Commentaria

30/06/2010

Mare nostrum

Filed under: ambiente,inquinamento,Italia,mare,Marea Nera,petrolio,problemi,riflessioni,società — M. Luisa Cinque @ 10:39 AM
Invece di essere di monito e incentivo a  cercare con tutte le nostre forze delle alternative
energetiche più pulite, stiamo dimostrando nei fatti che la Marea Nera del Golfo del Messico non ci sta insegnando nulla.
 l’Italia si propone di attrarre le compagnie petrolifere svendendo letteralmente mari e monti, cioè un patrimonio nazionale che appartiene a tutti.
Per la sua  particolare configurazione geografica,  il Mediterraneo è una conchetta per pediluvio e se qualcosa va male (v. Luisiana)  l’Italia diventa responsabile dei danni ambientali non solo verso i propri connazionali ma anche anche verso altre nazioni costiere…  
Se io fossi il presidente di una Nazione costiera, tipo Albania, Slovenia, Croazia, Grecia  farei scoppiare un caso diplomatico. Invece temo che ci sarà la corsa all’emulazione…
“Il duo Scajola/Prestigiacomo ha concesso negli ultimi anni 95 nuovi permessi di trivellazione in Italia. 71 sulla terraferma e 24 nel Mediterraneo. La superficie interessata dalle trivellazioni nei nostri mari ha una superficie pari alla Regione Abruzzo, circa 11.000 metri quadrati. I petrolieri potranno bucare ovunque, dalle Tremiti alle coste della Sicilia, dalle coste marchigiane e pugliesi alle isole Egadi a Pantelleria, dallo Ionio alle acque intorno all’isola d’Elba a quelle sarde di Oristano. La corsa al petrolio italiano e alla distruzione dell’ambiente e del turismo è un richiamo irresistibile per i petrolieri di mezzo mondo, inclusi ovviamente quelli italiani. E’ quasi uno stampede della corsa all’oro nero. Il presidente di Assomineraria Claudio Scalzi spiega che c’è “un certo disordine iniziale” compensato però dal “movimento che porta investimenti, royalties e vivacità”. Mi risulta che in Italia non è prevista la responsabilità delle compagnie petrolifere in caso di incidente. Le bandiere blu delle nostre coste diventeranno nere come il petrolio e sono, in realtà, già sulla buona strada. L’italia ha il maggior numero di siti non balneabili d’Europa.” ( tratto da: http://www.beppegrillo.it/ )

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