Commentaria

22/06/2014

Arrested self-proclaimed governor Gubarev turned out to be an inveterate Russian Nazi (PHOTOS)

Filed under: Estero,futuro,ponderosi pensamenti,uno sguardo al mondo — Paolo Porsia @ 6:19 PM

Arrested self-proclaimed governor Gubarev turned out to be an inveterate Russian Nazi (PHOTOS).

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05/07/2010

Amori difficili

Filed under: Gay Pride,Omosessualità,ponderosi pensamenti,riflessioni,società — M. Luisa Cinque @ 1:05 AM

Oggi guardavo alcune foto  del Gay Pride di Roma.
Qualche giorno fa c’erano quelle del Gay Pride di Napoli…
Avrei potuto guardare le foto di tutti i vari Gay Pride del passato, di quelli che si svolgono in altre nazioni e non vi avrei trovato grosse differenze: presenze coloratissime, estrose, provocatorie, esagerate,  a volte  ridicole. Tutto l’apparato organizzativo è orchestrato per mettere in risalto la “gioia della diversità”.

E a questo punto, io non capisco.
Non capisco perchè si chieda di veder riconosciuti il proprio diritto ad essere considerati uguali agli etero quando  si sottolinea con forza la propria diversità, quando si vorrebbe far passare il messaggio  che il mondo e la vita degli etero sia di un immenso grigiore, al contrario del mondo festoso, allegro, creativo, colorato, trasgressivo, felice e spensierato degli omosessuali, mentre l’obbiettivo da raggiungere  dovrebbe essere  quello di ottenere una reale uguaglianza, non tanto sulla carta, quanto nella società che non è ancora capace di accettare  la diversità, in qualunque modo essa si manifesti.
Al di là dell’aspetto pittoresco del Gay Pride, non credo che questo giovi alla causa degli omosessuali, anzi a volte penso che possa piuttosto nuocere proprio per la contraddizione  di fondo che manifesta e che appare fin troppo evidente.

Gli omosessuali sono uomini e donne con diritti e doveri e con gli  stessi problemi legati alla vita quotidiana, alla convivenza,  al lavoro, alla casa, alla salute, alla burocrazia imperversante con in più  i problemi legati ai pregiudizi.
Per cancellare questi pregiudizi si deve lottare seriamente, e se nell’ambito di un Gay Pride si organizzano anche incontri e dibattiti interessanti, questo aspetto “serio” si perde in una specie di Carnevale fuori stagione che alla fine si trasforma in  patetica esibizione di un’allegria forzata che non convince nessuno,  neanche chi vi partecipa.
Quando il trucco si scioglie per il caldo, i boa di struzzo perdono le piume, le calzamaglie si sfilano,  le acconciature non reggono, e con le parrucche sotto il braccio e le bandiere ripiegate si torna a casa, termina ingloriosamente l’allegra finzione, e restano sulle spalle i tanti  problemi  piccoli e grandi che un omosessuale deve affrontare tutti i santi giorni.

21/06/2010

art. 008 – Crisi o soluzioni (parte 2)

Nella mia riflessione di qualche settimana fa dal titolo “Crisi o soluzioni?”,  ho accennato al tema  della  Pace e subito il pensiero corre ai soliti difficili scenari di crisi del mondo, ma in questo momento sto pensando anche alla pace intima degli Italiani oppressi psicologicamente dalle tante e crescenti paure che il peggioramento costante del contesto economico e sociale in cui viviamo ci sta mettendo intorno e sta mettendo con prepotenza dentro le nostre vite e famiglie. Oggi abbiamo tutti una sensazione di crescente insicurezza.

Pessimismo? Questo mai! Essere pessimisti blocca azione e pensiero e non risolve nulla. Piuttosto dovremmo sforzarci di fare qualcosa per ridurre le nostre paure.

Le piccole e grandi paure quotidiane,  l’attesa delle bollette, il conto in banca che non ce la fa a fare fronte a tutte le crescenti uscite, il lavoro a rischio o il lavoro che non si trova,  il futuro che si propone molto incerto, la cura di molti mali che è spesso di tipo punitivo e cioè di natura proibizionista…. Non voglio criticare nessuno e quindi non sto criticando la Politica o i provvedimenti economici del Governo o le proposte o le mancate proposte dell’opposizione.  M chiedo solo se non sia possibile pensare e condividere  soluzioni ulteriori, alternative  e migliorative che possano ridurre il livello di insicurezza e paura.

Così mi ricordo di una progetto fatto con mia moglie prima che mi lasciasse per un viaggio che  ai viventi non è ancora concesso di poter conoscere i dettagli. Il progetto consisteva nel proporre a tutti i grandi operatori, Banche, Utenze, Servizi di prevedere un accantonamento da destinare ad un fondo per aiutare chi non ce la fa ad andare avanti.

Ad esempio se i gestori di Luce, Gas, Acqua e Telefonia fissa mettessero un loro 1% di accantonamento come fondo assicurativo e poi i Difensori civici avessero accesso al fondo per sostenere le famiglie in stato di forza maggiore economica temporanea al fine di impedire lo stacco del servizio e usando il fondo come una copertura assicurativa destinabile per il pagamento degli arretrati, non sarebbe una cosa positiva?

Basterebbe un 1%? Non saprei ma l’idea assicurativa ha sempre funzionato bene.  Si tratta solo di avere  dei dati da studiare per poi  fissare dei parametri. Accadrebbe solo di accettare un piccolo costo in più per essere assicurati in caso di imprevisti o difficoltà.

E quindi, che come promesso a mia moglie, sono qui a proporre questa soluzione. Da quando lei se ne andò stanno per passare dieci anni … 10 anni molto difficili dei quali magari parlerò in seguito, ma le esperienze che ho fatto è giusto che vengano condivise laddove portano alla individuazione dei punti critici delle nostre vite, divenute tutte più insicure e difficili rispetto a ciò che era stato in un tempo trascorso, certamente avvertito più sereno e felice rispetto ai tempi attuali.

Dunque, contro la crisi attuale economica, esistenziale e del lavoro credo davvero che ci vogliano idee, cioè proposte in grado di dare soluzioni. Intanto qui ne ho appena esposta una, piccola ma forse significativa.. E si tratta di una idea ancora inedita o quasi, che avevo pensato oltre 15 anni fa e quindi invito chi ha interesse per questi temi della tutela della persona e della sicurezza della famiglia a dire se secondo Voi può essere una idea pratica e meritevole di poter essere concretizzata per liberare da uno incubo coloro che sfortunatamente incorrono improvvisamente in problemi economici tali da non consentire di far fronte al pagamento delle utenze di base.

Dopo quanto precede vorrei continuare con l’analisi delle cose che ci spaventano e preoccupano con lo scopo di proporre ancora ulteriori analisi dei vari problemi che ci circondano accompagnate da ipotesi di soluzione, affinchè i problemi che oggi ci stanno chiudendo in  un angolo  non ci appaiano  senza uscite attraenti disponibili.

Spesso mi chiedo: “Non sarebbe bello se ogni giorno accadessero cose nuove in grado di farci vedere davanti a noi ed alle nostre famiglie un futuro con minori preoccupazioni e maggiori speranze?”  Il solo pensarlo  mi pare  una cosa buona e  stimolante,   ed il solo ostacolo che ho trovato parlando con le persone è stata quella della scoperta che quasi tutti confessano che al fondo del loro pessimismo, o loro assenza di grandi motivi di speranza, vi è un interiore senso di ineluttabilità,  che non ci siano cioè cose da poter fare e speranze da poter nutrire.

Ecco, è un po’ come se avessimo perso la capacità di sperare nel futuro, mentre  invece sarebbe più costruttivo cercare cose capaci di ridarci il sorriso nei nostri sentimenti e nelle nostre sensazioni.

Una paura generale di oggi e che andrebbe meglio analizzata è anche l’idea che ci si trovi davanti ad una crisi che deriverebbe dalla mancanza di risorse.

La attuale crisi, a parte i soldi che il sistema finanziario aveva inventato e che poi si è scoperto repentinamente che non vi erano mai stati, è piuttosto una crisi al contrario e cioè una crisi da sovrapproduzione. Un  altro punto critico lo abbiamo nella crescita demografica, ma sappiamo che accrescendo il benessere le nascite si riducono, dunque migliorare il benessere riduce le paure e riduce la crescita demografica e ci rende più sicuri e sereni. E allora, migliorare la qualità della vita e i motivi di speranza e serenità e sicurezza economica riduce il primo dei problemi e questo potrebbe rappresentare un motivo in più per spingerci a voler accrescere la qualità della vita ed a diffondere tale maggiore qualità nel mondo.

Crisi energetica? Anche questo è un problema che esiste, ma le energie pulite ci son e se le usassimo in modo organizzato e deciso funzionerebbero e come minimo potremmo ridurre i consumi di combustibili fossili di alte percentuali e la quota di abbattimento possibile non sarebbe un problema tecnico ma solo prevalentemente politico.

Perlomeno, leggendo e documentandomi mi son convinto che il problema del ritardo nello sviluppo e nella introduzione delle energie da vento e sole e simili sia solo di ordine politico e non altro. Sarebbe interessante aprire un dibattito anche su questo argomento.

Perché non possiamo in qualche modo cambiare in meglio le circostanze che ora come ora sembrano voler togliere a tutti noi il diritto a poter avere un po’ di serenità, la speranza di un lavoro ed a poter vedere davanti a noi tutti un minimo di un futuro se non immediatamente migliore almeno vivibile, con qualche possibilità di miglioramenti immaginabili anche se non ancora realizzati, ma almeno sembrino tali in futuro??

Con le nostre straordinarie capacità Italiane di inventiva e creatività non potremmo fare nostra la sfida teoricamente quasi impossibile e ritenuta tale dai più, di pensare ad un futuro migliore per tutti?

… Economicamente e finanziariamente quasi al fondo del barile come ci troviamo oggi o quasi, cosa mai ci può costare di provare da subito a cambiare tutto questo e di proporci, proprio noi Italiani come guida culturale per riportare il mondo di nuovo ai massimi livelli di cultura umanista, di sicurezza, di qualità dell’ambiente e di sistema economico in cui far vivere tutti, inclusi i cattivi maestri che ci hanno condotto in basso sino a questo punto minimo e provare invece a ritornare ad avere famigliarità con parole come felicità, sicurezza, speranza nei cuori di tutti, come parole normali e realmente corrispondenti al mondo reale in cui potremmo vivere se solo decidessimo tutti insieme di ritornare a quel mondo che pure è stato e che ora ci è sfuggito tra le dita come fa l’acqua quando da bambini provavamo a prenderla dal mare con le nostre allora piccole manine di bimbi, incantati dal mondo che imparavamo a conoscere ed vivere con gioia? Gioia, anche questa è una parola dimenticata e farla ritornare nel nostro vocabolario quotidiano è già una parte della sfida .

(Continua..)

La prossima volta, vorrei toccare anche il problema Fisco e della lotta all’evasione fiscale che sembra essere un argomento sempre attuale.
Una domanda, se hai in casa un malato in base alla Legge lo Stato dovrebbe sostenerti in tutto sino a non far pesare su di te nessun onere? Dovrebbe.. invece, a volte ti danno solo un aiutino che non basta quasi mai, e per tutto il resto necessario devi fare da solo e solo con i tuoi mezzi..
Ma non solo questo. Infatti, se ti cerchi un lavoro di notte per far su qualche soldo in più per poter pagare i costi del malato in carico, il fisco ti dice che quelli non sono costi deducibili.
Questo fatto, perlomeno rispetto alla Costituzione riguardo il “concetto della capacità contributiva” appare direttamente non legittimo.
Certamente lo Stato deve fare i suoi conti ma non tenendo conto che tassare quell’introito che servirebbe per curare un malato c’è il rischio di fargli mancare il necessario fino a farlo morire o di far morire chi prova ad assisterlo. E allora mi domando: ma questa situazione di estremo disagio in cui si trovano migliaia se non centinaia di migliaia di famiglie non si potrebbe un po’ migliorare? E non si tratterebbe di dover fare nuove leggi ma solo di applicare in modo corretto quelle che già ci sono….
Ecco di cosa vorrei parlare la prossima volta, perché l’argomento è strettamente legato al senso di serenità che è necessario diffondere tra la gente affinché questa possa essere di nuovo creativa e progettuale. Per essere felici ci vuole anche una Pubblica Amministrazione che si occupi dei cittadini in modo umano, amorevole e non persecutorio…

(testo soggetto a diritti d’autore e non riproducibile in toto o in parte senza l’autorizzazione dell’autore)

Crisi o soluzioni (2)

Nella mia riflessione di qualche settimana fa dal titolo “Crisi o soluzioni?”,  ho accennato al tema  della  Pace e subito il pensiero corre ai soliti difficili scenari di crisi del mondo, ma in questo momento sto pensando anche alla pace intima degli Italiani oppressi psicologicamente dalle tante e crescenti paure che il peggioramento costante del contesto economico e sociale in cui viviamo ci sta mettendo intorno e sta mettendo con prepotenza dentro le nostre vite e famiglie. Oggi abbiamo tutti una sensazione di crescente insicurezza.

Pessimismo? Questo mai! Essere pessimisti blocca azione e pensiero e non risolve nulla. Piuttosto dovremmo sforzarci di fare qualcosa per ridurre le nostre paure.

Le piccole e grandi paure quotidiane,  l’attesa delle bollette, il conto in banca che non ce la fa a fare fronte a tutte le crescenti uscite, il lavoro a rischio o il lavoro che non si trova,  il futuro che si propone molto incerto, la cura di molti mali che è spesso di tipo punitivo e cioè di natura proibizionista…. Non voglio criticare nessuno e quindi non sto criticando la Politica o i provvedimenti economici del Governo o le proposte o le mancate proposte dell’opposizione.  M chiedo solo se non sia possibile pensare e condividere  soluzioni ulteriori, alternative  e migliorative che possano ridurre il livello di insicurezza e paura.

Così mi ricordo di una progetto fatto con mia moglie prima che mi lasciasse per un viaggio che  ai viventi non è ancora concesso di poter conoscere i dettagli. Il progetto consisteva nel proporre a tutti i grandi operatori, Banche, Utenze, Servizi di prevedere un accantonamento da destinare ad un fondo per aiutare chi non ce la fa ad andare avanti.

Ad esempio se i gestori di Luce, Gas, Acqua e Telefonia fissa mettessero un loro 1% di accantonamento come fondo assicurativo e poi i Difensori civici avessero accesso al fondo per sostenere le famiglie in stato di forza maggiore economica temporanea al fine di impedire lo stacco del servizio e usando il fondo come una copertura assicurativa destinabile per il pagamento degli arretrati, non sarebbe una cosa positiva?

Basterebbe un 1%? Non saprei ma l’idea assicurativa ha sempre funzionato bene.  Si tratta solo di avere  dei dati da studiare per poi  fissare dei parametri. Accadrebbe solo di accettare un piccolo costo in più per essere assicurati in caso di imprevisti o difficoltà.

E quindi, che come promesso a mia moglie, sono qui a proporre questa soluzione. Da quando lei se ne andò stanno per passare dieci anni … 10 anni molto difficili dei quali magari parlerò in seguito, ma le esperienze che ho fatto è giusto che vengano condivise laddove portano alla individuazione dei punti critici delle nostre vite, divenute tutte più insicure e difficili rispetto a ciò che era stato in un tempo trascorso, certamente avvertito più sereno e felice rispetto ai tempi attuali.

Dunque, contro la crisi attuale economica, esistenziale e del lavoro credo davvero che ci vogliano idee, cioè proposte in grado di dare soluzioni. Intanto qui ne ho appena esposta una, piccola ma forse significativa.. E si tratta di una idea ancora inedita o quasi, che avevo pensato oltre 15 anni fa e quindi invito chi ha interesse per questi temi della tutela della persona e della sicurezza della famiglia a dire se secondo Voi può essere una idea pratica e meritevole di poter essere concretizzata per liberare da uno incubo coloro che sfortunatamente incorrono improvvisamente in problemi economici tali da non consentire di far fronte al pagamento delle utenze di base.

Dopo quanto precede vorrei continuare con l’analisi delle cose che ci spaventano e preoccupano con lo scopo di proporre ancora ulteriori analisi dei vari problemi che ci circondano accompagnate da ipotesi di soluzione, affinchè i problemi che oggi ci stanno chiudendo in  un angolo  non ci appaiano  senza uscite attraenti disponibili.

Spesso mi chiedo: “Non sarebbe bello se ogni giorno accadessero cose nuove in grado di farci vedere davanti a noi ed alle nostre famiglie un futuro con minori preoccupazioni e maggiori speranze?”  Il solo pensarlo  mi pare  una cosa buona e  stimolante,   ed il solo ostacolo che ho trovato parlando con le persone è stata quella della scoperta che quasi tutti confessano che al fondo del loro pessimismo, o loro assenza di grandi motivi di speranza, vi è un interiore senso di ineluttabilità,  che non ci siano cioè cose da poter fare e speranze da poter nutrire.

Ecco, è un po’ come se avessimo perso la capacità di sperare nel futuro, mentre  invece sarebbe più costruttivo cercare cose capaci di ridarci il sorriso nei nostri sentimenti e nelle nostre sensazioni.

Una paura generale di oggi e che andrebbe meglio analizzata è anche l’idea che ci si trovi davanti ad una crisi che deriverebbe dalla mancanza di risorse.

La attuale crisi, a parte i soldi che il sistema finanziario aveva inventato e che poi si è scoperto repentinamente che non vi erano mai stati, è piuttosto una crisi al contrario e cioè una crisi da sovrapproduzione. Un  altro punto critico lo abbiamo nella crescita demografica, ma sappiamo che accrescendo il benessere le nascite si riducono, dunque migliorare il benessere riduce le paure e riduce la crescita demografica e ci rende più sicuri e sereni. E allora, migliorare la qualità della vita e i motivi di speranza e serenità e sicurezza economica riduce il primo dei problemi e questo potrebbe rappresentare un motivo in più per spingerci a voler accrescere la qualità della vita ed a diffondere tale maggiore qualità nel mondo.

Crisi energetica? Anche questo è un problema che esiste, ma le energie pulite ci son e se le usassimo in modo organizzato e deciso funzionerebbero e come minimo potremmo ridurre i consumi di combustibili fossili di alte percentuali e la quota di abbattimento possibile non sarebbe un problema tecnico ma solo prevalentemente politico.

Perlomeno, leggendo e documentandomi mi son convinto che il problema del ritardo nello sviluppo e nella introduzione delle energie da vento e sole e simili sia solo di ordine politico e non altro. Sarebbe interessante aprire un dibattito anche su questo argomento.

Perché non possiamo in qualche modo cambiare in meglio le circostanze che ora come ora sembrano voler togliere a tutti noi il diritto a poter avere un po’ di serenità, la speranza di un lavoro ed a poter vedere davanti a noi tutti un minimo di un futuro se non immediatamente migliore almeno vivibile, con qualche possibilità di miglioramenti immaginabili anche se non ancora realizzati, ma almeno sembrino tali in futuro??

Con le nostre straordinarie capacità Italiane di inventiva e creatività non potremmo fare nostra la sfida teoricamente quasi impossibile e ritenuta tale dai più, di pensare ad un futuro migliore per tutti?

… Economicamente e finanziariamente quasi al fondo del barile come ci troviamo oggi o quasi, cosa mai ci può costare di provare da subito a cambiare tutto questo e di proporci, proprio noi Italiani come guida culturale per riportare il mondo di nuovo ai massimi livelli di cultura umanista, di sicurezza, di qualità dell’ambiente e di sistema economico in cui far vivere tutti, inclusi i cattivi maestri che ci hanno condotto in basso sino a questo punto minimo e provare invece a ritornare ad avere famigliarità con parole come felicità, sicurezza, speranza nei cuori di tutti, come parole normali e realmente corrispondenti al mondo reale in cui potremmo vivere se solo decidessimo tutti insieme di ritornare a quel mondo che pure è stato e che ora ci è sfuggito tra le dita come fa l’acqua quando da bambini provavamo a prenderla dal mare con le nostre allora piccole manine di bimbi, incantati dal mondo che imparavamo a conoscere ed vivere con gioia? Gioia, anche questa è una parola dimenticata e farla ritornare nel nostro vocabolario quotidiano è già una parte della sfida .

(Continua..)

La prossima volta, vorrei toccare anche il problema Fisco e della lotta all’evasione fiscale che sembra essere un argomento sempre attuale.
Una domanda, se hai in casa un malato in base alla Legge lo Stato dovrebbe sostenerti in tutto sino a non far pesare su di te nessun onere? Dovrebbe.. invece, a volte ti danno solo un aiutino che non basta quasi mai, e per tutto il resto necessario devi fare da solo e solo con i tuoi mezzi..
Ma non solo questo. Infatti, se ti cerchi un lavoro di notte per far su qualche soldo in più per poter pagare i costi del malato in carico, il fisco ti dice che quelli non sono costi deducibili.
Questo fatto, perlomeno rispetto alla Costituzione riguardo il “concetto della capacità contributiva” appare direttamente non legittimo.
Certamente lo Stato deve fare i suoi conti ma non tenendo conto che tassare quell’introito che servirebbe per curare un malato c’è il rischio di fargli mancare il necessario fino a farlo morire o di far morire chi prova ad assisterlo. E allora mi domando: ma questa situazione di estremo disagio in cui si trovano migliaia se non centinaia di migliaia di famiglie non si potrebbe un po’ migliorare? E non si tratterebbe di dover fare nuove leggi ma solo di applicare in modo corretto quelle che già ci sono….
Ecco di cosa vorrei parlare la prossima volta, perché l’argomento è strettamente legato al senso di serenità che è necessario diffondere tra la gente affinché questa possa essere di nuovo creativa e progettuale. Per essere felici ci vuole anche una Pubblica Amministrazione che si occupi dei cittadini in modo umano, amorevole e non persecutorio….

19/07/2008

art. 004 – Le impronte di una sconfitta

Potevo mai farmi scapparmi l’occasione per dire la mia  opinione  su una notizia  tanto in auge in questi giorni, quella riguardo le impronte digitali sulla carta di identità a partire dal 2010?
Prima di tutto devo dire che commentaria ha scritto un bel articolo Impronte digitali: tanto rumor per nulla! proponendo un ottimo spunto, (si sente il violino in sottofondo?).

Ma tornando alle cose serie,  dimmi un po’,  cos’ è questo del prendere le impronte a tutti?
Non sarà mica considerato come un progresso? E no! Perché un progresso certamente non lo è!
Vedi, per me il “bisogno”un po’ impellente o sentito come tale, del dover prendere le impronte a tutti, più che poter rappresentare un progresso, mi pare che al massimo mostri che siamo tutti precipitati in una emergenza profonda, una emergenza che non ci sentiamo di affrontare se non con strumenti repressivi .
Io credo che progresso sia il non avere bisogno di strumenti repressivi piuttosto che poterne avere di più perché si hanno sempre più problemi da dover affrontare.
Dunque la domanda è, ma sarebbe possibile risolvere l’emergenza senza imbarbarirci e degradarci verso una civiltà un po’ più insicura ed oscura di quella che esisteva prima di sentirci obbligati a introdurre nuovi strumenti repressivi tra di noi?
Se oggi ci sentiamo obbligati a scegliere una via che potenzialmente, limita di fatto i diritti e le libertà individuali dobbiamo essere consapevoli che in qualche cosa abbiamo fallito, e che l’effetto di tale fallimento è oggi il nostro perdere una parte dei nostri diritti in precedenza goduti e potuti godere.
Si può dire tutto, fuorché  queste circostanze ed il conseguente bisogno di difenderci con limitazioni alle nostre stesse libertà individuali possano essere considerati un progresso.
Il prendere le impronte a tutti serve, quindi, solo per disporre di un nuovo, ulteriore mezzo per reprimere  – si intende per reprimere i “cattivi” ! – ma dover fare questo mostra una società che ha paura,  e una società che ha paura e paure è una società che ha commesso in precedenza degli errori.
Dunque il problema è che trovo ci sia un gravissimo squilibrio logico nell’accrescere i nostri strumenti repressivi senza nel contempo aver ancora fatto una sufficiente analisi delle cause che ci hanno portato sino a qui. Come si può pensare di essere in grado di trovare le giuste soluzioni se ancora non si sa quale sia il problema che si cerca di risolvere e soprattutto quali ne siano le cause?
Al momento il mio tempo non mi permette di andare oltre ma lascio questo spunto per pensarci …. Se continueremo a non individuare le cause e ad accrescere gli strumenti repressivi faremo aumentare il livello della paura e l’insicurezza invece di diminuire crescerà e non avremo intanto ancora capito cosa stiamo combattendo e perché esiste ciò che cerchiamo di combattere.

NOTA:
La paura deriva dalla insicurezza e poichè purtroppo al momento il sistema italiano in particolare, ma per certi versi anche quello Europeo, non riluce per rapidità nella correzione degli errori che possono gravemente ed ingiustamente interrompere e danneggiare la vita normale di una famiglia e di un cittadino;  l’accrescere i poteri repressivi porta sempre con sé  una certa possibilità di errori potenziali che più gli strumenti repressivi sono potenti e più gli effetti degli eventuali errori possono essere devastanti.
Importa poco il pensare che è molto improbabile che capitino errori, sia perchè se è vero che errori molto gravi possono essere abbastanza rari è pur vero che invece piccoli errori sono molto frequenti, e stando alla  mia esperienza so per certo  che  ottenere dallo Stato delle correzioni, in caso di suoi errori, costa sempre molto impegno,  lavoro e  non sempre gli errori vengono corretti in modo collaborativo.
Ma se per un piccolo errore il sistema è così “ostacolante” verso chi si aspetta una rapida, spontanea correzione con tanto di scuse, cosa potrebbe accadere al cittadino vittima di un errore molto grave? Ecco, la gente oggi ha anche questo tipo di fondata paura e se si vuole realmente migliorare la nostra società non possiamo pensare che la paura possa essere ridotta con i soli, nuovi, ulteriori strumenti repressivi. Ci vogliono anche strumenti etici e la dimostrazione che il sistema esiste per il fine democratico di tutelare i singoli individui e questo fine oggi è molto carente nei fatti , provocando tanto male e tanta sofferenza.

Concludo per il momento questo mio post, ricordando il clima degli anni ‘70; all’epoca ero ragazzo, gli stranieri che arrivavano qui in visita erano considerati amici.  Non importava da dove arrivassero. Noi giovani eravamo alla ricerca di una amicizia di un ragazzo o di una ragazza da conoscere.
Si poteva fare l’autostop e non vi era pericolo di nulla e di niente …
Il  solo pericolo erano gli UFO .. Se ne parlava tanto perché il sogno della conquista dello spazio era un tema dell’epoca, perché in quel tempo vedevamo il futuro umano in un crescendo di possibilità e di conquiste possibili.
Sì,  avevamo la guerra fredda e il mondo era dominato dalla potenza dei due colossi contrapposti U.S.A. e URSS. Ma quei due colossi si contrapponevano su di un tema che potremmo definire “etico” e con un fine etico.
Il fine era il benessere dell’uomo, della specie e del mondo intero;  e ciascuna delle due parti cercava di imporre o suggerire, con le buone maniere o con maniere meno buone, il suo punto di vista ideologico sul come rendere le nostre vite migliori e sempre migliori.
Dunque vi era speranza nel futuro e avevamo ideali in cui credere …  ed oggi invece? In cosa crediamo? In che futuro ci immedesimiamo? La democrazia ed il buon diritto sono ancora e veramente i nostri ideali? Vediamo il nostro futuro migliore del presente? Si contrappongono ancora blocchi che si combattono per far stare meglio gli uomini o piuttosto si combattono oligarchie che hanno il fine chiarissimo di accrescere solo la loro potenza ai danni degli altri?
In sostanza io credo che non esista potere repressivo e potenza in grado di far diventare buono ciò che buono non è, e non intende essere.
Credo poco al sistema della repressione o del credere di avere il potere di curare il male e la violenza con altra contrapposta forza.
Sì, che la violenza ha i suoi effetti immediati e diretti ma lascia il segno e produce interazioni che di solito aggravano la decadenza e ci allontanano dalla possibilità di realizzare i nostri veri bisogni ed obbiettivi che si riassumono semplicemente in:
benessere
sicurezza
amore
… Amare gli altri non so,  e non tutti sono abbastanza sereni per sentire questa forza interiore e per praticarla con gli altri, anzi più cresce la paura più l’amore si allontana.
Ma se amore oggi è diventata quasi una parola perduta dal nostro vocabolario, circa il potersi sentire amati  tutti o quasi tutti siamo d’accordo, e credo che tutti lo capiamo e lo condividiamo.
Dunque se chi ha in mano le sorti del nostro piccolo mondo crede sia necessario questo nuovo, doloroso regresso del dover prendere le impronte, che lo facciano …
Io credo però che chi è responsabile debba esercitare la sua responsabilità, ma  come cittadino che pensa, dico e raccomando di compensare tale regresso con qualcosa di progressivo che crei amore e dia speranza e speranze.
Posso suggerire? Forse suggerire è pretendere troppo, ma posso almeno esprimere ed esprimo:
vedrei bene un altro atto europeo; un atto da realizzare subito in concomitanza con quello negativo delle impronte a tutti
Una legge europea che, se possibile, sia anche la prima legge del Parlamento Europeo
Dunque una legge Europea, quindi soprannazionale, che istituisca un organo, un difensore dei diritti del cittadino!
Una legge europea che contenga come obbligante per tutti i poteri pubblici il rispetto dei diritti umani dei cittadini, che quindi sancisca una dichiarazione dei diritti dell’uomo e dei diritti amministrativi del cittadino. Una legge che permetta la creazione di un organismo che sia dotato degli strumenti finanziari e di potere per tutelare i cittadini dagli errori amministrativi e abbia la competenza di potersi surrogare al cittadino che non sia in grado di potersi difendere da solo e gli risolva il problema.
Si può dire meglio, si può definire meglio, ma ci vuole qualcosa che riduca la paura e dia speranza. Senza questo e senza andare in questa direzione con la repressione non ci dirigeremo verso nessun nuovo, migliore traguardo ma continueremo a scendere in basso, magari più o meno velocemente ma scenderemo ancora.
Speriamo si cambi e si torni a poter sorridere e sperare, credo sarebbe moto bello per tutti e non serve essere deboli, anzi si deve essere fermi e forti, perché la forza si mostra attraverso il serio e fermo rispetto dei diritti e  dei valori e non cedendo alla paura ed alle paure.

(testo soggetto a diritti d’autore e non riproducibile in toto o in parte senza l’autorizzazione dell’autore)

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