato ed è meglio non arrivarci sopra visto che ora a causa dei tagli, di tagliato abbiamo ormai anche i freni…

QUESTO MESSAGGIO E’ PER I COMUNI CHE SONO INTERESSATI AD AVERE IN OFFERTA IDEE IN GRADO DI CREARVI INTORNO NUOVE FABBRICHE PER NUOVI PRODOTTI,  CHE SIGNIFICANO DI FATTO NUOVE SOLUZIONI  CHE SAREBBERO IN GRADO DI ACCRESCERE I POSTI DI LAVORO, LE VENDITE E LE ENTRATE DI TUTTI. INCLUSE LE FISCALI

LE IDEE CI SONO E CREDO CHE ORA OCCORRA  TROVARE  CHI VOGLIA METTERCI IL LAVORO NECESSARIO PER POTER RACCOGLIERLE  E  I RISULTATI CHE CONTENGONO IN LORO STESSE.

Piero Riccardo Pavia

12/04/2013

“Nessuna paura che mi calpestino. Calpestata, l’erba diventa un sentiero”

Filed under: idee,Italia,riflessioni,società — Paolo Porsia @ 6:24 PM

dal sito di Primocanale
Genova – Tutto esaurito ieri alla libreria Feltrinelli di Genova per un incontro con lo scrittore Roberto Saviano.
Roberto Saviano

L’incontro era stato organizzato per la presentazione del suo ultimo romanzo, ‘Zero Zero Zero’, dedicato al potere della cocaina nel mondo. Saviano vi ha lavorato per 7 anni. Per l’occasione centinaia di persone hanno voluto essere presenti, tra cui don Andrea Gallo. Moltissime le persone rimaste fuori dalla libreria. Adottate particolari misure di sicurezza. Saviano da anni vive sotto scorta.

Credo che comprerò il libro di Roberto Saviano “Zero Zero Zero”. Saviano ha reso questo giovedì sera sebbene per me scomodo (stare in piedi un ora fuori mentre i VIP dentro erano accomodati nel salottino di Feltrinelli) come una delle cose da ricordare di questa settimana.
Quando parla non lo senti, lo ascolti. E questa la differenza fra un cantastorie ed un Profeta. E Saviano è UN PROFETA DISARMATO ma…Molto più pericoloso di quanto si voglia far credere.
Non storcano il naso i miei amici di centro destra, alla fine dopo le polemiche l’affare Belsito e il “Cerchio Magico” della Azienda Familiare Bossi ha dimostrato una cosa: che Saviano diceva la verità e la diceva da AMICO.
Ma al di là delle miserie nostrane il racconto che fa Saviano è da fare rizzare i capelli e da rovesciare tutte le nostre categorie: NON sono i MAFIOSI a essere i REGGICODA dei CAPITALISTI ma sono i CAPITALISTI ad esser il REGGICODA DEL MOLOCH del NARCOTRAFFICO…Think About it…
Basta solo pensare al paragone che Saviano stesso fa ” se l’anno scorso avessi investito 1000 euro in Apple alla fine dell’anno mi sarei trovato con 1600 euro; gli stessi 1000 euro investiti nella Coca rendono alla fine dell’anno 182.000 euro

10/12/2011

art. 014 – La scommessa? La crisi che non c’è!

Il presidente Monti non poteva fare nulla di diverso rispetto a quanto sta tentanto di fare,  in quanto ogni sistema ha delle convinzioni e delle opzioni a cui uniformarsi,  e nel sistema economico e ideologico mondiale attuale grandi misure ad ampio respiro non si possono mettere in campo. Misure, cioè,  in grado di risolvere realmente questa crisi,  una crisi che quasi nessuno pare abbia capito da dove arriva.

Questa crisi si chiarisce con un esempio tratto da una favola e personaggi per bambini, ma assolutamente puntuale per adulti: ricordate Cenerentola? Non aveva soldi, non aveva vestiti, non aveva un mezzo di locomozione perciò non poteva andare al ballo.

Il sogno costante dell’Uomo affamato, che fino alla fine dell’800 e primi del Novecento lavorava anche se malato, stanco, vecchio o bambino,   e  moriva di fame lo stesso, oggi si può dire che sia  stato esaudito. La Fatina di Cenerentola rappresenta  il sogno realizzato, solo nella fantasia, per consolare la necessità di una umanità senza speranze economiche e di giustizia sociale. La Fatina rappresenta quindi la soluzione.   E’ molto  facile fare carrozze con una bacchetta magica da una zucca.  La favola ha un lieto fine: Cenerentola va al ballo, incontra il principe, lo sposa e vissero insieme felici e contenti.  Ma proviamo ad  immaginare il seguito della favola, e di come, di lì in avanti  le fabbriche di abbigliamento e di carrozze abbiano chiuso i battenti e la loro lavoranti siano rimasti senza lavoro.   Impossibile per costoro resistere,  per costi e tempi di produzione,  alla concorrenza della bacchetta magica della fatina.

C’è stata una bacchetta magica anche per noi ed è questo è il motivo per cui esiste la crisi da almeno 20 anni. Quanto è accaduto durante questi 20 anni è costituito solo da tentativi, tutti inevitabilmente falliti, di mantenere in piedi il sistema, senza considerare che ora vi era una bacchetta magica a scandire i tempi e l’economia.

L’attuale, quindi, non è  una crisi uguale a tutte quelle  vissute dall’umanità fino alla fine dell’ 800 in cui a mancare erano le risorse. Adesso siamo in una crisi in cui a mancare sono i compensi ai cittadini, indispensabili a mantenere un livello di consumi e di remunerazione del lavoro sufficiente a mantenere in vita le imprese e i posti di lavoro.

La crisi che ha colpito tutto l’occidente, quindi,  è tale solo perché chi cerca di gestirla non la capisce, non la conosce, non sa da cosa sia nata,  e soprattutto non sa come correggerne gli effetti perchè ha stabilito  aprioristicamente e rigidamente  di cercarne le  soluzioni esclusivamente in comportamenti già sperimentati e adottati nel passato. Regola ferrea: non pensare e non fare nulla di nuovo.

Poichè  per problemi nuovi occorrono soluzioni nuove,  lasciare il potere delle scelte ad un insieme di professori che, per principio,  ha stabilito che non farà mai cose nuove, è ovvio che porterà alla catastrofe certa.   Resta però chiaro  che le sofferenze e la conseguente catastrofe non sono assolutamente necessarie, sono fuori campo;  le soluzioni sono altrove ma sono state vietate per  miopia.

Difficile infatti trovare soluzione a problemi che si ignorano totalmente nelle loro cause fondamentali. Quindi o il sistema viene totalmente cambiato, a partire dalle opinioni che oggi tutti hanno, e che vanno interamente e tutte cambiate, oppure costoro (insieme a tutti gli altri che la pensano come loro, e che sono quindi in errore totale e certo)  proprio non potranno fare niente di diverso che lasciar cadere il sistema verso l’altra opzione disponibile, ovvero quella che rappresenta il peggiore degli scenari possibili.  Questa seconda opzione, che diventerà inevitabile  e travolgente se non si cambiano le opinioni e le convinzioni, purtroppo è  solo la guerra. Non occorre spiegare come: chiunque capisce che la somma dei comportamenti e degli effetti,  se,  come detto, non si cambia tutto il modo di pensare, non può che portare a questo epilogo tragico e stupido, perchè in questa fase le persone intelligenti sanno che vi è molto di più da guadagnare in potere e ricchezza a scegliere di cambiare il mondo, cambiando il pensiero corrente  piuttosto che distruggerlo con una guerra che non lascerebbe vincitori, e dove nessuno guadagnerebbe nulla.

Ora il sistema, non avendo capito assolutamente nulla della crisi in atto, si sta semplicemente ritirando dietro le mura del cerchio più interno del suo castello con lo scopo duplice di resistere il più a lungo possibile,  esponendo ai colpi più duri le parti deboli della sua socie. Con commoventi lacrime si è deciso di lasciar  pagare il conto ai più deboli, pensando così di poter salvare una parte quando l’ovvietà e l’ovvio sanno che o si salva tutto o non si salva niente.

Ritirarsi nella cittadella, abbandonando le parti più deboli alla strage non può portare ad una vittoria di nessuno perchè nessuno può economicamente sopravvivere alla perdita di miliardi di idee, vite umane e clienti. Il sistema pare ormai consapevole di non avere soluzioni al di la della guerra e della rinascita dopo la guerra, sempre che  una guerra lasci però  una possibilità di rinascita, il che oggi non è detto.

Credere però che per queste scelte, e solo per queste, chi ci governa sia cattivo sarebbe l’errore peggiore, perché in tal modo si creerebbe un conflitto sterile, invece la sola possibilità che abbiamo per evitare il finale di cui sopra è avere fede e capire che la crisi non è economica ma solo di  evidente cecità. In sostanza, quello che vorrei dire è che,  in realtà,  abbiamo più soluzioni disponibili, più risorse disponibili, più possibilità di quante mai l’umanità abbia avuto in tutta la storia conosciuta sino ad ora.

La soluzione esiste, è facile e disponibile;  serve solo capire e poi la crisi sarebbe già sostanzialmente risolta,  e questo sarebbe nell’interesse di tutti. Con un simile approccio è possibile mandare a braccetto e senza più conflitto anche i  NoGlobal e i G8.

E’ una idea equilibrata che parte da una sola idea di base, che può essere difficile all’inizio da capire perchè le convinzioni stratificate ereditate dal passato vanno cambiate,  e questo può essere inizialmente faticoso.  Il bisogno generale derivato dal momento difficilissimo per tutti, e dove nessuno ha colpa, perchè nessuno ha intenzione di aggravbare la situazione, può esserci d’aiuto perchè la disperazione di non avere soluzioni convincenti può convincerci più facilmente a provare una strada nuova.

Sono convinto che già dai primi risultati iniziali di questo cambio di opinioni si avrtebbero risultati così convincenti  da essere in grado di rassicurarci tutti sul fatto di aver intrapreso una via più tranquillizzante e sicura di quella precendente e dove la precedente ha perso la sua precedente validità perchè non esiste più il mondo per il quale andava bene ma esiste un mondo nuovo che per andare bene ha solo bisogno di questo cambiamento che consiste nel mettere l’Uomo al centro e quindi  di garantire gradualmente a tutti il minimo necesssario alla sopravvivenza  e ad una vita dignitosa. Oggi questo è facile a realizzarsi perchè i mezzi li abbiamo. Questi mezzi sono rappresentati da una somma di cultura, umanesimo,  valori,  tecnologia e conoscenza, Diritto,  doveri e diritti di ciascuno, lavoro e benessere per tutti. I mezzi della conoscenza sono la bacchetta magica della fatina di Cenerentola che l’uomo sogna da quando è sulla terra e che oggi ha nelle sue mani. Se useremo questo potere  nell’interesse di tutti avremo l’alleanza di tutti, nessuno può desiderare più di questo.

Il libro che presenta la soluzione è quasi pronto, ma i mezzi sono pochi.   Se ci fossero persone interessate a sponsorizzare quest’opera,  potremmo impegnarci a terminare  il lavoro molto più in fretta.

Se qualcuno ha delle obiezioni, siamo interessati a conoscerle perchè possiamo provare a spiegare come ciascuna possa essere superabile.

(testo soggetto a diritti d’autore e non riproducibile in toto o in parte senza l’autorizzazione dell’autore)

05/12/2011

art. 013 – Lacrime per l’Italia per gli italiani

Ho ascoltato il progetto “Salva Italia”, e lo ritengo fatto in buona fede ma non trovo nulla di innovativo e di mai sentito prima.
Inoltre mi è piaciuto, ed è stato veramente molto commovente,  la Ministro del Welfare, Fornero.
Quel momento di espressione libera e profonda di pura e bella umanità ha mostrato che  in questo membro del Governo vi è una forte fede ed un serio impegno responsabile, e certamente questo dato così bello potrebbe significare che forse abbiamo davanti a noi  una intera compagine di persone che potrebbero veramente essere in sicura buona fede.
Mi scuso per il “potrebbero” ma la mia personale sfiducia nel sistema Italia deriva dalla assenza di giustizia ed onestà nel sistema burocratico, e nell’ancora più grave assenza totale di poteri dotati del reale mandato e potere di difendere i cittadini vittime di abusi di potere.
Per difendersi, il cittadino può solo fare una causa civile per danni, e di solito le cause di questo tipo si perdono comunque e questo avviene di solito  anche quando si ha pienissima ragione. Se così non fosse non avrei appena detto che manca la giustizia.  Ma questo nostro è anche un genere di sistema che si permette di fare pignoramenti immobiliari senza avere il titolo o il credito per poterli fare.
Io non mi lamento quindi tanto delle modifiche fiscali peggiorative e di effetto quasi unicamente recessivo – soltanto utile, quindi,  a consolidare ed a far durare più a lungo possibile la crisi – ma mi lamento della assenza di giustizia e della assenza di provvedimenti volti a tutelare la persona e la vita.
Inoltre manca la garanzia al reddito minimo, che è invece obbligatoria per legge. La prima casa, Ici o non Ici,  deve essere intoccabile dalle imposte e anche il reddito essenziale alla vita deve essere protetto, quindi non può in nessun caso finire alle imposte.
Questi sono obblighi fissati dalla logica ma anche dai padri fondatori che li hanno fissati nella Costituzione, ammesso che si sia in grado di leggerne gli intenti più che ragionevoli e buoni per un mondo economicamente sensato.
 
Altro motivo di lamentela, il fisco che non rispetta affatto la legge. Il fisco colpisce chi non ha reddito e non chi occulta i redditi.  Questo lo sanno tutti ed è per questo che in Italia il fenomeno della evasione è difficilmente contenibile.
Infatti nessuno Governo avrà successo se il suo fine è di mettere la persona in una condizione tanto estrema da obbligarla al suicidio economico. Molto difficilmente la gente sceglierà di comportarsi in modo da distruggere se stessa, perciò tutto questo andrebbe corretto e mi domando se questo Governo possa andare in questa necessaria e salvifica direzione..
Lo spero, ma se non è riuscito Berlusconi che lo aveva giurato e spergiurato, si può sperare che lo faccia un governo solo tecnico?
Ovviamente, nessuno al momento può garantircelo.  E’ improbabile che possa farlo ma il momento di commozione del Ministro del Welfare mi ha dato una speranza, e questo è in questo momento il mio solo motivo di speranza. Forse se tra i Ministri vi è gente che ha simili sentimenti puri e limpidi e belli allora qualche motivo per sperare forse lo abbiamo ancora.
 
Dunque cercherò di dare il mio contributo suggerendo idee innovative mai tentate e mai pensate prima d’ora, forte della convinzione che dalla crisi si esce solo se si inventano cose mai pensate e mai tentate prima di oggi.  Così mi fermo al momento alla speranza e chi può dirlo ma sperando magari qualcosa è anche possibile fare.
 
(testo soggetto a diritti d’autore e non riproducibile in toto o in parte senza l’autorizzazione dell’autore)
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