Commentaria

05/12/2011

art. 013 – Lacrime per l’Italia per gli italiani

Ho ascoltato il progetto “Salva Italia”, e lo ritengo fatto in buona fede ma non trovo nulla di innovativo e di mai sentito prima.
Inoltre mi è piaciuto, ed è stato veramente molto commovente,  la Ministro del Welfare, Fornero.
Quel momento di espressione libera e profonda di pura e bella umanità ha mostrato che  in questo membro del Governo vi è una forte fede ed un serio impegno responsabile, e certamente questo dato così bello potrebbe significare che forse abbiamo davanti a noi  una intera compagine di persone che potrebbero veramente essere in sicura buona fede.
Mi scuso per il “potrebbero” ma la mia personale sfiducia nel sistema Italia deriva dalla assenza di giustizia ed onestà nel sistema burocratico, e nell’ancora più grave assenza totale di poteri dotati del reale mandato e potere di difendere i cittadini vittime di abusi di potere.
Per difendersi, il cittadino può solo fare una causa civile per danni, e di solito le cause di questo tipo si perdono comunque e questo avviene di solito  anche quando si ha pienissima ragione. Se così non fosse non avrei appena detto che manca la giustizia.  Ma questo nostro è anche un genere di sistema che si permette di fare pignoramenti immobiliari senza avere il titolo o il credito per poterli fare.
Io non mi lamento quindi tanto delle modifiche fiscali peggiorative e di effetto quasi unicamente recessivo – soltanto utile, quindi,  a consolidare ed a far durare più a lungo possibile la crisi – ma mi lamento della assenza di giustizia e della assenza di provvedimenti volti a tutelare la persona e la vita.
Inoltre manca la garanzia al reddito minimo, che è invece obbligatoria per legge. La prima casa, Ici o non Ici,  deve essere intoccabile dalle imposte e anche il reddito essenziale alla vita deve essere protetto, quindi non può in nessun caso finire alle imposte.
Questi sono obblighi fissati dalla logica ma anche dai padri fondatori che li hanno fissati nella Costituzione, ammesso che si sia in grado di leggerne gli intenti più che ragionevoli e buoni per un mondo economicamente sensato.
 
Altro motivo di lamentela, il fisco che non rispetta affatto la legge. Il fisco colpisce chi non ha reddito e non chi occulta i redditi.  Questo lo sanno tutti ed è per questo che in Italia il fenomeno della evasione è difficilmente contenibile.
Infatti nessuno Governo avrà successo se il suo fine è di mettere la persona in una condizione tanto estrema da obbligarla al suicidio economico. Molto difficilmente la gente sceglierà di comportarsi in modo da distruggere se stessa, perciò tutto questo andrebbe corretto e mi domando se questo Governo possa andare in questa necessaria e salvifica direzione..
Lo spero, ma se non è riuscito Berlusconi che lo aveva giurato e spergiurato, si può sperare che lo faccia un governo solo tecnico?
Ovviamente, nessuno al momento può garantircelo.  E’ improbabile che possa farlo ma il momento di commozione del Ministro del Welfare mi ha dato una speranza, e questo è in questo momento il mio solo motivo di speranza. Forse se tra i Ministri vi è gente che ha simili sentimenti puri e limpidi e belli allora qualche motivo per sperare forse lo abbiamo ancora.
 
Dunque cercherò di dare il mio contributo suggerendo idee innovative mai tentate e mai pensate prima d’ora, forte della convinzione che dalla crisi si esce solo se si inventano cose mai pensate e mai tentate prima di oggi.  Così mi fermo al momento alla speranza e chi può dirlo ma sperando magari qualcosa è anche possibile fare.
 
(testo soggetto a diritti d’autore e non riproducibile in toto o in parte senza l’autorizzazione dell’autore)

02/07/2010

Ieri: On. Trombetta. Oggi: vuvuzelas

Filed under: onorevole,riflessioni,satira,se ci penso...,società,Totò,vuvuzela — M. Luisa Cinque @ 6:00 PM

Ieri

(dal film Totò a colori, 1952)
  • On. Trombetta: Allora, se mi permettete, io sono l’On. Trombetta.
    Antonio: Trombetta?
    On. Trombetta: Sì.
    Antonio: Trombetta, Trombetta, questo nome non mi è nuovo.
    On. Trombetta: Beh, l’avrete letto sul giornale.
    Antonio: Io ho conosciuto anche suo padre, sa?
    On. Trombetta: Sì?
    Antonio: Eh!
    On. Trombetta: Beh, non mi stupisce, mio padre è talmente conosciuto.
    Antonio: Eh, chi è che non lo conosce quel Trombone di suo padre! Bravo!
    On. Trombetta: No, no, ma che Trombone! […] Ma siete in equivoco! Avete detto Trombone!
    Antonio: Embè?
    On. Trombetta: Scusate, se io faccio Trombetta, è chiaro che anche mio padre faccia Trombetta.
    Antonio: Lo so, ma alle volte…
    On. Trombetta: Ma no, per carità, Trombetta è padre e Trombetta è figlio.
    Antonio: Beh, a prescindere…
    On. Trombetta: Viceversa mia sorella…
    Antonio: Fa… fa Trombone!?
    On. Trombetta: Ecco, fa Trombone… no, no, […] Mi avete fatto confondere!
    Antonio: Sua sorella fa Trombone!
    On. Trombetta: No, no, le garantisco che non fa Trombone.
  • On. Trombetta: Ma ha capito chi sono io? Io sono l’Onorevole Trombetta!
    Antonio: Che? Onorevole? Lei? Ma mi faccia il piacere !

Oggi

Campionati mondiali di calcio 2010

Dire di una persona che è “fastidiosa come una vuvuzela” significa mettere sul piano di una bonaria ironia un rapporto interpersonale non proprio idilliaco…
Dire di circa un migliaio di personaggi pubblici che sono “fastidiosi come vuvuzelas” significa essere italiani….

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