Commentaria

29/01/2012

L’Ammiraglio, il Comunista e la cattiva coscienza (fine delle IPOCRISIE in Afghanistan)

Questo video americano è l’anticipo di ciò che fra un po’ vedremo sulla RAI…Vivaddio finalmente l’ammiraglio De Paola ha sgomberato con un breve comunicato anni di ipocrisie sulla GUERRA AFGHANA.
Perchè che l’Afghanistan fosse una guerra, nessuno ormai lo dubitava. Ma tant’è «Il governo ha deciso che gli aerei in Afghanistan potranno non solo sparare ma anche bombardare, dando il via libera nello specifico all’impiego delle bombe per i quattro cacciabombardieri italiani Amx Acol schierati ad Herat: è una vergogna! È intollerabile che il nostro governo decida, unico al mondo, di rafforzare il proprio ruolo di guerra, invece di perseguire l’obiettivo di andarsene il prima possibile da quel conflitto infinito». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario nazionale di Prc-Fds che parla di un «altro pessimo elemento di continuità con il governo Berlusconi». «Anzi, l’esecutivo Monti – conclude Ferrero – riesce là dove La Russa aveva fallito, connotando in maniera ancora più pesante la nostra insensata presenza nella guerra in Afghanistan».
Possiamo dire onore alla coerenza, ma da ENTRAMBE le parti…
Ieri, nel corso di un’audizione di fronte alla commissione Difesa in seduta congiunta Camera e Senato, l’Ammiraglio Di Paola, ministro della difesa, ha dichiarato che in Afghanistan intende “usare ogni possibilità degli assetti presenti in teatro, senza limitazione”, consentendo anche ai nostri aerei di condurre bombardamenti “se sarà necessario”.
Fine, finalmente della pietosa bugia delle “missioni di pace”, bugia che in realtà non hanno inventato i militari ma i politici e i loro pennivendoli aggregati della ex-regia corporazione dei giornalisti e pubblicisti. Mi fa respirare meglio questo momento di sincerità…

29/12/2011

Golfo Persico: Minacce, mosse e contro mosse


Nonostante le innumerevoli minacce da parte degli Iraniani, e a differenza di ciò
che dicono i cospirazionisti di destra e sinistra, gli USA non ATTACCHERANNO
l’Iran.
L’Iran è retto da una cosca mafiosa sacerdotale, ma non da fessi…
Numerosi scricchiolii si fanno sentire a Teheran a cominciare dal boicottaggii dell’Ashura da parte non solo della maggioranza della popolazione ma anche dagli Ayatollah di base e dei Pasdaran..
Nessuno segue più gli Ayatollah. Otre a ciò per scatenare una guerra gli manca il fattore “essenziale” LA BENZINA!
Questo perchè da 30 anni i Mullah NON PRODUCONO PETROLIO Vendono concessioni…
Così un paese che potrebbe essere autosufficiente dispone di quantità di petrolio limitate, poichè i contratti di concessione impongono alle compagnie straniere di fornire all’Iran dal 20 al 30% del prodotto delle concessioni come compenso. Ciò significa che un paese petrolifero non dispone che di quantità limitate di petrolio per il suo sistema industriale. La cronica mancanza di kerosene fa sì che il regime degli Ayatollah al giorno d’oggi abbia già perduto dal 50 al 60% delle sue capacità di produzione di energa elettrica CHE AL GIORNO D’OGGI FA AFFIDAMENTO SOLO SULLE VECCHIE CENTRALI TERMICHE A KEROSENE…
Come volete che facciano a bloccare lo Stretto di HORMUZ?

30/06/2010

Mare nostrum

Filed under: ambiente,inquinamento,Italia,mare,Marea Nera,petrolio,problemi,riflessioni,società — M. Luisa Cinque @ 10:39 AM
Invece di essere di monito e incentivo a  cercare con tutte le nostre forze delle alternative
energetiche più pulite, stiamo dimostrando nei fatti che la Marea Nera del Golfo del Messico non ci sta insegnando nulla.
 l’Italia si propone di attrarre le compagnie petrolifere svendendo letteralmente mari e monti, cioè un patrimonio nazionale che appartiene a tutti.
Per la sua  particolare configurazione geografica,  il Mediterraneo è una conchetta per pediluvio e se qualcosa va male (v. Luisiana)  l’Italia diventa responsabile dei danni ambientali non solo verso i propri connazionali ma anche anche verso altre nazioni costiere…  
Se io fossi il presidente di una Nazione costiera, tipo Albania, Slovenia, Croazia, Grecia  farei scoppiare un caso diplomatico. Invece temo che ci sarà la corsa all’emulazione…
“Il duo Scajola/Prestigiacomo ha concesso negli ultimi anni 95 nuovi permessi di trivellazione in Italia. 71 sulla terraferma e 24 nel Mediterraneo. La superficie interessata dalle trivellazioni nei nostri mari ha una superficie pari alla Regione Abruzzo, circa 11.000 metri quadrati. I petrolieri potranno bucare ovunque, dalle Tremiti alle coste della Sicilia, dalle coste marchigiane e pugliesi alle isole Egadi a Pantelleria, dallo Ionio alle acque intorno all’isola d’Elba a quelle sarde di Oristano. La corsa al petrolio italiano e alla distruzione dell’ambiente e del turismo è un richiamo irresistibile per i petrolieri di mezzo mondo, inclusi ovviamente quelli italiani. E’ quasi uno stampede della corsa all’oro nero. Il presidente di Assomineraria Claudio Scalzi spiega che c’è “un certo disordine iniziale” compensato però dal “movimento che porta investimenti, royalties e vivacità”. Mi risulta che in Italia non è prevista la responsabilità delle compagnie petrolifere in caso di incidente. Le bandiere blu delle nostre coste diventeranno nere come il petrolio e sono, in realtà, già sulla buona strada. L’italia ha il maggior numero di siti non balneabili d’Europa.” ( tratto da: http://www.beppegrillo.it/ )

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